Elezioni Province | A Perugia vince il centro-sinistra | Lattanzi presidente a Terni

Elezioni Province | A Perugia vince il centro-sinistra | Lattanzi presidente a Terni

Tutti gli scrutini e gli eletti | Alle urne sindaci e consiglieri comunali | Volano stracci in casa dei Socialisti

Domenica di gelo e di voto per le elezioni dei Consigli Provinciali in tutta Italia. Si è votato anche a Perugia e Terni, mentre in alcune città, in particolare al sud, il voto è stato rimandato causa neve. Alle 20 si sono chiuse le urne in Umbria, che hanno visto recarsi al Centro Congressi Capitini, per Perugia, e a Palazzo Bazzani per Terni, elettori, tra sindaci e consiglieri comunali, 809 per la provincia di Perugia e 409 per quella di Terni.

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A Perugia, con il 69,3% il centrosinistra si riconferma in maggioranza in Consiglio provinciale,che resterà in carica fino a tutto il 2018, con la lista “Provincia Democratica Riformista”, mentre il centrodestra con “Provincia Libera” si ferma al 30,7%. Dei dodici consiglieri provinciali in totale, 9 saranno di centrosinistra e tre di centrodestra. Entrando nel dettaglio dei voti, la lista di centrosinistra ha ottenuto 408 voti assoluti, che corrispondono a 50.845 voti ponderati che in percentuale sono il 69,3%. “Provincia libera” ha totalizzato 130 voti assoluti, che corrispondono a 22.564 voti ponderati, tradotti in percentuale sono il 30,7%. Le schede bianche sono state 4, le nulle 23 per un totale di 538 voti validi. Nando Mismetti resta per i prossimi due anni presidente della Provincia di Perugia.

Ecco la lista degli eletti. Per la lista “Provincia democratica riformista”: Federico Masciolini (consigliere Comune di Assisi) voti assoluti 51 voti ponderati 9649; Erika Borghesi (Consigliere Comune di Perugia) voti assoluti 39 voti ponderati 9435; Roberto Ferricelli (Sindaco Piegaro) voti assoluti 59 voti ponderati 6457; Roberto Bertini (Consigliere Comune Marsciano) voti assoluti 57 voti ponderati 6418; Massimiliano Presciutti (Sindaco Gualdo Tadino) voti assoluti 47 voti ponderati 5236; Gino Emili (Sindaco Cascia) voti assoluti 50 voti ponderati 4575; Paolo Fratini (Sindaco San Giustino) voti assoluti 40 voti ponderati 4120; Maria Pia Bruscolotti (sindaco Massa Martana) voti assoluti 41 voti ponderati 3087; Domenico Barone (Consigliere Comune Spello) voti assoluti 8 voti ponderati 600. Invece per la lista “Provincia libera”, sono stati eletti: Riccardo Meloni (Consigliere Comune Foligno) voti assoluti 31 voti ponderati 8395; Enea Paladino (Consigliere Comune Citerna) voti assoluti 57 voti ponderati 6638; Massimo Perari (Consigliere Comune Perugia) voti assoluti 12 voti ponderati 4921.

Per il centrosinistra non sono stati eletti: Jacopo Solfati (Consigliere Comune di Trevi) che ha ottenuto 6 voti assoluti corrispondenti a 498 ponderati, Mario Damiani (Consigliere Comune di Deruta) con 4 voti assoluti (408 ponderati) e Stefano Ciuffini (Consigliere Comune di Bettona), con 3 voti assoluti (138 ponderati). Invece per il centrodestra, sono rimasti fuori Virginio Caparvi (consigliere del Comune di Nocera Umbra) con  15 voti assoluti (1772 ponderati), Elisa Cacciamani (consigliere del Comune di Nocera Umbra) con 2 voti assoluti (166 ponderati), e Silvia Minelli (consigliere Comune Gualdo Tadino) con 3 voti assoluti (57 ponderati). Il totale dei voti validi è stato di 525 assoluti (72570 ponderati); 10 schede bianche, 24 nulle, 6 voti nulli al candidato, per un totale di 565 voti assoluti (77114 ponderati).

