Bilancio 2025 ok, Sisti "città è in forma", minoranza contraria | Foto, gaffe su investimenti | Pd contro assenza dirigente - Tuttoggi.info

Bilancio 2025 ok, Sisti “città è in forma”, minoranza contraria | Foto, gaffe su investimenti | Pd contro assenza dirigente

Carlo Ceraso

Bilancio 2025 ok, Sisti “città è in forma”, minoranza contraria | Foto, gaffe su investimenti | Pd contro assenza dirigente

Lun, 11/05/2026 - 06:41

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Spoleto gode di buona salute, a sentire almeno il sindaco Sisti all’approvazione del bilancio 2025; non è vero, replicano all’unisono dalla opposizione che già sono al lavoro, come era successo per il bilancio preventivo, a coinvolgere la Procura regionale della Corte dei Conti.

Il consuntivo dello scorso anno è comunque passato al termine di due sedute in cui il “gioco delle parti” si è consumato come dal copione imposto dallo sindaco-assessore al bilancio Andrea Sisti tra interventi di poca coerenza con l’argomento all’attenzione dell’assise, mancate risposte tecniche alla opposizione, i dubbi dei revisori dei conti (che pur hanno approvato il rendiconto) e la maggioranza abbastanza silente salvo qualche piccola eccezione. Situazione quest’ultima che dimostra ancora una volta in più come il cerchio dei supporter del sindaco non possa più contare fino in fondo sul Partito democratico (forse anche sul M5S).

Da parte della governance dunque non proprio il massimo della trasparenza, cui si aggiunge anche l’assenza della dirigente finanziaria che, saltato il primo consiglio con richiesta alla minoranza di formulare le domande tecniche, non si è presentata neanche al secondo appuntamento, rispondendo così “per posta”, alias tramite i funzionari del proprio servizio, lasciando comunque insoddisfatti gli interroganti.

Bilancio 2025, parte prima

Così la prima seduta (qui il video integrale) si apre con la presidente della commissione bilancio, Francesca Maso, in abbigliamento power suit, che elogia il documento contabile affermando che il “2025 dimostra una gestione solida con gli equilibri di bilancio rispettati, un anno cruciale per opere concluse, cantieri strategici in avanzamento e investimenti pubblici che determineranno il futuro della città per i prossimi decenni”.  E’ solo il prologo all’intervento di Sisti che, convinto di spiazzare tutti, anziché affrontare il tema del bilancio, si avventura con una decina di slide a parlare di come siano cresciuti i redditi in citta nel periodo 2019 – 2024 per vedere “lo stato di salute della città, se aveva la forza di reagire alle dinamiche che abbiamo trovato. Sicuramente dobbiamo migliorare, ma la strada intrapresa è quella giusta” dice il primo cittadino con qualche soddisfazione. Ovvio che i redditi 2025 non siano ancora disponibili (su cui però peseranno, già da quest’anno, le nuove tasse della giunta regionale oltre al caro energetico) ma basterebbe chiedere a dipendenti autonomi, partite iva (più di 100 quelle chiuse di recente in città) e impiegati pubblici se veramente si sta meglio oggi di 10 anni fa. Chissà, per fare un esempio, se proprio i dipendenti municipali hanno registrato questo stato roseo dei propri emolumenti, a partire magari dagli accordi integrativi.

Ma, per dirla come la consigliera Dottarelli, che ha ripreso Sisti dopo l’eloqente illustrazione delle slide, “che c’azzecca l’andamento dei redditi con il bilancio?”. La consigliera di Alleanza civica poi, che di bilanci qualcosa mastica, in pochi secondi smonta la narrazione del sindaco e fa presente che la scheda degli investimenti (annunciata da Sisti in oltre 838 milioni di euro, cifra che ricorda molto quella di un nobile che a Spoleto promise anni fa un simile fiume di denaro) in realtà contiene un errore perché il sindaco ha conteggiato due volte l’importo di 246milioni che arriveranno da altri Enti, a cominciare dal Mit per la Tre Valli. Dunque sul fronte investimenti, da qui al 2030, ai 153milioni (tra Pnrr, Next generation, terremoto e mutui in capo al comune che rischiano di compromettere la cassa corrente), si aggiungono i 246milioni dai ministeri e ulteriori 39 milioni dalla ricostruzione post sisma: totale 438milioni e spiccioli.

Slide che Andrea Sisti ha corretto in queste ore, probabilmente con la stessa fretta con cui l’aveva partorita, visto che permane la dicitura “inventimenti”.

