Pietro Pianese, 73 anni, detenuto alla Casa di reclusione di Spoleto con fine pena mai, ha discusso il 24 settembre la tesi di laurea magistrale e ha ottenuto 110/110. La commissione dell’Università degli Studi di Perugia è andata da lui. Non il contrario.
Aveva chiesto al Magistrato di Sorveglianza il permesso per discutere in ateneo. Non è arrivata risposta. Così la discussione si è svolta in carcere.
Il titolo della tesi è Il carcere oggi: Punizione, Riparazione, Riabilitazione. Per una rilettura critica della governance penitenziaria. Relatore il professor Marco Damiani, Dipartimento di Scienze Politiche, corso di laurea magistrale in Comunicazione Pubblica Digitale d’Impresa. Lo ha seguito un docente volontario Salvatore Savastano (insegnate di Economia Aziendale presso Istituto D’Istruzione Professionale E.Orfini di Foligno, che lo ha aiutato a mettere in ordine dati, fonti e scrittura).
Pianese, originario di Giugliano, è in carcere dalla prima volta nel 1971. L’ultimo arresto è del 2006, ad Amsterdam. Da allora la detenzione è ininterrotta. Ha cambiato una ventina di istituti. A Fossombrone si è diplomato ragioniere e si è laureato nella triennale a Urbino. Dal 2021 è a Spoleto. Nel 2022 si è iscritto a Perugia.
Nella tesi, scritta da dentro, tiene insieme tre parole: punizione, riparazione, riabilitazione. Dice che la condanna va scontata e che giustificarsi non serve. Aggiunge che la giustizia riparativa non sostituisce la pena, ma può accompagnarla. E che senza studio, lavoro e un fine pena reale «non si muore solo fuori: si muore anche dentro». Usa i dati del 2026: oltre 63 mila detenuti, capienza effettiva sotto i 46.400 posti, sovraffollamento vicino al 139 per cento, recidiva alta dove manca un percorso, più bassa dove c’è formazione e lavoro.
È considerato un detenuto modello. In questi decenni ha studiato, lavorato, fatto teatro, scritto. Ha già pubblicato Fine pena mai. Disperare o sperare? Ora, a 73 anni, ha chiuso la magistrale col massimo dei voti. Lo ha fatto in una stanza del carcere di Spoleto, non nell’aula magna di Perugia.
La Costituzione dice che le pene devono tendere alla rieducazione. La laurea c’è. Il permesso per discuterla fuori, no.
Luogo: SPOLETO, PERUGIA, UMBRIA