La posizione in classifica rimane alta, ma nell’ultimo sondaggio sul gradimento dei presidenti di Regione di Swg per Ansa Stefania Proietti scende al sesto posto della classifica, perdendo 8 punti percentuali in meno rispetto al 2025, il calo peggiore tra tutti i governatori. E il centrodestra va all’attacco.
Secondo la rilevazione diffusa online stamattina – mercoledì 13 maggio 2026 – Proietti ha il 45% di gradimento, sesta a pari merito con il governatore dell’Emilia Romagna, Michele De Pascale, e sesta dietro a Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia, 65%), Alberto Stefani (Veneto, 58%), Roberto Occhiuto (Regione Calabria, 53%), Antonio Decaro (Puglia, 51%) e Roberto Fico (Campania 47%). Proietti è invece “prima” per lo smottamento nel consenso, come detto meno 8% rispetto al -5 di Eugenio Giani (Toscana) e al -4 di Alessandra Todde (Sardegna).
“Il sondaggio Swg certifica un dato politico inequivocabile: la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti è la governatrice che registra il maggiore calo di gradimento in tutta Italia rispetto allo scorso anno, con un pesantissimo -8%. Numeri che testimoniano un giudizio sempre più negativo da parte degli umbri verso una giunta caratterizzata da incapacità, immobilismo e inadeguatezza. Dall’economia alla sanità, passando per infrastrutture, sociale e sviluppo del territorio, questa amministrazione sta accumulando soltanto ritardi, fallimenti e disastri”: lo affermano i consiglieri di minoranza dell’Assemblea legislativa Enrico Melasecche e Donatella Tesei (Lega Umbria), Paola Agabiti, Eleonora Pace e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Andrea Romizi e Laura Pernazza (Forza Italia), Nilo Arcudi (Tp-Uc).
“Le ragioni di questo crollo di consenso – spiegano – sono sotto gli occhi di tutti. Prima fra tutte la stangata fiscale con l’aumento di Irpef e Irap che colpisce pensionati, lavoratori, famiglie e imprese umbre. Una scelta politica grave, giustificata con la narrazione di un presunto disavanzo nella sanità regionale che è stato poi smentito dalla stessa Corte dei Conti. Sul fronte della sanità il fallimento è altrettanto evidente. È saltata la promessa elettorale di azzerare le liste d’attesa in tre mesi. In appena un anno e mezzo le liste d’attesa sono addirittura raddoppiate rispetto a quelle lasciate dal governo regionale di centrodestra. A questo si aggiunge il mancato piano di assunzioni annunciato dalla presidente Proietti: le 700 promesse entro la fine del 2025 non sono mai arrivate e, a maggio 2026, ne sono state realizzate appena la metà. Intanto i cittadini umbri continuano a fare i conti con l’impossibilità di prenotare visite specialistiche, con prestazioni spesso chiuse o inaccessibili e con un sistema sanitario regionale sempre più in difficoltà”.
“Quanto alle infrastrutture ferroviarie e stradali – proseguono i consiglieri di minoranza – il negazionismo ottuso del campo largo brucia sviluppo e futuro dell’Umbria al punto tale che la Proietti dichiara ‘sulla Medio Etruria deve decidere la Toscana’ di cui siamo diventati i lustrascarpe. Basti pensare al balbettio altalenante sul nodo di Perugia, con il traffico che impazzisce ogni giorno e con la Presidente che appare inadatta a portare la nostra regione fuori dalla situazione di ‘transizione’ in cui l’aveva fatta crollare la sinistra nel 2019”.