La Dottarelli ricorda che tutto lo sproloquio e i dati economici non siano in linea con il recente rapporto sull’Umbria che vede Spoleto fanalino di coda quanto a redditi (22.800€) insieme a Gubbio (22.600).

Non va meglio per le imprese di capitale del comprensorio a guardare lo studio della Camera di Commercio dell’Umbria.

Le fa sponda Giancarlo Cintoli: “ci presenta un quadro dai grandi risultati della sua amministrazione e tra questi quello dei redditi, ma leggendo la relazione dei revisori abbiamo perso quasi 100mila euro di imposte; stiamo perdendo residenti, ovvero contribuenti, le aliquote sono al massimo e l’indice di vecchiaia della popolazione è molto superiore a quello delle più grandi città umbre. Sugli investimenti se li è trovati già pronti se volesse ricordare quelli del Pnrr, del Covid, della Agenda Urbana che si trascina da 20 anni”. Come a dire, quali risorse ha portato o trovato in quattro anni e mezzo la giunta a trazione Pd-M5S-CU-OS?

L’assenza della dirigente finanziaria costringe gli addetti ai lavori a prendere nota delle domande dei consiglieri Dottarelli e Profili su alcune voci di bilancio, a cominciare dalla mole dei residui, mutui non contratti, piano scuole non ancora finalizzato eccetera.

Bilancio 2025, parte seconda

Scena pressoché invariata nella seconda sessione di lavori, dove però lo stesso capogruppo dem Guerrino Lucentini ha stigmatizzato l’assenza della dirigente finanziaria (su cui Cretoni, Fd’I, ha svelato che avrebbe già ottenuto dalla Giunta una preventiva autorizzazione alla mobilità verso altro ente).

Poco prima del voto finale, abbandonano i lavori sia Sergio Grifoni che Maria Elena Bececco (Cintioli aveva annunciato la propria assenza già dalla seduta precedente). Così il verdetto, scontato, vede il bilancio 2025 approvato con 14 voti favorevoli e 6 contrari. Non sono mancate le critiche dai banchi dell’opposizione. Alleanza civica, come Spoleto 2030, hanno ricordato la gestione dei mutui ventennali per opere ordinarie che peseranno sulle prossime generazioni ai tanti progetti privi di visione: dal palasport di via Martiri della Resistenza a quelli di Agenda urbana, Piazza d’Armi, il teatro di Monteluco. Profili in particolare ha affondato sui parcheggi della stazione ferroviaria (finita nel dimenticatoio la mozione AC e S2030 di un sottopasso che consentirebbe di parcheggiare al PalaRota percorrendo 150 metri) che diminuiranno di almeno una ventina di posti per l’accordo siglato con Rfi che riguarderà la parte antistante la stazione e l’area prossima a via Cerquiglia.   

La nota del palazzo, solitamente più generosa e dettagliata, arriva e risulta quasi indigesta a chi non mastica di bilanci. Leggiamola per dovere di cronaca:  “Il risultato di amministrazione per l’anno 2025 è stato di € 41.479.169,81. Per quanto riguarda il Fondo Anticipazione di Liquidità (FAL), rispetto al quale negli anni sono stati gradualmente estinti i contratti stipulati con la Cassa Depositi e Prestiti Sp.A., è passato dai € 9.569.626,18 del 2022 alla totale estinzione registrata al 31 dicembre 2025. Questo, se da una parte ha consentito all’Ente di risparmiare € 150.000, ossia l’importo corrispondente agli interessi che annualmente veniva pagato, dall’altra non ha impedito al Comune di Spoleto di effettuare i pagamenti dei propri debiti. Il Fondo cassa infatti, seppur diminuito dell’importo del FAL 2022, è ad oggi comunque positivo, con una chiusura nel 2025 pari a € 8.103.961,42. I dati relativi alla tempestività di pagamenti, ossia la capacità del Comune di Spoleto di pagare entro i termini, hanno fatto registrare negli anni un progressivo miglioramento, passando dalla media di 61 giorni per il pagamento delle fatture nel 2021, ad un Ente in grado di pagare due giorni prima della scadenza canonica di 30 giorni, senza ricorrere negli ultimi anni ad anticipazioni di cassa. Per quanto riguarda il Fondo contenzioso si è passati dai € 3.573.734,14 del 2022 ai € 255.000,00 del 2025, passando per una graduale diminuzione nel 2023 (€ 1.833.434,14) e nel 2024 (€ 1.380.721,27)”.

Solo Fratelli d’Italia del consigliere Cretoni ha fin qui emesso un comunicato; probabilmente perché l’opposizione sta lavorando a un esposto alla Procura contabile.

