Al via la raccolta del Tartufo bianco, in Alta Umbria un esercito di quasi 2000 "cavatori" - Tuttoggi

Al via la raccolta del Tartufo bianco, in Alta Umbria un esercito di quasi 2000 “cavatori”

Redazione

Al via la raccolta del Tartufo bianco, in Alta Umbria un esercito di quasi 2000 “cavatori”

Da domani (domenica 24 settembre) inizia la stagione di raccolta | L'esperto "Stagione forse simile al 2003, tartufi leggeri e profumati ma con prezzi 'salati'"
Sab, 23/09/2017 - 12:52

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E’ salita la “febbre” della trifola: tutti a caccia del “re” del bosco. Da domani, domenica 24 Settembre i tartufai saranno ai nastri di partenza: fino al 31 dicembre è infatti aperta la raccolta del tartufo bianco. Un vero e proprio esercito, quasi 2000 (1962 per la precisione), quello dei “cavatori” dell’Alta Umbria, armati di bisaccia, vanghino e cani al guinzaglio (campioni dal fiuto impareggiabile) pronti a scovare le “pepite d’oro” fra i boschi e le colline dell’Altotevere e di Città di Castello, capitale della prelibata trifola.

I tesserini rilasciati dagli uffici della Comunità Montana Alta Umbria (sede di Gubbio e Città di Castello) sono in totale 1962. Nel corso del 2017, dopo aver sostenuto le prove previste dalla normativa vigente con esame finale, ed aver versato 111,55 euro di tassa governativa (prevista poi ogni anno), gli aspiranti tartufai sono stati 71 (63 uomini e 8 donne). Sono sempre più i giovani che si avvicinano a questa attività all’aria aperta, alcuni con meno di 18 anni (la legge prevede rilascio tesserino a partire da 14 anni).

Ai nastri di partenza della stagione della “trifola”, “Tuber Magnatum Pico”, anche gli oltre 400 iscritti all’associazione Tartufai Alta Valle del Tevere presieduta da Alessandro Ghigi, affiancato dal vicepresidente Lorenzo Tanzi e dallo storico segretario Italo Bianchini. Queste le parole del numero uno dei tartufai altotiberini Ghigi:

Dopo un’estate torrida come quella appena trascorsa bisognerà attendere la metà di novembre per decretare un verdetto definitivo e tracciare un primo bilancio sulla raccolta. Spesso la natura ha riservato piacevoli sorprese, staremo a vedere: la nostra trifola è comunque la migliore e non teme confronti. Da domani si inizia

Ma che stagione sarà sotto il profilo della qualità e dei prezzi? Trifola alle stelle alla prova della bilancia oppure prezzi per tutte le tasche? Risponde un esperto, vera e propria istituzione del settore, Giuliano Martinelli, titolare di una azienda leader a livello internazionale nella produzione, commercializzazione di tartufi e prodotti del bosco con sede a Pietralunga:

Se non cambiano le condizioni metereologiche sarà una stagione forse simile a quella del 2003 con tartufi leggeri ma profumati di qualità eccellente e prezzi elevati almeno in partenza. La terra asciutta favorisce questo genere di prodotto eccellente che potrebbe però riservare anche pezzature record

Nel 2003 complice l’euro, la trifola al chilo superò anche i 4000 euro. “Il crescente interesse verso la ricerca del tartufo è sostanzialmente legato a due fattori: la possibilità di integrazione del reddito familiare, soprattutto degli addetti all’agricoltura, e all’attività che di per sé rappresenta un momento di sinergia con l’ambiente naturale e con il proprio cane” ha dichiarato il Commissario della Comunità Montana Alta Umbria Mauro Severini.

Il vero e proprio banco di prova della stagione della trifola si potrà toccare con mano a fine ottobre in occasione della 38esima edizione della Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco in programma nel centro storico di Città di Castello: “Il nostro tartufo bianco e gli altri prodotti del bosco non temono confronti” ha sentenziato l’assessore al Commercio e Turismo Riccardo Carletti che sottolinea anche l’aspetto “legato alla promozione e valorizzazione culturale, artistica e ambientale del comprensorio e dell’Umbria”. “I tartufi migliori per pezzatura e qualità alla prova dei fornelli li hanno scovati spesso cavatori neofiti o tartufai della domenica” puntualizza Pierluigi Manfroni, chef di fama internazionale che a Città di Castello, con il ristorante “Il Bersaglio” e poi ad Anghiari con la “Locanda del Viandante”, ha sempre servito piatti a base di trifola.

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