Barelle in corsia, M5S "malasanità a Perugia" | Ospedale al contrattacco "siamo eccellenza" - Tuttoggi

Barelle in corsia, M5S “malasanità a Perugia” | Ospedale al contrattacco “siamo eccellenza”

Alessia Chiriatti

Barelle in corsia, M5S “malasanità a Perugia” | Ospedale al contrattacco “siamo eccellenza”

Il Santa Maria della Misericordia risponde a Liberati, "descrive un ospedale da campo"
Dom, 14/02/2016 - 13:06

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Barelle in corsia, M5S “malasanità a Perugia” | Ospedale al contrattacco “siamo eccellenza”

“Malasanità a Perugia”? Il Santa Maria della Misericordia, l’ospedale del capoluogo perugino, proprio non ci sta di fronte a quanto detto dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, durante una conferenza stampa organizzata nello spazio antistante al nosocomio ieri mattina. Un affondo nel quale il consigliere regionale denuncia il “problema della qualità del servizio e di lesione della dignità dei pazienti”, puntando il dito contro il numero di giorni di degenza e sui posti letto che, a detta dei pentastellati, mancherebbero. A dirlo non c’era solo Liberati, ma anche tutto il quartier generale umbro del M5S, con la parlamentare Tiziana Ciprini, i tre consiglieri comunali Michele Petrelli, Cristina Rosetti e Stefano Giaffreda.

“Nel 2015 – ha detto Liberati – per 151 giorni l’ospedale non ha garantito i posti letto nelle sale, lasciando mediamente 14 pazienti al giorno in corsia per una somma totale di 2.151 letti aggiunti”. Poi il colpo finale, non certo in punta di fioretto: “le barelle in corsia e le camere di degenza trasformate in camerate – ha sfidato Liberati – sono una cosa indegna perché così mancano servizi essenziali, come l’ossigeno“. Per il Movimento 5 Stelle, il Santa Maria della Misericordia è un “ospedale da campo”, non “l’eccellenza che dice di essere e con molte potenzialità non sfruttate”.

Ma il Santa Maria della Misericordia non ci sta, e replica duramente: “Unicamente per rispetto verso l’impegno e la professionalità degli operatori sanitari dell’ospedale di Perugia – si legge in una sua nota – la direzione dell’Azienda Ospedaliera intende smentire in maniera categorica quanto sostenuto dal Movimento 5 Stelle nella nota trasmessa a proposito delle “barelle in corsia”. Anzi si precisa che il fenomeno dei “letti aggiunti è stato praticamente annullato grazie all’attivazione della Unità di Degenza Infermieristica avvenuta il 4 Maggio 2015 e alla contemporanea riorganizzazione dell’Area Medica con l’istituzione dell’Osservazione Breve Internistica e la trasformazione di 12 posti letto di medicina interna ad alto indice di rotazione. L’entrata in vigore di questi nuovi modelli organizzativi è coincisa con l’acquisizione di nuovi spazi all’interno dell’ospedale e grazie al trasferimento dei laboratori di ricerca al CREO“. Il nuovo reparto sembrava aver sensibilmente ridotto e in molti casi annullato il fenomeno del letto aggiuntivo, o risolto il triste problema dei reparti troppo pieni con assenza di posti letto e pazienti obbligati a restare in barella durante la loro degenza. I 12 posti letto sono stati allestiti in poco tempo dopo il trasferimento di alcuni laboratori di Ematologia nella nuova struttura del CREO.

Sulla questione si era pronunciato anche il TAR, che aveva respinto la sospensiva, richiesta dall’Ordine del Medici, di fermare l’attività di degenza nella struttura a gestione infermieristica. La decisione presa dal TAR a luglio del 2015 garantiva “il proseguimento di un’attività assistenziale che continua a dare piena soddisfazione ai pazienti e ai loro familiari, curati in totale sicurezza, nel pieno rispetto delle normative vigenti”.

A Perugia dunque “non c’è malasanità”, dicono dal Santa Maria della Misericordia. Un’accusa definita “strumentale” dai dirigenti del nosocomio, anche perché “i letti aggiunti sono stati necessari per accogliere casi urgenti di pazienti con pluripatologie, ugualmente messi in sicurezza, e comunque con un tempo di permanenza minima fuori dalle stanze di degenza in attesa della dimissione di altri pazienti, avvenute al massimo in 4-5 ore. Se il Movimento 5 Stelle intende proseguire in una campagna denigratoria verso l’Ospedale di Perugia e i suoi dipendenti, la direzione aziendale fa sapere che intraprenderà qualsiasi legittima iniziativa a tutela dell’immagine della stessa e dei suoi dipendenti. È infatti assolutamente inaccettabile il tentativo di far passare il concetto di ‘un ospedale da campo’ quando ci si trova difronte ad una eccellenza sanitaria nazionale”.

Battaglia sui dati – Liberati, sempre in conferenza stampa, aveva poi fatto sapere che “dopo la nostra istanza di accesso agli atti relativi alle schede di rilevazione dei letti aggiunti ci sono stati forniti solo i dati del 2015 e non quelli relativi al 2014 perché questi, ci è stato risposto, erano da elaborare e che quindi potevano essere considerati sovrapponibili a quelli dell’anno successivo”. “Un fatto grave”, aveva precisato Liberati, che sta a significare che “non c’è una banca dati“. Ma l’ospedale rimanda al mittente anche questa accusa, replicando che sui dati messi a disposizione dall’Azienda Ospedaliera “non è stata data da parte del Movimento 5 Stelle una lettura tecnica – organizzativa, che avrebbe permesso di condividere anche in questa occasione la qualità e l’efficienza della sanità pubblica regionale. Lo scopo invece era unicamente quello di denigrare e disconoscere la qualità dei servizi così come viene percepita da migliaia di cittadini che frequentano ogni giorno il Santa Maria della Misericordia”.

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