Ho contestato la rappresentazione ottimistica illustrata dal sindaco Sisti. L’immagine di Spoleto rappresentata dalprimo cittadino appare alquanto “fantasiosa” e non corrisponde alla quotidiana realtà della Città, perché restano irrisolte numerose questioni politiche e amministrative. In primis il Piano Regolatore, volano alquanto importante per lo sviluppo economico, il Piano Scuole dove ancora non si conosce un cronoprogramma per gli edifici Dante Alighieri, Villa Redenta, Manzoni e Spagna. Argomento di fondamentale importanza la situazione del sito ex Cementir, dove ad oggi invece dello sbandierato impianto fotovoltaico sorge un edificio fatiscente e sempre più in stato di abbandono. Fatto ancor più grave il “romanzo giallo” sulle vicissitudini delle farmacie comunali e le dimissioni del presidente della commissione centro storico, notizia apparsa sulle testate giornalistiche locali e dalla mancata rielezione del presidente commissione normativa. In ultimo, ma non per importanza, l’assenza dai banchi del consiglio comunale del principale partito di maggioranza, il Partito Democratico, la quale è un ulteriore elemento di tensione all’interno dell’amministrazione Sisti”. L’affondo dell’esponente meloniano anche sul piano contabile: “Vi sono 81 milioni di residui attivi risalenti anche agli anni 2011, di cui 15,5 milioni che riguardano tributi, fitti e sanzioni con anzianità superiore a cinque anni, che per legge andrebbero cancellati. Ho inoltre segnalato per le sanzioni del codice della strada una capacità di riscossione pari al 50 % e la mancata riconciliazione dei crediti con la Regione Umbria oltre l’utilizzo delle deroghe normative per il calcolo del Fondo Crediti, “tipiche dei bilanci in tensione”.

Cretoni ha richiamato anche il rapporto con ASE, che di fatto anticipa servizi al Comune mentre le fatture vengono emesse solo quando l’ente ha disponibilità finanziaria, trasformando la partecipata in una sorta di fido di cassa. “Invece di preoccuparsi dei dipendenti, che meriterebbero un contratto più adeguato, si continua a scaricare sulle partecipate la mancanza di programmazione dell’ente”. In chiusura, il consigliere ha criticato la scelta della maggioranza di approvare il bilancio pur in assenza della dirigente finanziaria, assente sia al previsionale che al rendiconto e in attesa di trasferimento. “La maggioranza vota a favore il bilancio 2025, ma in città molti dei loro stessi esponenti affermano che il sindaco Sisti non sarà il futuro del centrosinistra e questo è il segno tangibile della deriva politica di questi cinque anni targati campo largo”.

Le osservazioni dei revisori

E’ proprio leggendo la relazione dei Revisori dei conti – illustrata in aula da Profili  senza sortire un minimo sussulto da parte di board e maggioranza – che si intuisce come quella ad esempio dei residui attivi sia una “posta” tutt’altro che secondaria. “L’organo di revisione ha già osservato in sede di parere alla delibera di ri-accertamento, come secondo gli ultimi orientamento della Corte dei Conti la semplice pendenza di procedure di riscossione coattiva non legittima il mantenimento in bilancio di crediti di difficile esezione. Gli enti sono tenuti a fornire motivazioni puntuali, concrete e documentate, calibrate sull’anzianità del credito e sulla reale portata di incasso” scrivono i revisori che dopo aver espresso il parere favorevole richiamano l’ente a “porre particolare attenzione ai seguenti aspetti: monitoraggio gestione servizi pubblici a domanda e a rilevanza economica, economicità delle gestioni degli organismi a cui sono stati affidati servizi pubblici, in particolare nell’attuazione dell’accordo quadro, recentemente approvato, per l’affidamento in house dei servizi strumentali all’ASE; indebitamento dell’ente e incidenza onri finanziari; miglioramento capacità previsione, soprattutto su entrate e spese in conto capitale, miglioramento programmazione tecnica al fine di rispettare i cronoprogrammi di spesa; costante attenzione all’evoluzione dei contenziosi in corso”. Più che una promozione sembra un po’ come lo studente rimandato a settembre con un bel po’ di materie.

Per Profili, commentando la situazione dei residui iscritti nel bilancio 2025, solo un Dipartimento comunale (dei 9 che compongono l’organigramma municipale) ha puntualmente giustificato i valori oltre 5 anni; l’ammontare che compare a bilancio ammonta a ben 27 milioni di euro.

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