Da almeno due settimane gli studenti della scuola media “Pianciani – Manzoni”, che per inciso ospita anche gli alunni delle elementari della “Sordini” (ed è tra i plessi per le elezioni quindi interessata anche dal prossimo referendum), sono al gelo per la rottura della centrale termica, ormai troppo vetusta per essere sottoposta anche ad una manutenzione straordinaria.
A denunciare la situazione a Tuttoggi sono state alcune famiglie preoccupate per il prolungarsi dei tempi di ripristino di una sistema di riscaldamento che consenta di raggiungere una temperatura accettabile.
Perché quella che le aule ormai fanno segnare, sembra non raggiungere i limiti previsti dalla legge e già si segnalano alcuni casi di bambini e bambine, dai 6 ai 13 anni, colpiti da raffreddore.
Ciò che più preoccupa famiglie e addetti ai lavori dell’istituto (circa 500 tra studenti, docenti e personale Ata) è che non si conoscono con certezza i tempi entro i quali il Comune del sindaco Andrea Sisti intende risolvere la questione.
O meglio, a quanto trapela dal palazzo (Tuttoggi ha provato senza esito ad avere risposte ufficiali), la giunta, il 5 marzo scorso, avrebbe deliberato di procedere al noleggio di una centrale termica, in attesa di avviare l’iter per la gara che consentirà l’installazione di un nuovo, definitivo impianto.
Altro non è dato sapere, ovvero se alla base vi siano da rispettare obblighi temporali per l’affidamento dell’appalto o se l’impasse sia dovuto a un ritardo degli uffici o a una mancata manutenzione o ancora ad un problema di fondi (su questo potrebbe pesare, il condizionale è d’obbligo, la mancata approvazione del bilancio 2026, imposta dalla legge per il 28 febbraio e che Spoleto, se va bene, approverà solo il prossimo 27 marzo).
Di certo anche lunedì prossimo gli studenti saranno ancora senza riscaldamento, con le temperature che, ancora per un paio di settimane, stando alle previsioni meteo, viaggeranno tra minime di 4 gradi e massime di 14.
E non è tutto. Perché a rischiare di dover lavorare con cappotti, sciarpe, cappelli e guanti potrebbe essere, oltre a studenti e insegnanti, anche il personale chiamato all’apertura dei seggi elettorali per il Referendum del prossimo 22 e 23 marzo e ancor più il personale delle forze dell’ordine comandato ad assicurare il plesso durante le notti.
© Riproduzione riservata