(Ca. Cer.) – Il day after della Bps ha segnato un’altra giornata di forti tensioni, dopo la diimissioni dal cda dei soci di minoranza (Mps e Coop) e la riconferma alla guida dell’istituto del presidente Giovannino Antonini, nonostante la Banca d’Italia ne abbia chiesto le dimissioni. Bocche cucite dentro e fuori Palazzo Pianciani, anche se la diplomazia bancari aresta incollata al telefono.
Il presidentissimo ha messo a segno un punto a proprio favore ottenendo, dai 9 membri rimasti nel cda, ben 7 preferenze (inclusi i voti dello stesso Antonini e del vice Bellingacci, anche lui nel mirino della Vigilanza di Palazzo Koch) anche a dispetto, a quanto trapela, del parere scritto del collegio dei revisori dei conti. La settimana che si va ad aprire si annuncia a dir poco incandescente e l’agenda è già fitta di appuntamenti: a cominciare da martedì prossimo quando i consiglieri saliranno a piazza Italia a Perugia, convocati dal dottor Pasca, direttore provinciale di Banca Italia. Per giovedì è stato fissato un nuovo cda, forse con la speranza di veder nominati i nuovi consiglieri della minoranza: una speranza vana visto che Siena sembra non voler fare alcuna mossa prima del verdetto finale che sarà decretato il 16 febbraio dall’ufficio di vigilanza di Bankitalia. In stand by anche la Coop Centro Italia anche se in questo caso, almeno in teoria, il Consiglio Bps potrebbe cooptare il secondo degli eletti nella lista che la scorsa primavera aveva ‘promosso’ Giorgio Raggi, dimessosi lunedì scorso. Ma anche in questo la manovra potrebbe risultare vana: l’ordine di scuderia ai 10 candidati della lista Coop sarebbe quello di non accettare alcuna nomina.
Un vero e proprio braccio di ferro che costringerebbe la Bps a proseguire le proprie attività senza un referente dei soci di minoranza. Resta poi il ‘giallo’ del direttore generale, Alfredo Pallini, che secondo molti sarebbe stato raggiunto da un provvedimento della presidenza (sospensione?), anche se sul sito della banca non compare nessuna comunicazione in merito. Domani comunque se ne saprà di più.
Si starebbe invece allargando il fronte dei deputati che hanno firmato l’interrogazione promossa dall’onorevole Luciano Rossi al ministro Tremonti che punta l’indice proprio sull’ufficio degli ispettori della Banca d’Italia per alcuni (presunti) conflitti di interesse che si sarebbero concretizzati con l’ultima ispezione fatta lo scorso anno alla Bps.
Secondo fonti vicine al presidente Antonini il fronte – che vanta già la presenza di 25 deputati del Pdl – si sarebbe allargato a più di 60 firmatari, un vero e proprio esercito di parlamentari, se la notizia trovasse conferma. “Domani sarò in Aula e potrò esser più preciso su quanti colleghi hanno firmato l'interrogazione” fa sapere l’onorevole Rossi “per il momento ribadisco di esser orgoglioso per aver richiamato l’attenzione su una problematica che riguarda la banca umbra e non solo”. Il documento è ora all’attenzione dell’ufficio di presidenza di Gianfranco Fini che si è riservato la pubblicazione attesa la delicatezza dell’argomento (ovvero la richiesta di intromettersi nelle attività di un ente autonomo qual è Bankitalia). Anche se il coordinatore di Fli, Franco Zaffini, molto vicino a Fini, assicura che domani l’interrogazione sarà pubblicata. E con essa il numero dei firmatari che, secondo alcuni, vedrebbe la presenza anche di alcuni esponenti del piddì. Intanto sull’intera vicenda si registra un’altra giornata di assoluto silenzio da parte del partito del segretario regionale Pd Bottini e di quello provinciale Rossi. Forse i bersaniani, come Mps e Coop, attendono anche loro la decisione della Vigilanza.
CARISPO – Ma non ci sono solo le sorti della Bps a tener alta l’attenzione delle istituzioni e dei sindacati sul sistema bancario umbro. Fra poche ore, alle 9.30 di domani, la governatrice Catiuscia Marini e il sindaco Daniele Benedetti incontreranno i delegati sindacali di Fiba-Cisl, Fisac-Cgil, Uil-Ca, Dircredito, Fabi, e Sinfub per discutere dello smantellamento del Polo Back Office della città del festival, ‘creatura’ voluta dall’ultimo presidente Carispo, Alberto Pacifici. Sarà uno degli argomenti all’ordine del giorno, dopo l’allarme lanciato in Provincia da Luigi Andreani (Pdl) sul futuro delle Fondazioni delle Casse di Risparmio che senza mezzi termini ha parlato di “situazione preoccupante” per la ventilata ipotesi di una fusione delle 4 Casse. Una notizia che è stata smentita da Flora Nini, che siede nella Fondazione Carispo per la Provincia di Perugia.
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