Una situazione fuori controllo è quella che stanno vivendo pendolari e viaggiatori esasperati sui treni che dall’Umbria raggiungono ogni giorno Roma. Negli ultimi due anni i ritardi sono costantemente all’ordine del giorno come anche i dirottamenti sulla linea lenta che costringono i circa 7mila lavoratori di Terni a impiegare un’ora in più del previsto per arrivare a casa. Ai microfoni di Tuttoggi ce ne parla Stefania membro del Comitato Spontaneo Vita da Pendolari in Umbria.
“L’abbonamento è un contratto con FS che è inadempiente”
Cosa è successo negli ultimi giorni e qual è la situazione vissuta dai pendolari ogni giorno?
I disagi sono infiniti a partire dai ritardi cronici come il treno che parte da Roma Termini alle 18 e che dovrebbe arrivare in stazione a Terni alle 19,10 e non arriva nemmeno un giorno in quell’orario. Poi ci sono i problemi più gravi in cui treni che dovrebbero essere garantiti sulla direttissima vengono dirottati quasi ogni giorno nella linea “convenzionale” (Trenitalia ci ha proibito di chiamarla lenta) per qualsiasi ragione. La situazione sta diventando sempre più pesante con situazioni di gravissimo disservizio e disagio. Sono sempre i pendolari che devono pagare le conseguenze di tutti i problemi della linea, è successo lunedì, ieri e giorni fa. Sabato c’erano delle sospensioni previste dai lavori di cui eravamo coscienti, ma era stato detto che sarebbero state predisposte delle autocorse sostitutive cosa non fatta. Non sono state date nemmeno informazioni alle persone che viaggiavano. Da mezzogiorno l’unica corsa sostitutiva è stata alle 23, oltretutto partita con 20 minuti di ritardo e alle persone con l’abbonamento è stato detto che non potevano salire sugli autobus perché dovevano avere un biglietto singolo. Gli abbonati hanno pagato anticipatamente per avere un servizio che sulla carta dovrebbe funzionare e costantemente non funziona. Siamo difronte a una mancanza di adempimento contrattuale: l’abbonamento che paga la gente è un contratto con Ferrovie dello Stato, dove una delle parti è inadempiente e i ristori che dovremmo avere non ce li abbiamo.
“Abbiamo un Ministro che non si fa carico della situazione”
Negli ultimi anni i problemi e ritardi sono peggiorati?
Negli ultimi 2 anni è andato tutto di male in peggio. Sai quando parti, ma non sai quando arrivi e non sai se torni indietro. Queste situazioni non erano quelle del 2023, né tantomeno quelle di 10 anni fa. C’è stata un’involuzione da terzo mondo e una gestione dell’infrastruttura delle tracce che non è idonea. Non puoi programmare la tua vita, ci sono persone che hanno fatto scelte di vita basate su servizi che vengono dati, soprattutto perché Terni ha affitti vivibili. Abbiamo purtroppo un Ministro che nonostante i continui appelli e le interrogazioni parlamentari non si fa carico di questa situazione, non si esprime e non interviene quando questo è un problema dei cittadini che sono anche elettori. I nostri rappresentanti allineati al governo non ci hanno mai risposto nonostante gli abbiamo scritto e chiesto supporto. Hai un servizio sempre più scadente a fronte di costi sempre più alti da sostenere questo è paradossale. Se hanno interventi da fare con lavori di manutenzioni perché deve ricadere su noi? Io ho pagato in anticipo un abbonamento annuale e un servizio che mi deve essere garantito così come mi devi garantire corse sostitutive. Nessuno si prende le responsabilità e tutto viene messo sulle spalle di chi viaggia, non vedo nessuna testa che rotola, siamo stanchi che siano le nostre che rotolino. L’unica forma di ristoro per tutti i disagi che abbiamo vissuto ce l’ha dato la Regione con i suoi soldi che poi sarebbero le nostre tasse, è la mia addizionale regionale che mi è stata restituita. Da gennaio 2026la Regione ha dato la possibilità del 20% di sconto sui rinnovi degli abbonamenti (annuale, mensile) per tutto l’anno fino a esaurimento fondi. La copertura di quel 20% è a carico della Regione. Trenitalia, al contrario, a fronte dei disagi ha aumentato anche il costo degli abbonamenti. E’ una presa per i fondelli.


