Aeroporto dell'Umbria, FlyMarche sui rimborsi "Sase ci deve liquidare" - Tuttoggi

Aeroporto dell’Umbria, FlyMarche sui rimborsi “Sase ci deve liquidare”

Cristiana Mapelli

Aeroporto dell’Umbria, FlyMarche sui rimborsi “Sase ci deve liquidare”

L'amministratore unico del tour operator che ha cancellato le tratte da Perugia interviene sulla vicenda
martedì, 22/08/2017 - 19:09

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Aeroporto dell’Umbria, FlyMarche sui rimborsi “Sase ci deve liquidare”

Un botta e risposta al vetriolo, quello tra Sase, gestore dell’aeroporto di Perugia, e il tour operator FlyMarche. In una nota inviata alla stampa, l’amministratore unico della compagnia marchigiana, Mario Ricciardi, ripercorre l’intera vicenda che ha visto la cancellazione di tutti i voli da Perugia, Olbia, Elba, Rimini, Ancona e Zara.


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Dopo lunghe trattative, le due realtà imprenditoriali in gioco hanno stipulato un accordo che prevedeva, come dice l’amministratore, lo sviluppo delle tratte Perugia Olbia fino al 15 settembre e sempre dal 15 settembre l’inizio della tratta Perugia Milano Linate. “Nello specifico – continuano da FlyMarche – Perugia Olbia doveva essere effettuato nelle giornate di venerdì e domenica di ogni settimana, mentre quella Perugia Milano Linate tutti i giorni da lunedì a venerdì per due volte al giorno”. 

Gli accordi – trasfusi un una lettera di intenti – prevedevano il pagamento alla Fly Marche del Break Even fissato con il parametro di 15 passeggeri, (ovvero se l’aereo avesse volato con 1 o 15 passeggeri la Sase avrebbe dovuto pagare la settimana successiva il compenso pattuito ovviamente decurtando i biglietti incassati dalla nostra società)”. 

Le tratte sono iniziate il 16 luglio come da programmazione. “E’ pertanto intuibile la necessità che Sase pubblicasse la vendita dei biglietti al fine di ammortizzare ovvero raggiungere se non superare il costo del break even di ogni singolo voloInvece per motivi a noi sconosciuti le programmazioni con tanto fervore annunciate non sono state fatte; infatti nel corso delle prime due settimane di voli non si sono raggiunte prenotazioni accettabili, mentre le successive settimana l’aeromobile è riuscito a lavorare a pieno regime, solo grazie al massiccio intervento della nostra azienda“. 

FlyMarche sottolinea che anticipare per conto della Sase le spese necessarie per atterraggi, handling (ossia l’insieme dei servizi svolti in aeroporto finalizzati a fornire assistenza a terra a terzi , vettori e utenti) e costi orari del nolo aeromobile non è stata cosa facile e che sarebbe stato sufficiente che “l’amministrazione della Sase avesse preso atto degli impegni presi e liquidare i resoconti delle prime due settimane di lavoro (stiamo parlando di piccoli importi) al fine di garantire il regolare svolgimento dei voli“.

Nella lunga mail inviata si parla di un’“assoluta mancanza di collaborazione da parte della Sase” e dell’aggiunta da parte di FlyMarche di una nuova tratta: “Rimini-Perugia-Olbia per permettere all’aeromobile di viaggiare a pieno carico, di cui la vendita dei biglietti sarebbe stata interamente conteggiata in base agli accordi precedenti”. 

E infine si arriva al 17 agosto, giorno dell’annuncio della soppressione dei voli. “Il direttore della Sase ci informava che stavano improntando un aeromobile per poter svolgere ugualmente il servizio per il giorno 20 agosto, pagando anticipatamente la modica cifra per il singolo volo Perugia-Olbia-Perugia di  8.000,00 euro utilizzando lo stesso LET 410 di proprietà VAN AIR”. 

Perché pagare lo stesso vettore bloccato da Fly Marche, si chiede Ricciardi, per mancanza di liquidità “quando con poco più avrebbero potuto assolvere parzialmente agli obblighi contrattuali con noi permettendoci di onorare gli impegni con i clienti?”. E ancora: “Sase si è solo preoccupata di recuperare le persone che sarebbero dovute ritornare a Perugia, dimenticando che le loro mancanze hanno prodotto grandi disagi anche a Rimini e persone di ritorno da Zara, considerando il fatto che sui voli tipo RMI-OLB RMI-EBA ect. erano soldi che comunque avrebbe incassato la Sase”. 

Sui rimborsi a coloro che non hanno usufruito dei voli già pagati, il tour operator marchigiano suggerisce un’alternativa “veloce”. “Faremo ulteriore specifica richiesta alla Sase di liquidarci immediatamente le somme indebitamente non pagate che serviranno all’immediato rimborso. Se ciò non accadesse e dovessimo affrontare la questione per le vie Legali, certamente i passeggeri da rimborsare subiranno una lungaggine burocratica”.

Una possibile soluzione per rimborsare i passeggeri in partenza dallo scalo umbro, quindi. Su coloro che dovranno invece rispondere sul danno d’immagine dell’Umbria, invece, al momento tutto tace. E alla SASE, oggi, non risponde nessuno.


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