Norcia, tra negozi da spostare, liste Cas contestate e ‘traslochi’ salati tra le macerie | Finalmente le prime casette

Norcia, tra negozi da spostare, liste Cas contestate e ‘traslochi’ salati tra le macerie | Finalmente le prime casette

L’assessore regionale Paparelli tuttofare si trasforma in segretario | Polemiche sui contributi, controlla la Finanza | Per portare via i mobili dalle case si paga anche mille euro | Lunedì torna Tajani

Oltre un mese fa erano stati estratti a sorte gli assegnatari delle prime 20 casette prefabbricate realizzate a Norcia capoluogo. Un’aggiudicazione formale per consentire di effettuare gli allacci alle utenze, ma della consegna delle Sae, le soluzioni abitative in emergenza, ancora non se ne parla (si parla di altre due settimane necessarie ancora). Nel frattempo però finalmente fra due giorni una consegna ci sarà: quella delle 18 Sae realizzate a San Pellegrino di Norcia, già assegnate con un decreto del sindaco del 15 febbraio.

Domenica le prime casette a San Pellegrino, 84enne esclusa e c’è chi gli cede la sua

cecilia-amici-norciaDomenica mattina, quindi, alle 11, a San Pellegrino si consegneranno le chiavi delle prime 18 casette effettivamente pronte. Undici Sae andranno a coloro che hanno presentato la richiesta in seguito al terremoto del 24 agosto, le altre 7 sono state assegnate a chi è fuori dal 30 ottobre e risponde a specifici requisiti. Tre casette da 60 mq in particolare andranno alle famiglie con figli minori di 3 o 4 componenti (pari alle richieste effettuate), le 4 da 40 mq, invece, alle coppie con entrambi i componenti con oltre 65 anni. Dall’assegnazione era stata però esclusa Cecilia Amici (nella foto), l’84enne ‘mascotte’ di San Pellegrino di Norcia per un problema con la scheda Aedes sulla sua abitazione. Grande il dispiacere per l’anziana ed anche i suoi compaesani si sono commossi al punto che uno di loro – nell’elenco degli assegnatari – ha deciso di aspettare le prossime casette e di cedere la sua a Cecilia.

Polemiche sul Cas, Finanza controlla i furbetti

cas-elencoRimane invece un grande problema quello del Cas, il contributo per l’autonoma sistemazione. Il Comune di Norcia ha pubblicato un paio di giorni fa il settimo elenco degli aventi diritto ed il relativo importo, mentre a breve dovrebbero essere pubblicati anche l’ottavo e nono elenco. Ma alla pubblicazione degli importi è solo il primo passo per la loro liquidazione. E così ci sono ancora centinaia di persone che, nonostante siano fuori casa dal 30 ottobre, non hanno ancora percepito un euro. Addirittura c’è anche chi (un numero limitato di casi ad onor del vero) non ha ancora visto soldi nonostante sia sfollato dal 24 agosto. Alla pubblicazione dell’ultima lista è seguita una gran polemica su Facebook: al di là di alcuni importi sbagliati (e che dopo le segnalazioni verranno rettificati dagli uffici) viene contestato che c’è chi in realtà non risiede stabilmente a Norcia ma a cui viene riconosciuto comunque il Cas. Ad esempio alcuni romani che per vari motivi hanno la residenza nella città di San Benedetto ma non vi risiederebbero stabilmente. Va detto comunque che gli uffici comunali si stanno occupando di controllare gli aventi diritto, ma le varie pratiche saranno comunque oggetto di controlli da parte della Guardia di finanza, che proprio per stanare i furbetti aveva sottoscritto un protocollo d’intesa con il Dipartimento di protezione civile. Chi risulterà indebitamente percettore di contributi o chi sarà assegnatario di una casetta non avendone diritto rischierà una denuncia penale. Le dichiarazioni per ottenere tali agevolazioni, infatti, sono autocertificazioni e dichiarare il falso è un reato di cui si risponde in Tribunale.

