L'Umbria sparisce dal novero delle regioni italiane che hanno preso parte al Wtm (World travel market), una delle principali expo internazionali, conclusa da pochi giorni a Londra. Sedici regioni, dall'Emilia Romagna alla Calabria, dalla Toscana alla Sicilia, hanno riempito con la propria offerta turistica gli stand dell'Excel di Londra, allestito a salone mondiale del turismo dall'8 all'11 novembre.
Grande assente alla manifestazione, per la prima volta, proprio l'Umbria, che ha nell'Inghilterra uno dei suoi “clienti” turistici più importanti, anche in considerazione del collegamento privilegiato tra Londra e Perugia tramite i frequenti voli dallo scalo di Sant'Egidio. Un'Umbria che, oltre tutto, vede nel turismo uno delle sue principali voci di bilancio.
La fiera, una delle più importanti al mondo, rappresenta un'occasione per le regioni che vi partecipano per incontrare tour operator, agenzie di viaggio, giornalisti e operatori di altro genere stranieri, cui mostrare la propria offerta turistica nel tentativo di attrarre la loro attenzione per delle sinergie. Si tratta in sostanza di un'occasione per estendere all'estero il network degli operatori regionali.
La spiegazione dell'assenza dell'umbria tra gli spazi dell'Enit, l'Agenzia nazionale del turismo, arriva da Ivo Mariani, dirigente dell'Apt, l'Agenzia di promozione territoriale della regione. “Quest'anno abbiamo ricevuto l'adesione solo di due operatori”, spiega. “Noi come sempre abbiamo presentato a tutti gli operatori umbri l'iniziativa, ma non abbiamo avuto adeguate risposte”.
Mariani spiega come la presenza alla fiera fosse ritenuta strategica dall'Apt, ma che fosse necessaria anche l'adesione degli operatori-alberghi, agenzie, tour operator, consorzi, ecc- per dare un senso al forte investimento di 40 mila euro che la sola adesione avrebbe richiesto, cui si sarebbe dovuto aggiungere il costo del personale e dell'allestimento.
“Evidentemente le esperienze precedenti (alla fiera) non sono state valutate soddisfacenti,-ipotizza Mariani- e non hanno avuto ritorni sufficienti”.
“Per due soli operatori interessati, abbiamo ritenuto opportuno dirottare le risorse su altre iniziative”. Lo stesso dirigente precisa poi come l'Inghilterra, insieme a Germania, Olanda, Belgio, resti per l'Umbria un punto di riferimento di primaria importanza nel comparto turistico, ma che occorra volgere l'attenzione anche ai nuovi mercati nascenti.
E' proprio in questo forse che si spiega il calo di attenzione verso l'Inghilterra del turismo umbro. Cina, ma anche Polonia e Russia: tutti Paesi con forti incrementi di Pil sono considerati “terrenofertile”, per dirla con le parole del dirigente, cui concentrare attenzione e le poche risorse a disposizione.