La gente è esasperata da questo atteggiamento di menefreghismo totale. Noi pendolari dei regionali non contiamo niente, l’Alta Velocità invece ha tutte le attenzioni del caso perché è l’unica parte che gli fa profitto. Il Frecciargento delle 17 che viaggia mezzo vuoto (perché la gente prende il regionale veloce delle 17) arriva 4 minuti prima. Come mai arriva puntuale e i nostri sempre dopo? Il disservizio di sabato 11 aprile non è stato un caso isolato. Una situazione analoga si era avuta anche a dicembre: c’è stato un problema sulla linea e le persone che hanno preso il treno delle 17 da Roma Termini e sono arrivate ad Orte sono state fermate e il treno è stato fatto retrocedere in galleria. Sono arrivati a Tiburtina alle 20 senza essere informati, non hanno avuto la possibilità di scendere per prendere alti mezzi, hanno chiesto di avere dell’acqua con un treno strapieno e i bagni in condizioni pietose ma niente, di sono sentititi dire che gli abbonati ai regionali non hanno diritto a nessuna forma di prima necessità. Il treno è ripartito alle 20,30 e sono arrivati a Terni alle 23. Quando il treno è arrivato a Tiburtina alle 20 gli hanno cambiato il numero per non pagare il ritardo “monstre” e considerarlo come se fosse un altro treno, abbiamo gli screenshot del tabellone.
“La fregatura del rimborso”
Come funzionano gli eventuali rimborsi?
I rimborsi di Trenitalia vengono conteggiati sulla base dei ritardi solo se questi sono superiori ai 15 minuti. Il problema è che il ritardo lo contano dalla stazione di partenza a quella di arrivo e il treno che nelle varie stazioni intermedie ha un ritardo che poi nella tratta viene recuperato e arriva a destinazione con meno di 15 minuti, non conta. Il treno che arriva a Terni con 20 minuti di ritardo (sempre, ndr) ma a Perugia con soli 10 minuti non entra nel calcolo. Una volta sì ora non lo fanno più. Questa è un’altra cosa che abbiamo chiesto all’assessore De Rebotti di portare al tavolo con RFI e Trenitalia perché devono esserci delle stazioni di controllo nel mezzo, Terni è capoluogo di provincia! E inoltre molte volte l’app e l’orologio della stazione non coincidono.
“Con i francesi chi ne farà le spese? Noi o l’AV?
Ora che arrivano i treni francesi sulla direttissima la situazione peggiorerà?
Se già adesso abbiamo problemi di sovraccarico, per cui i nostri treni vengono costantemente dirottati sulla linea convenzionale, con il subentro di questo nuovo operatore chi ne farà le spese? L’AV o i treni dei pendolari? Questa è una linea vecchia, mettere un sovraccarico di mezzi su una linea che non è in grado di supportarlo in maniera efficiente è da folli. Con l’assessore De Rebotti stiamo spingendo affinché ci vengano date delle garanzie. La Regione e il Centro Italia (Toscana, Alto Lazio e Marche) così rimangono isolate. La ricchezza di un territorio la fanno i cittadini che si muovono, che lavorano e che sono dei contribuenti. Avere collegamenti che permettano al Centro Italia di arrivare alla capitale e viceversa permette anche di portare ricchezze qui, se isoliamo l’Umbria vuol dire meno investimenti, una svalutazione del mercato immobiliare e un isolamento in termini di turismo e persone che possano portare ricchezza. Noi siamo la punta dell’iceberg ma sotto c’è un indotto anche di imprese che potrebbero venire a fare investimenti qui. Non è un problema solo di pendolari ma tocca tutti: i ragazzi che vanno all’università, le menti e la forza lavoro del domani che spopoleranno questa zona per andare vicino ai grossi poli di attrazione svalutando il nostro territorio.
“Una class action contro Trenitalia”
A parte la Regione, siete stati ascoltati o state portando avanti delle vostre iniziative?
Al di là della Regione che ci ha dato molto ascolto e ci interpella nei vari passi che fa, siamo stati invitati a dei comitati locali di dialogo però da parte di RFI e Trenitalia non c’è nessuna risposta. E’ già tanto che ora si sta facendo un tavolo tra regioni, ed è un traguardo positivo che la Regione Umbria ha raggiunto. Siamo in contatto con un avvocato per le misure da intraprendere, abbiamo in ballo la possibilità di fare una class action contro Trenitalia. Poi ci sono pendolari che stanno facendo azioni individuali perché hanno avuto forti disagi a seguito di disservizi.
Credit foto: Comitato Spontaneo Vita da Pendolari in Umbria.