A meno di un mese dal suono della prima campanella, il nodo dimensionamento scolastico in Umbria arriva al pettine, lasciando sul campo un clima di forte scontro politico e forte preoccupazione tra gli addetti ai lavori. Il Ministero dell’Istruzione ha comunicato ufficialmente alla Regione l’intenzione di dare piena esecuzione alla sentenza del TAR dello scorso 29 maggio, respingendo la proposta di mediazione avanzata da Palazzo Donini e disponendo l’intervento dell’Ufficio Scolastico Regionale per fissare il tetto definitivo a 130 autonomie scolastiche.
Un passaggio che, se da un lato chiude il contenzioso legale per il Comune di Città di Castello, dall’altro riapre le spine sul territorio ternano, scatenando la dura reazione della Giunta regionale e l’allarme dei sindacati di categoria.
La bocciatura del Ministero e l’attacco dell’assessore Barcaioli
Per cercare di attutire l’impatto dei tagli a poche settimane dall’avvio delle lezioni, l’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli, aveva proposto di mantenere provvisoriamente 131 autonomie scolastiche per l’anno 2026/2027, ricorrendo allo strumento della reggenza senza richiedere ulteriori dirigenze. La mediazione è stata però respinta dal Ministero.
“Il Ministero ha scelto di non accogliere una soluzione di buonsenso nata per evitare che fossero le scuole a pagare il prezzo di mesi di incertezza“, ha attaccato Barcaioli. “Siamo arrivati a questo punto perché il Governo ha prima commissariato la Regione ribaltando il nostro piano, e poi ha continuato a difendere quell’impostazione anche dopo che la sentenza del TAR ne ha bocciato gli atti. Oggi il Ministero interviene a fine luglio, ridefinendo la rete a Terni quando organici, mobilità e assegnazioni del personale sono già stati completati. Non si può gestire la scuola pubblica con la logica della mannaia“.
La gioia di Città di Castello, salva la scuola “Alighieri-Pascoli”
Se sul fronte regionale e ternano prevale la tensione, a festeggiare è la comunità di Città di Castello. L’esecuzione della sentenza del TAR da parte del Ministero restituisce alla città tifernate l’assetto scolastico originariamente previsto nel piano regionale, spazzando via l’accorpamento imposto a gennaio dal commissario.
“Si chiude definitivamente una pagina complessa che abbiamo affrontato con fermezza e trasparenza al fianco di famiglie e docenti. – dichiara l’amministrazione tifernate – Ci stringiamo con affetto alla comunità scolastica, augurando finalmente un sereno e regolare avvio di anno scolastico alla nostra scuola media Alighieri-Pascoli“.
I sindacati alzano la voce, “La scuola non sia terreno di scontro politico”
Sulla vicenda è arrivata durissima la presa di posizione congiunta dei vertici regionali dei sindacati della scuola: Moira Rosi (FLC CGIL), Caterina Corsaro (CISL Scuola) e Loretta D’Aprile (UIL Scuola Rua). Le tre sigle, pur prendendo atto dell’epilogo, denunciano la gestione confusa dell’intera pratica.