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Aggiornamento: Vitali chiede scusa. Televuscom, verso l’ultima puntata? Dionisi “incastra” Villa. Benedetti convoca Assemblea soci, Mismetti e Vitali con le ossa rotte

Redazione

Aggiornamento: Vitali chiede scusa. Televuscom, verso l’ultima puntata? Dionisi “incastra” Villa. Benedetti convoca Assemblea soci, Mismetti e Vitali con le ossa rotte

Lun, 29/08/2011 - 23:59

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Carlo Ceraso
I telespettatori, pardon gli utenti, dovranno farsene una ragione: Televuscom potrebbe essere arrivata all’ultima puntata. Lo hanno stabilito stamani gli sceneggiatori della serie dell’anno della Valle sud umbra. Ancora non ci sono comunicazioni ufficiali, e questo può ancora far sperare i fan di J.R. Mismetti, Frassica Vitali, Ridge Cerquiglini, Brooke Lorenzetti, Padre Ralph Emili, e Don Matteo Benedetti. Sul set non ci sarà più Milhouse Villa le cui dimissioni irrevocabili, annunciate venerdì mattina con una nota ufficiale di Vus SpA, sono arrivate oggi. Il can can che alcuni di loro, per fortuna non tutti, sono riusciti a creare in due mesi sembra aver riportato Vus su un binario più lineare. Con Spoleto che ne esce rafforzata nell'immagine a dispetto di Foligno e Spello. Ma andiamo con ordine per un’altra puntata (qui le puntate precedenti) il cui set è cominciato a Foligno e si è spostato nel pomeriggio a Spoleto.
L’ultimo tentativo per Villa – Mismetti e Vitali, nonostante le recenti legnate, hanno provato a cercare di convincere gli altri 2 membri del Controllo analogo a tentare ancora di far recedere il dottor Sergio Villa dalle dimissioni. Ma Benedetti, ed era nell’aria, è stato irremovibile: se sono irrevocabili che vuoi revocare? Emili, presidente del Controllo, si è accodato quatto quatto. Alla riunione era presente Giorgio Dionisi, vicepresidente Vus e da venerdì presidente facenti funzione. Ha detto la sua, mostrato un po’ di documenti che dimostrano il perché insieme al collega Giancarlini aveva preso le distanze da Villa, e tracciato una situazione aggiornata di holding e controllate. Emili intanto risistemava gli ultimi verbali, quelli che si chiudevano con la frase “approvato e sottoscritto” ma che da giugno nessuno aveva pensato di firmare. Emili e gli altri soci hanno formalmente disconosciuto il verbale del 26 luglio, quello dove c’era scritto che si doveva “vendere la quota del 40% di Vuscom”, approvando invece il testo della riunione del 18 agosto in cui si “ribadisce la volontà dei sindaci di avere una Relazione dettagliata su ogni ipotesi e relativi scenari: dal mantenimento del 100% della quota pubblica alla vendita sopra e sotto il 50% della controllata”. Ma anche una serie di analisi che nessuno finora aveva fornito al Cda. La nuova relazione di Villa, illustrata da Emili, era comunque incompleta. Un compito che dovrà ora svolgere Dionisi al quale Benedetti ha proposto (e ottenuto all’unanimità dagli altri presenti) di convocare urgentemente l’assemblea dei soci, ovvero i sindaci dei 22 comuni, gli unici deputati a decidere del futuro dell’azienda e delle sue controllate. Viva dio! L’appuntamento dovrebbe essere fissato per la prima settimana di settembre prossimo
Audizione a Spoleto – alle 16 in punto è cominciata l’audizione che il presidente della II commissione consigliare, l’avvocato Antonio Cappelletti ha reso pubblica accogliendo la richiesta dei giornalisti presenti . Intorno al tavolo ci sono Benendetti, Dionisi, il presidente del consiglio Cristofori e i consiglieri Alleori, Hanke, Dominici, Campagnani, Profili, Loretoni, Cardarelli e il d.g. Cerquiglini.
Dionisi, l’incastratore – il neopresidente aveva un paio di sassolini da togliersi dalle scarpe e lo ha fatto come un maestro ciabattino. Dionisi ha coinvolto per questo l’ufficio legale (la dirigente Valentini) e quello degli affari generali (Lorenzetti) per avere pareri e documenti da leggere in audizione. Il primo sassolino era nei confronti di Villa che nelle dimissioni aveva scritto di aver “eseguito solo le delibere del Cda che sono state sempre prese all’unanimità”. Come dire che Dionisi e Giancarlini non potevano non sapere cosa stesse facendo. “Non c’è un solo atto deliberativo adottato dal Cda nel corso del 2011 relativo all’avvio di procedure tendenti ad acquisire manifestazioni di disponibilità alla cessione di quote di Vus Com”. Il consigliere del Gruppo Misto Gianmarco Profili domanda: “dunque presidente ci sta dicendo che il cda non ha mai parlato di questa vicenda ovvero della proposta inviata ad Umbria Energy?” “Esatto” replica Dionisi. Fuori uno. L’altro era per Mismetti che alla riunione degli stati generali del Pd a Trevi aveva dichiarato che non c’era solo la proposta di U.E. ma anche quella di altre due società. “Dagli atti consegnatimi vi sono 2 lettere in sola entrata (dunque nessuna richiesta da parte di Villa, n.d.r.) la prima della svizzera Worldenergy SA del 28 giugno 2011, la seconda dell’Eni protocollata il 26 luglio”. Il presidente da lettura del testo e i presenti fanno un salto sulla sedia. Worldenergy scrive facendo riferimento alla propria “manifestazione di interesse del 23 giugno 2010 (dunque sotto la presidenza Barberini, n.d.r.) e al nostro incontro del 24 febbraio 2011 per confermare il nostro interesse ad approfondire le migliori modalità di collaborazione……siamo disponibili a valutare varie modalità di alleanza e collaborazione, con o senza partecipazione