Tornando al contributo per l’autonoma sistemazione, il Comune di Norcia sta pian piano mettendosi in pari, nonostante la grande mole di pratiche e l’ammontare dei soldi da erogare (che l’ente deve anticipare per poi essere rimborsato dalla Regione). Migliore sembra essere invece la situazione degli altri Comuni umbri (dove le pratiche sono nettamente inferiori), con qualche criticità che rimane ancora a Spoleto, dove i pagamenti dovrebbero essere regolarizzati entro fine mese.

La mensa ora si paga, ma solo per chi non ne ha diritto

Da ieri intanto è diventata a pagamento la mensa, ma soltanto per chi non ne ha diritto gratuitamente, come era stato già preannunciato da qualche settimana. Chi “usufruisce” del Cas o chi è in albergo con pensione completa può mangiare, pagando 10 euro a pasto, nel container collettivo n. 4 di viale XX Settembre. Per usufruire del servizio mensa a pagamento occorre comunicare al gestore del servizio – Bianconi Ospitalità –  la propria presenza, a pranzo e cena, entro le ore 10,00 dello stesso giorno, o la sera precedente. “Il servizio mensa ha un costo fisso di 10 euro a persona, a pasto, da corrispondere direttamente in loco al gestore. Coloro i quali attualmente risiedono negli Hotel e usufruiscono del trattamento di mezza pensione possono recarsi presso l’Ufficio Servizi Sociali del C.O.C. e richiedere l’apposito Pass per integrare il pasto in mensa” spiegano dal Comune. Una decisione che è stata oggetto di dibattito, anche se molti cittadini l’hanno commentata come giusta, criticando i tanti che hanno fatto uso in questi mesi della mensa gratis non avendone diritto. Ovviamente chi ne ha diritto continuerà a mangiare senza corrispondere nulla.

Per il recupero dei mobili o si rischia o si pagano anche mille euro

A riscaldare gli animi ci sono anche altri temi: quello dello smaltimento delle macerie e quello dei ‘traslochi’, o meglio della possibilità di portar via mobili e quant’altro dalla propria abitazione. Sul primo punto è stato ieri il sindaco Nicola Alemanno a fare chiarezza durante un incontro pubblico: “Da domani (oggi, ndr) inizieremo a liberare le strade da macerie, potendo disporre di un apposito sito. Le macerie saranno trattate dalla Vus, come i rifiuti solidi urbani”.

norcia-terremoto-san-pellegrino-4Per quanto riguarda invece il recupero di ciò che si trova dentro le abitazioni inagibili, fino a poco fa erano i vigili del fuoco ad aiutare i cittadini in questo compito (soprattutto per i beni di prima necessità, dando anche una mano oltre il dovuto in alcuni casi). Ma una disposizione del Dipartimento dei vigili del fuoco (datata 29 dicembre) ora lo vieta specificatamente.  Oggetto dell’atto è il “coinvolgimento dei vigili del fuoco nel prelievo di beni da fabbricati inagibili ed edifici ubicati in zone rosse nelle aree colpite dal sisma“. “I vigili del fuoco – vi si legge – concluse le fasi di salvataggio e di soccorso, hanno effettuato, nell’ambito delle attività a sostegno delle popolazioni, gli interventi per il recupero di beni di prima necessità dalle case inagibili. Anche tali interventi si possono considerare sostanzialmente conclusi […]. Il recupero dalle abitazioni private di mobilio e masserizie non individuabili come beni di prima necessità non può essere svolto dai vigili del fuoco e deve essere eseguito dalle imprese private che, per quanto necessario, effettueranno la valutazione del rischio, predisporranno il piano di sicurezza, acquisiranno le autorizzazioni necessarie anche in relazione alle ordinanze di inagibilità e accederanno alle ‘zone rosse’ secondo le regole vigenti”. Il provvedimento comporta che per poter cercare di recuperare mobili e quant’altro dalle proprie case ci si deve rivolgere ad una ditta privata (oppure agire da sé, nell’illegalità e rischiando la pelle) con costi salatissimi, vista anche la difficoltà delle stesse imprese di traslochi nell’operare e la necessità di effettuare un piano di sicurezza (anche questo con un costo). Sempre che effettivamente qualcosa si possa fare, perché ci si potrebbe trovare davanti a situazioni dove il pericolo è troppo alto per poter entrare. “A me hanno fatto un preventivo di oltre mille euro ci racconta un cittadino che vuole provare a recuperare i mobili di casa sua.

