Tre giorni di lavori, oltre 400 insegnanti da tutta Italia e relatori anche dall’estero, una piattaforma scientifica di altissimo livello e, soprattutto, l’individuazione di soluzioni concrete alle emergenze educative che anche le scuole umbre affrontano quotidianamente nel percorso di inclusione di studenti e studentesse con disabilità, non solo fisica. L’obiettivo, del resto, è quello di diventare un laboratorio permanente per le persone che soffrono di fragilità emotive, disagi sociali, etc. e per le loro famiglie e i docenti. La prima edizione di “Inclusione al centro”, tenutasi a Foligno tra l’Auditorium San Domenico, il Centro di Selezione dell’Esercito e il Centro Studi Città di Foligno, si chiude non solo come un evento di successo, ma come un vero e proprio laboratorio politico e sociale capace di “mettere a terra” le riforme necessarie.
L’Umbria in prima linea: la sfida di Ciambrone e la risposta di Proietti. Il momento di massima tensione propositiva è arrivato alla fine dell’intervento della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, durante il quale il prof. Raffaele Ciambrone le ha rivolto un appello diretto. “Siamo nel 2026 e le scuole sono ancora costrette a usare strumenti abrogati dal 2019 perché mancano i nuovi Profili di Funzionamento in chiave ICF”, ha sottolineato Ciambrone. Il Profilo di funzionamento è, infatti, il documento che descrive in modo globale le capacità dell’alunno, le difficoltà, i punti di forza, i bisogni di sostegno, il modo in cui interagisce con l’ambiente. Non fotografa quindi solo la condizione clinica, ma come la persona partecipa alla vita scolastica e sociale. “Serve che le Regioni – ha sollecitato il professore – si mettano al tavolo con esperti di scuola e sanità per superare la clinicizzazione e passare a una prospettiva pedagogica. Lavoriamo insieme affinché venga portata a termine anche questa riforma. E la bella opportunità potrebbe essere che l’Umbria diventi la prima regione in Italia a introdurre il nuovo profilo di funzionamento”. Una sfida che la Presidente Proietti ha ufficialmente accettato, impegnandosi a rendere l’Umbria la prima regione d’Italia a introdurre questo nuovo modello, colmando un vuoto normativo che dura dal 2017.
Il dato sociale: quasi 300 segnalazioni al mese al Garante regionale. A confermare quanto il tema sia urgente e sentito dalle famiglie è stato l’intervento dell’avvocato Massimo Rolla, Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità. Rolla ha tracciato un quadro chiaroscuro: se da un lato l’Italia è all’avanguardia con il decreto 62/2024 sul “Progetto di Vita”, dall’altro la realtà quotidiana presenta ancora ostacoli durissimi. “Ricevo quasi 300 segnalazioni al mese”, ha rivelato Rolla. “Le famiglie denunciano criticità inaccettabili, come l’esclusione dalle gite scolastiche o la carenza di sostegno specializzato. È il segno di una nuova consapevolezza: i genitori oggi chiedono che l’inclusione sia un diritto reale, non solo sulla carta”. Il Garante ha lodato la partecipazione dei docenti a Foligno, trasformando la sua sessione in un confronto serrato e concreto, attraverso domande e risposte, su come tradurre le norme in benessere per gli studenti.
Innovazione, creatività e modelli europei. La fase conclusiva di “Inclusione al Centro” ha confermato la caratura internazionale dell’evento, trasformando gli spazi del Centro selezione e reclutamento dell’Esercito Italiano e le aule del Cento Studi Città di Foligno in un cantiere aperto di sperimentazione e confronto. La giornata si è aperta sotto il segno dell’esperienza spagnola, grazie al contributo della Universidad de Castilla-La Mancha. Le ricercatrici Maria José Sánchez Parra e Raquel Bravo Marín hanno guidato l’apprezzatissimo laboratorio di “Musica in movimento”, dimostrando come il ritmo e la corporeità siano linguaggi universali di integrazione. Parallelamente, le aule del Centro Studi Città di Foligno hanno ospitato una serie di workshop pratici che hanno registrato il tutto esaurito. Dalla potenza espressiva del canto corale alle tecniche visive della Grafica e dell’Acquerello, i docenti hanno potuto toccare con mano nuovi strumenti didattici. Di particolare rilievo è stata l’attività guidata da Joaquin Lopez, che attraverso il laboratorio “Creativity guided by collage” ha esplorato l’uso delle maschere, del collage e del frottage come metodologie per stimolare l’identità e la relazione.
Diritto e Scienza: un confronto tra Italia ed Europa. Mentre i laboratori animavano la città, la riflessione normativa è stata affidata all’avvocato Massimo Rolla, Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità. Rolla ha offerto una vera e propria lectio sulla normativa attuale, fornendo ai partecipanti le bussole giuridiche necessarie per orientarsi tra i decreti e garantire l’effettiva inclusione educativa. Il gran finale scientifico ha poi allargato lo sguardo oltre i confini nazionali. Filomena Pereira, già direttrice dei Servizi di Educazione Speciale del Portogallo, ha illustrato il “modello portoghese”, oggi considerato uno dei più avanzati d’Europa, offrendo spunti di riflessione su come un sistema scolastico possa evolvere verso una piena accoglienza. La sessione si è chiusa con il coinvolgente intervento della stessa Moira Sannipoli, (Università degli Studi di Perugia), incentrato sulla necessità di “Coltivare le differenze”. La docente ha ribadito come il Progetto di Vita non debba esaurirsi tra le mura scolastiche, ma debba fluire verso l’esterno, creando un ponte solido tra istruzione, desideri personali e partecipazione sociale.
L’eredità dell’evento: l’Accordo di Rete. L’eredità operativa di questa prima edizione resta l’Accordo di Rete “Inclusione al Centro – scuola in rete”, che vede l’IC Foligno 1 come capofila di 17 istituti del territorio (Foligno, Bevagna, Cannara, Montefalco, Gualdo Cattaneo, Trevi, Nocera Umbra e Spello), aperta a nuovi ingressi, con richieste già pervenute anche da fuori Umbria. Un protocollo nato per abbattere il senso di isolamento dei docenti e creare un osservatorio permanente sulla disabilità.
Un evento corale. Realizzato dall’associazione “Penso Positivo by Tommaso” aps, guidata da Sandro Acciarini che ha fortemente voluto l’iniziativa, in collaborazione con le Università di Perugia e Pisa, Accordo di Rete “Inclusione al centro – scuola in rete”, e il sostegno di partner come ANMIC e Gruppo ELI – l’appuntamento si è congedato con una promessa mantenuta: non è stato solo un convegno, ma il punto di partenza per una scuola che non lasci più nessuno indietro. Proprio come desiderava Tommaso, che nonostante la disabilità che lo aveva colpito, non ha mai pensato un giorno di mollare. Di sorridere, di pensare positivo.