azionaria e anche unicamente sulla base di accordi contrattuali”. Sullo stesso tenore Eni che scrive a Villa: “…qualora ritenesse di valutare un’eventuale cessione della partecipzione Vus Com, desideriamo manifestarle l’interesse di Eni all’acquisizione, direttamente o tramite sue parte”. Insomma due lettere che danno l’idea di come per la ternana Umbria Energy l’ex presidente si fosse spinto molto più in là arrivando a scrivere, il 4 luglio, una lettera il cui oggetto era “Avviso di disponibilità cessione quote VUS COM”. Fuori dalla scarpa anche il secondo. Dionisi passa quindi ad illustrare alcuni numeri: dai 41.970 contratti di gas attivi (erano 42.044 nel 2007) agli utili previsti per il 2011 (1,5 mln di euro) ai dettagli dell’unbundling funzionale, operazione che per Villa avrebbe comportato una spesa di 3-400 mila euro mentre per Dionisi è possibile completarla con molto meno.
Opposizione all’attacco – l’analisi puntuale ed esaustiva di Dionisi sembra spuntare molte frecce all’arco dei consiglieri di minoranza. Profili incalza comunque il sindaco su una decisione del 2008 del consiglio comunale che chiedeva di esser puntualmente informato sulle decisioni relative alle muncipalizzate. Benedetti, ancor più Cerquiglini, cadono dalle nuvole. “Non conoscevo questa delibera, ne prendo atto e mi impegno ad informare i capigruppo su ogni passaggio relativo alla Vus. Avrei comunque informato il consiglio in caso di una eventuale decisione di vendita”, dice rispondendo ad una analoga sollecitazione di Cappelletti.
Il dg si dà del ‘tonto’ – la bagarre è comunque dietro l’angolo e arriva puntuale quando il trio Profili-Cardarelli-Loretoni affonda la lama sul modo di gestire i verbali. Cerquiglini, che degli ultimi è stato il segretario verbalizzante, si inalbera, tenta una difesa ma finisce con combinare due clamorose gaffe. Prima quando dice che “quei verbali sono fasulli perché non erano stati firmati”. “A verbale, ha detto che sono fasulli” intima Cardarelli. L’alto dirigente non si scompone di un passo: “Io ho detto che sono fasulli? Ma non scherziamo, ho detto che non erano stati firmati”. Una comica. Cardarelli incalza che non vale neanche la ‘scusa’ di dire che si approvano alla riunionr successiva perché altrimenti l’argomento dovrebbe comparire all’ordine del giorno e ve ne dovrebbe essere traccia nel successivo verbale. “Invece non c’è niente di tutto questo, a conferma che i verbali vengono firmati e approvati seduta stante, ergo il 26 luglio i sindaci hanno dato mandato di vendere il 40%”. Cerquiglini è incastrato, non sa più come giustificare che quel verbale l’ha consegnato lui all’opposizione credendo fosse originale. E ne combina un’altra ancor più clamorosa: “Io da tonto pensavo che fosse stato firmato dal presidente Emili e ve l’ho consegnato, invece non l’aveva ancora firmato. Io comunque non l’avevo firmato”. Peggio che mai. Ma se lui era il segretario verbalizzante, chi avrebbe dovuto firmarlo prima del Presidente?
A metterci una pezza, distogliendo l’argomento, arriva il pompiere Cristofori che dapprima la prende larga sulla qualità dei servizi, l’esito del referendum, la necessità di calmierare le tariffe e poi attacca: “la gestione della vicenda Vuscom è stata sbagliata, c’è chi ha fatto qualche passo di troppo” dice riferendosi a Villa.
Socialisti spaccati – prende la parola il capogruppo Enzo Alleori che mostra subito il suo biglietto da visita: “ringrazio il sindaco per la puntualità, abbiamo cominciato alle 16 precise, non succede mai…”. Risata generale e il primo cittadino pronto a scotennare l’alleato. Alleori dichiara che a lui interessa il bene dell’azienda e dei cittadini “di come si fanno e si registrano i verbali, a che ora, chi li firma…tutte bassezze, tutte cazzate” dice rivolgendosi all’opposizione. Il rischio di veder trasformata la riunione in una seduta bipartisan di cannibali pronti a cucinar Alleori si fa elevatissimo. Più chiaro e concreto Aliero Dominici: “questa vicenda è brutta, rasenta l’oscenità, i verbali pubblici hanno una loro forma che è anche sostanza” dice sconfessando il collega di partito che aveva parlato poco prima. Sembra tutto a posto quando aggiuge: “in consiglio comunale ognuno si prenderà le proprie responsabilità, io mi riservo di decidere libero da vincoli di ideologia, partito e maggioranza”. Come a dire, caro sindaco vedrò se fartela pagare. Che Dominici non abbia ancora digerito la mancata elezione a presidente di una Commissione? Probabile. C’è ancora tempo per un intervento di Maurizio Hanke (Pdl) che si limita però a censurare il comportamento del Cda in merito all’acquisto dei biglietti per la Quintana da donare ai dirigenti della Vus.
Il diktat ai dirigenti – c’è ancora spazio per Cardarelli e Profili che denunciano come la valutazione che Villa ha fatto sul 60% delle quote Vuscom per un valore fra i 4 e i 5 milioni sia del tutto inferiore al reale valore di mercato di una azienda che fa profitti netti per 1,5 milioni di euro l’anno. Dionisi concorda: “anche per me è una valutazione al ribasso”. E’ lui a chiudere la riunione annunciando che domattina convocherà tutti i direttori di Vus SpA affinchè tornino a lavorare da subito per Vus Com come da contratto di service. “Qualsiasi azione che andrà a ledere la nostra controllata sarà valutata quale azione di responsabilità nei loro confronti”. Pare proprio che siamo all’ultima puntata di Televuscom. Da domani, pare, si torna a fare sul serio. Vedremo