Villaggio commerciale in centro, assessore regionale Paparelli ‘tuttofare’

paparelliProblemi quotidiani a parte, Regione Umbria e Comune di Norcia sono al lavoro per far ripartire l’economia ed in particolare il commercio. Ieri pomeriggio si è per questo tenuta una riunione con i titolari di attività commerciali attualmente inagibili per valutare con loro le richieste e le migliori soluzioni da mettere in campo. Tra i presenti anche il vice presidente della Giunta regionale Fabio Paparelli. Che non si tira mai indietro e da bravo tuttofare si è improvvisato anche segretario. E così, fogli e penna in mano, ha vagliato in prima persona, davanti agli occhi vigili dei funzionari pubblici e del sindaco nursino Nicola Alemanno, le singole richieste dei commercianti. Tra momenti di ilarità e qualche gaffe, come il commento “meglio” quando un commerciante ha detto di avere l’attività inagibile dal 24 agosto e non dal 30 ottobre.

Curiosità a parte, l’incontro ha preannunciato importanti novità in merito alla delocalizzazione dei negozi. Il sindaco Alemanno ha annunciato che  viale della Stazione diventerà un piccolo villaggio commerciale per le attività con prevalente vocazione turistica (come negozi di souvenir e vendita di prodotti tipici). Qui, come ha illustrato il responsabile regionale della Protezione civile Alfiero Moretti, sorgeranno presumibilmente 34 negozi prefabbricati, a cui se ne aggiungeranno altri 15-20 nella zona superiore alla via. “Abbiamo difficoltà per il fatto che via della Stazione  ha una pendenza media dal 3 al 4% e dobbiamo capire se scalettare ogni struttura o no” ha detto il dirigente regionale. Le strutture saranno addossate alla recinzione della scuola ed avranno una dimensione media di 25-30 mq. Davanti verrà realizzato un percorso coperto mentre in uno spazio apposito ci saranno dei bagni. Ogni modulo – non è chiaro ancora se sarà in legno o altro materiale – avrà l’allaccio elettrico e l’acqua. Sarà insomma una specie di mercatino turistico, vicino al centro storico.

Ma è solo una parte delle soluzioni per le attività economiche. I servizi primari, infatti, sono stati già delocalizzati. Poi ci sono altri tipi di attività, a supporto dei residenti, che possono essere delocalizzate nella zona industriale, “vicino alle nuove aree dove si svilupperà per almeno i prossimi 3-4 anni il nuovo centro abitato di Norcia” ha spiegato il sindaco. Ci saranno quindi spazi vicino ed in mezzo alle Sae (63 più 90 quelle in fase di realizzazione). Mentre lungo la strada per Ospedaletto ci saranno tutti gli uffici professionali.

Per quanto riguarda invece ristoranti e bar, in 7 hanno fatto domanda per avere una struttura prefabbricata (gli altri si sono organizzati prendendo strutture in affitto). Due le aree individuate, ha spiegato Paparelli, per i ristoranti: la prima è quella del parcheggio sotto il pub di Porta Romana, la seconda è quella dove sono attualmente le banche. Per i bar invece si pensa di distribuirli tra le varie aree (zona ristoranti o zona Sae).

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Arrivano il presidente del Parlamento europeo Tajani ed  il sottosegretario Rughetti

Intanto lunedì – dopo la visita della commissaria Ue Corina Cretu e dopo la quantificazione del danno per le scosse di terremoto del Centro Italia (e delle spese per l’emergenza) in 23,5 miliardi di euro – a Norcia tornerà il nuovo presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, molto legato alla città di San Benedetto. Con lui ci dovrebbe essere il sottosegretario Angelo Rughetti. Un incontro che servirà ad organizzare la riunione a Norcia della conferenza dei presidenti del Parlamento Europeo in occasione del 60esimo anniversario dal Trattato di Roma.

(modificato alle ore 18)