Il Codacons ritiene che la violenza giovanile nelle scuole non possa più essere archiviata come una successione di episodi isolati. L’Associazione evidenzia che aggressioni tra studenti, atti di intimidazione, tensioni nei confronti dei docenti, disagio psicologico non intercettato e crescente senso di insicurezza all’interno degli istituti impongono una risposta stabile, coordinata e non più affidata alla sola emergenza.
Per questo il prof. Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons, attraverso un gruppo di studio coordinato dall’Avv. Chiara Fedeli, dell’Ufficio Legale Nazionale Codacons, e dalla psicologa Emilia Grasso, Direttrice del Dipartimento Nazionale Affari Sociali ed Emarginazione del Codacons, chiede alla Regione l’istituzione di un tavolo tecnico interistituzionale permanente dedicato alla prevenzione della violenza giovanile in ambito scolastico, al contrasto del disagio minorile e alla tutela di studenti, docenti, famiglie e comunità scolastica.
Il Codacons spiega che la proposta nasce dalla necessità di costruire un modello regionale di prevenzione capace di mettere in rete istituzioni, scuola, sanità, servizi sociali, garanti, ordini professionali, psicologi, giuristi, associazioni e realtà impegnate nella tutela dei minori. L’Associazione precisa che l’obiettivo è superare la logica dell’intervento tardivo e creare un sistema stabile in grado di leggere i segnali di fragilità prima che si trasformino in condotte violente.
Tanasi chiede che il tavolo tecnico abbia funzioni concrete e operative. Il Segretario Nazionale Codacons propone che il nuovo organismo monitori il fenomeno sul territorio, individui le situazioni di rischio, rafforzi i presidi psicologici nelle scuole, sostenga docenti e famiglie, promuova percorsi di educazione alla legalità e all’uso consapevole degli strumenti digitali e definisca protocolli comuni tra istituzioni e comunità scolastiche.
Il Codacons sottolinea che la scuola non può essere lasciata sola davanti a una crisi che riguarda l’intera società. L’Associazione evidenzia che il disagio minorile, quando non viene ascoltato e accompagnato, può trasformarsi in isolamento, aggressività, sopraffazione e paura. Per questa ragione, il Codacons ritiene che la prevenzione debba diventare un metodo permanente di intervento, fondato su competenze educative, psicologiche, sociali e giuridiche.
Tanasi evidenzia che la Regione può assumere un ruolo decisivo nella costruzione di una rete stabile tra assessorati competenti, Ufficio Scolastico Regionale, aziende sanitarie territoriali, istituzioni scolastiche, autorità garanti e associazioni. Secondo il Segretario Nazionale Codacons, la Regione può dare vita a un modello capace di proteggere i minori, sostenere le famiglie e restituire sicurezza agli ambienti educativi.
“Serve una risposta forte, concreta e responsabile, perché la violenza giovanile nelle scuole non può essere affrontata solo con interventi emergenziali o repressivi — afferma Francesco Tanasi — Chiediamo alle Regione di istituire un tavolo tecnico permanente che metta insieme istituzioni, scuole, sanità, garanti, psicologi, giuristi, famiglie e associazioni, per costruire una rete stabile di prevenzione e tutela. La scuola deve tornare a essere un luogo sicuro, non uno spazio in cui il disagio dei ragazzi viene intercettato troppo tardi”.
“Ogni episodio di violenza rappresenta non solo un fatto grave, ma anche il segnale di un fallimento del sistema di prevenzione. Intervenire dopo non basta più. Bisogna anticipare il rischio, leggere i segnali, sostenere gli studenti, aiutare i docenti e proteggere le famiglie. La Regione ha oggi l’occasione di costruire un modello di prevenzione, legalità e tutela dei minori che possa diventare un riferimento anche per altri territori”. – conclude Tanasi.