Vitali chiede scusa – Di mercoledì mattina (oggi per chi legge, n.d.r.) le scuse del sindaco di Spello Sergio Vitali ai Piccoli comuni che tre giorni fa aveva tirato in ballo per ergersi a difesa di Villa e denunciare la ‘flebilità dei sindaci’. Era stato Tuttoggi.info (che molti amministratori conoscono bene ma che continuano a snobbare, salvo correre ai ripari quando la notizia rimbalza puntuale sulla carta stampata, dimostrando così scarsa attenzione verso la “rete”) a smascherare la veridicità del documento: come si ricorderà dei 20 piccoli Comuni (esclusi Foligno e Spoleto) 10 (la Valnerina), non erano stati invitati e 7 (l’Unione dei Comuni) non avevano preso parte alla riunione convocata da Vitali. Questa mattina presto, a 3 giorni dalla gaffe, la nota emessa dal Municipio di Spello: “Mi scuso con i colleghi sindaci per aver erroneamente inviato un comunicato stampa a nome dei Piccoli Comuni in merito alle dimissioni del presidente della Vus. Era invece mia intenzione parlare soltanto a nome di alcuni Comuni che mi avevano dato mandato di scrivere il comunicato stampa, e per quanto riguarda la difesa “flebile” dei sindaci mi riferivo solo ai (cinque, n.d.r.) sindaci componenti del Controllo analogo”. Dunque Vitali, come anticipato, ha parlato a nome solo di Spello, Valtopina e Nocera umbra (non si spiegherebbe il ricorso al plurale “a nome di alcuni Comuni). Ci sarebbe da ridire anche sulla ‘flebile difesa’, visto che Trevi non prende parte al Comitato del controllo analogo dal giorno del commissariamento e il sindaco di Spoleto non ha mai difeso i comportamenti della ormai ex presidenza. Una puntualizzazione che ribadisce la precedente autocritica ma anche una rinnovata stoccata (tante volte ce ne fosse stato bisogno) ai colleghi di Foligno e Cascia che siedono nel Comitato.


Aggiornato alle 11.40 – Ha collaborato Carlo Vantaggioli

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