A Verissimo domenica 19 ottobre Silvia Toffanin ha intervistato il marito di Laura Santi, Stefano Massoli. Gli ultimi giorni, la passione per la vita, la decisione sofferta e la sofferenza del dopo, Stefano ha ripercorso tutte le tappe fondamentali di Laura – la giornalista di Perugia protagonista della battaglia sul fine vita – in un commovente racconto.
Prima di andarsene la classifica dei viaggi
Dopo aver preso la decisione di porre fine alla sua vita e prima dell’atto finale, Laura Santi ha ripercorso tutti i luoghi, le persone e i viaggi. “Voleva una classifica dei viaggi fatti insieme. Ma io gli ho detto che era impossibile fare una classifica della bellezza”, dice rotto dal pianto Stefano Massoli, intervistato da Silvia Toffanin. “Quando è arrivato l’ok per procedere alla richiesta di Laura sul fine vita paradossalmente per noi è stata una festa” continua. “Mi diceva ‘dai che questa volta lo faccio e ti potrai rifare una vita!’ ma io gli ho detto che no da domani sarò libero ma la vita io l’ho avuta con te”.
Dopo è stata molto dura
Stefano ricorda il giorno della morte di Laura “nel momento esatto dell’autoinfusione ha voluto che uscissi, ho capito che le avrei creato un dolore forte”. Alla domanda della Toffanin su cosa le abbia detto prima di andarsene Stefano ha risposto: “Fai buon viaggio”.
E’ stata un’intervista molto sentita, commossa da entrambe le parti, dura ma piena di vita, perché un aspetto che la giornalista voleva emergesse era proprio questo, lei amava la vita. “Quando sono rientrato lei si era addormentata, non dava più segni di vita e i pero diviso in due, felicità per lei e disperazione per me”.
La lettera di Laura: “siamo noi a scegliere”
“Quando leggerete questa lettera, avrò deciso di smettere di soffrire… arriva nel silenzio e darà disappunto e dolore ma cercate di capire lo strazio che mi ha portato fino a qui. (…) Ho avuto il tempo per capire quando era il momento e anche per rimandare la decisione. (…) Mi sono consentita di assaporare gli ultimi scapoli di bellezza e salutare ogni angolo, situazione, cielo, colore, passeggiata fuori e luoghi. (…) Me ne vado assaporando gli ultimi bocconi di vita forte e consapevole, qualsiasi vita è degna di essere vissuta ma siamo noi a dover scegliere. Ricordatemi come una donna che ha amato la vita”.
La solitudine di chi sta vicino a un malato
“Lei amava tanto la vita tanto, ha avuto un coraggio grandissimo, ma spero che la suo storia apra gli occhi a molti e vorrei che le persone smettessero di voltarsi dall’altra parte e ascoltassero le persone che soffrono. Anche per chi sta vicino non è facile, molti uomini fuggono ma posso capire che il carico è talmente elevato che uno alle volte non ce la fa”, ribadisce Stefano, lui non se ne è andato mai.