CONI Umbria al voto, Ignozza a TuttOggi: “Basta logiche di potere, lo sport torni comunità” - Tuttoggi.info

CONI Umbria al voto, Ignozza a TuttOggi: “Basta logiche di potere, lo sport torni comunità”

Sara Cipriani

CONI Umbria al voto, Ignozza a TuttOggi: “Basta logiche di potere, lo sport torni comunità”

Dom, 10/05/2026 - 09:35

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Quattro domande di TuttOggi.info all’ex presidente regionale del CONI Domenico Ignozza in vista delle elezioni che vedono in corsa Arena e Moscatelli: “Servono equilibrio, ascolto, libertà di scelta e autorevolezza”

A pochi giorni dalle elezioni – il prossimo 23 maggio – per la presidenza del CONI Umbria, con la sfida tra Andrea Arena e Fabio MoscatelliTuttOggi.info ha rivolto quattro domande all’ex presidente regionale Domenico Ignozza, figura di lungo corso dello sport umbro, per leggere il momento che il movimento sta attraversando e capire quali siano, oggi, le priorità per il futuro del Comitato regionale.

Ne emerge una riflessione netta, che va oltre i nomi in campo e chiama in causa il clima, il metodo e il senso stesso della partecipazione sportiva. Ignozza – ex generale dell’Esercito, guida per diversi mandati del Coni Umbria, che siede oggi nella Giunta del CONI nazionale – mette al centro alcuni concetti chiave: libertà di scelta, autonomia del territorio, ascolto delle società, credibilità personale e capacità di rappresentare tutto il mondo sportivo senza divisioni.

Alla prima domanda di TuttOggi, sul rischio che lo sport possa passare dal “noi” della comunità all’“io” del potere, Ignozza individua il segnale più preoccupante nella possibile perdita del senso della partecipazione collettiva.

“Lo sport, soprattutto territoriale, nasce come comunità: dirigenti, società, famiglie, volontari e atleti che lavorano insieme per un obiettivo comune”. Quando invece prevalgono logiche personalistiche, avverte l’ex presidente, il rischio è smarrire “quello spirito di servizio che ha sempre rappresentato la vera forza dello sport umbro”.

Per Ignozza, oggi è fondamentale recuperare il valore del dialogo, dell’ascolto e della condivisione delle responsabilità. Le istituzioni sportive, sottolinea, devono essere “un punto di riferimento aperto e inclusivo”, non luoghi percepiti come distanti. Solo così, aggiunge, si può continuare a garantire ai giovani e alle società “un ambiente sano, credibile e capace di guardare al futuro”.

La seconda domanda riguarda il tema delle pressioni, dei condizionamenti e del clima che rischia di compromettere la libertà di voto all’interno del sistema sportivo. Su questo punto Ignozza richiama il ruolo del CONI come garante delle regole, della serenità del confronto e della piena autonomia delle scelte.

“In ogni passaggio democratico, soprattutto nel mondo sportivo, è fondamentale che ciascuno possa esprimere il proprio voto e il proprio orientamento in totale libertà, senza pressioni, aspettative o condizionamenti di alcun tipo”.

L’autonomia del territorio, precisa, non deve essere intesa come contrapposizione, ma come valorizzazione delle realtà locali e delle loro sensibilità. Un principio che va tutelato con equilibrio, responsabilità e rispetto reciproco.

Nella terza domanda, abbiamo chiesto a Ignozza quale messaggio voglia rivolgere ai dirigenti sportivi più giovani, alla luce dei suoi anni di impegno nello sport e del valore dei rapporti umani con tecnici, società e atleti. La risposta si concentra su una parola: fiducia.

“Fiducia è questo il messaggio fondamentale”, afferma l’ex presidente. Fiducia nei valori autentici dello sport e nella tutela della propria libertà di pensiero. “Lo sport vero”, spiega, “si costruisce ogni giorno con il lavoro, la credibilità, il rispetto delle persone e la capacità di stare vicino alle società, agli atleti e ai tecnici”.

Le appartenenze possono avere un valore, ma solo se diventano occasione di condivisione e crescita. Non devono mai limitare “l’autonomia, la dignità o la serenità di chi opera nello sport”. Ai dirigenti, Ignozza chiede quindi di continuare a credere nel confronto leale, nella competenza e nella forza delle relazioni umane.

Infine, nella quarta domanda, abbiamo chiesto all’ex presidente di indicare tre caratteristiche che dovrebbero contraddistinguere il nuovo presidente del CONI Umbria.

La prima è l’equilibrio: oggi più che mai, secondo Ignozza, serve una figura capace di rappresentare tutte le componenti del mondo sportivo senza divisioni o contrapposizioni.

La seconda è l’ascolto: conoscere i territori, confrontarsi con le società, con i tecnici, con i dirigenti e con gli atleti significa comprendere davvero i bisogni dello sport umbro e costruire risposte condivise.

La terza è l’autorevolezza, che non nasce dal ruolo o dal potere, ma dalla credibilità personale, dalla trasparenza e dalla coerenza dei comportamenti nel tempo. Sono queste, conclude Ignozza, le qualità che permettono di creare fiducia e rafforzare il senso di comunità all’interno dello sport.

L’intervista di TuttOggi a Domenico Ignozza consegna, dunque, al movimento sportivo regionale un messaggio chiaro: le elezioni del CONI Umbria non sono soltanto una sfida tra candidati, ma un passaggio delicato per l’intero sistema. Andrea Arena e Fabio Moscatelli si contendono la guida del Comitato, ma la vera posta in gioco sembra essere più ampia: offrire allo sport umbro serenità, partecipazione, libertà e fiducia.

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