(Carlo Ceraso) – Doveva essere la giornata della “quiete”, dopo i troppi giorni che hanno registrato la ‘tempesta’ intorno alle vicende che stanno interessando il vertice della Bps. Ed invece, come se ce ne fosse bisogno, è stata un’altra giornata di tensione, meglio, di veleni. Contenuti in una busta spedita in mezza Italia centrale da un ‘corvo’: lettera che ricalca tanto, nello stile e nei contenuti, quelle che già 2 anni orsono interessarono l’istituto di credito (che si difese sporgendo formale denuncia-querela contro ignoti). Oggi (ieri per chi legge, n.d.r.) la nuova ‘puntata’.
Il corvo – il documento non aggiunge nulla di nuovo a quanto era stato già scritto dalla ignota mano nel 2009, anzi questa volta vengono riportate delle imprecisioni che fanno ipotizzare che l’autore stia cercando a dir poco di aumentare la tensione. 128 le lettere datate 7 luglio 2011 e spedite almeno il giorno dopo da una località di fuori regione, probabilmente dal Lazio: sul timbro postale, infatti, non compare la località di Firenze (dove viene smistata tutta la posta per l’Umbra) bensì quella di Roma Fiumicino. E la data del 9 febbraio. Le prime missive sarebbero state consegnate nella mattinata di oggi a quasi tutte le filiali della Banca Popolare (86) e a 18 responsabili di area e dirigenti della banca. Le restanti 14 sono state inviate ai Cda di Bps e Scs, ai loro collegi sindacali, alle forze dell’ordine (Carabinieri e Guardia di Finanza), alla Procura della Repubblica di Spoleto e a 2 quotidiani (Tuttoggi.info e il Giornale dell’Umbria). Una sorta di volantinaggio che conferma, come denunciato nei giorni scorsi anche dal presidente Giovannino Antonini, il clima di veleni che circonda la Popolare. L’anonima lettera ha fatto ben presto il giro dei dipendenti bancari aumentando così la loro preoccupazione per quanto sta avvenendo e mettendo in allerta le organizzazioni sindacali. Facile immaginare che sia stato dato già mandato ai legali della banca di perseguire penalmente l’autore della missiva.
La lettera – il “corvo” ha usato anche questa volta un computer per scrivere il testo della sua ultima avvelenata con la quale si scaglia sul vertice della Bps, tirando in ballo, anche a sproposito, autorità religiose e istituzionali. Per il resto nulla di nuovo sotto il sole. Se non il presunto giro di assegni, già ipotizzato dalla ignota mano due anni orsono, che si sarebbe a suo tempo verificato fra 2 consiglieri della Bps e 1 della Scs: una vicenda che Bankitalia avrebbe affrontato nel corso della ormai nota ispezione dello scorso anno e che, pur non avendo arrecato danni patrimoniali all’istituto, avrebbe portato ad esprimere un giudizio negativo sul comportamento tenuto dalla presidenza. Al punto di chiederne le dimissioni.
Le ultime ore – il presidente Antonini questa mattina ha fatto rientro a Spoleto, dopo aver trascorso le ultime 48 ore a Roma presso lo studio dei consulenti legali che lo assistono nell’affaire che lo vede finora contrapposto alla decisione presa dagli ispettori di Palazzo Koch che hanno fissato per il 16 febbraio prossimo l’ultimatum per le sue dimissioni. Antonini, a detta di alcuni, in queste ultime ore starebbe maturando la decisione di fare il tanto atteso passo indietro, anche se starebbe lavorando affinchè la Bps resti autonoma. Per saperne di più però bisognerà attendere il prossimo Cda, previsto per lunedì prossimo, anche se da Milano rimbalza la notizia che ad oggi (venerdì) non è stata ancora firmata la sua convocazione.
La successione – continua intanto e senza sosta il toto-successore alla guida dell’istituto di credito umbro. I nomi più probabili, a sentire alcuni osservatori, restano quelli di Fausto Protasi (già vice direttore generale della Bps e attuale presidente della Scs, la holding che controlla la Bps) e di Alberto Pacifici (già presidente della CaRiSpo). Ma dal Palazzo comunale spunta una nuova ipotesi, tutta da verificare: quella che vorrebbe un possibile ingresso dell’industriale Zefferino Monini, già consigliere della Bps anni orsono e attuale consigliere comunale nella lista civica Rinnovamento, vicina al centrodestra ma da sempre molto critica nei confronti dell’operato di Antonini (uomo considerato molto vicino al Pdl). Il count down comunque è partito e si annuncia un inizio di settimana a dir poco incandescente. La speranza è che almeno questo week end scivoli via sereno.
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