Intanto è ‘lotta’ sui social network nella famiglia dei Socialisti, in particolare tra Silvano Rometti e Nilo Arcudi. Quest’ultimo aveva nei giorni scorsi affermato che non avrebbe appoggiato Roberto Bertini alle elezioni provinciali. Ma ora che Bertini è stato eletto con un suffragio di oltre il 10% dei votanti, il consigliere regionale Rometti rincalza sul suo profilo Facebook, affermando che “chi non appoggia il candidato del proprio partito, deve uscire”. Di contro Arcudi ha risposto: “Rispondo a Rometti che come al solito dimostra il suo noto stile con minacce che fanno venire da ridere (poveraccio). Abbiamo comunicato ufficialmente di non votare Bertini per gli ormai noti metodi padronali usati (come comunicato ufficialmente con lettera al segretario provinciale) il gruppo consigliare di Perugia, di Foligno, di Corciano, di Todi e tanti altri comuni (la maggioranza ponderata dei votanti del Psi della provincia). Forse si vive molto male il fatto che Bertini da primo eletto della precedente elezione passi indietro nelle preferenze. Se poi Rometti vuole cacciare la maggioranza dei consiglieri della provincia di Perugia dopo aver già mandato via Cavicchioli, Piacenti, il sindaco di San Venanzo, il vicesindaco di Amelia, ex vicesindaco di Foligno Romagnoli, ex vicesindaco di Spoleto Lisci, ex vicesindaco di Marsciano Lipparoni, l’intero ex gruppo consigliare di Gubbio ex segretario provinciale di Perugia Fioriti, ex segretario provinciale di Terni di fino ex segretario regionale potenza e decine e decine di altri dirigenti……si accomodi pure, prego. No problem anzi, ricordo che il partito socialista da cui continua a cacciare tutti ha lo 0,4% a livello nazionale quindi……resterà da solo per continuerà a ballare sul Titanic assumendosi la responsabilità di distruggere la storia socialista dell’Umbria. Si resta in una comunità socialista – conclude Arcudi – se in quella comunità esistono e prevalgono i valori della libertà, della democrazia, della giustizia, del rispetto delle.posizioni…..non i post intimidatori che ovviamente nn initimidiscono nessuno anzi”.

A Terni – Giampiero Lattanzi, sindaco di Guardea, è stato eletto presidente della Provincia con il 71,1 per cento delle preferenze. Il risultato è stato reso noto stamattina appena terminato lo scrutinio per le elezioni provinciali, relativo al presidente, ed iniziato alle 8 a Palazzo Bazzani. L’altra candidata, Laura Pernazza, sindaca di Amelia, ha ottenuto il 28,9 per cento. E’ da poco iniziato lo scrutinio per il Consiglio provinciale.

La percentuale di votanti finale si è attestata al 72,86 per cento. Hanno infatti votato 298 aventi diritto su 409 complessivi. L’affluenza a mezzogiorno era stata del 36,67 per cento, alle 16 del 51,34. Guardea, Avigliano Umbro, Calvi dell’Umbria, Giove e Otricoli sono i comuni in cui hanno votato tutti i consiglieri e i sindaci. Per quanto riguarda i Comuni più grandi, per il Comune di Terni non hanno votato solo i consiglieri Cinquestelle, a Narni è mancato solo un consigliere, a Orvieto due, ad Amelia tre. Baschi e Montegabbione i Comuni che hanno votato di meno. Lo spoglio elettorale è iniziato questa mattina a partire dalle 8.

Lo scrutinio a Terni è terminato intorno alle 13.28. Il nuovo Consiglio provinciale è così composto: “Democratici, progressisti e riformisti per la nuova area vasta di Terni” (203 voti) – 8 consiglieri: Renato Bartolini 20 voti (consigliere Terni), Giuseppe Germani 36 voti (sindaco di Orvieto), Leonardo Grimani 15 voti (sindaco di San Gemini), Federico Novelli 27 voti  (consigliere Narni), Valdimiro Orsini 26 voti (consigliere Terni), Sandro Piccinini 5 voti (consigliere Terni), Marco Rosati 13 voti (consigliere Giove), Sandro Spaccasassi 40 voti (vice sindaco Calvi dell’Umbria); “Provincia Civica” (54 voti) – 2 consiglieri: Francesca Fiorucci 21 voti (consigliera Calvi dell’Umbria), Leonardo Pimpinelli 19 voti (consigliere Amelia).  La lista “Progetto Civico” (33 voti) non ha ottenuto consiglieri.

Le dichiarazioni – Ci mettiamo subito al lavoro per affrontare tutte le priorità, da quelle finanziarie a quelle dei servizi al cittadino”. Lo ha detto poco fa Giampiero Lattanzi nella sua prima dichiarazione dopo l’elezione a presidente della Provincia. “Sono molto soddisfatto del risultato – afferma – per il valore in se stesso e perché ottenuto con un consenso che abbraccia tutto il territorio provinciale. E’ un segnale importante di coesione e di condivisione sulla scorta del quale continuerò a lavorare affrontando i temi sui quali, Leopoldo di Girolamo, mio predecessore, aveva già svolto il suo impegno con serietà e profitto”. Tre le grandi questioni, secondo Lattanzi, oltre a quella finanziaria, su cui la Provincia dovrà da subito operare. “Dobbiamo potenziare – dice il presidente – il servizio viabilità, sia in termini di mezzi che di operatività. Il maltempo di questi giorni ha ancora una volta confermato l’importanza di un presidio fisso della Provincia e di un ruolo difficilmente sostituibile in questo momento. Altra priorità saranno le scuole sulle quali continua il monitoraggio per verificare, e per intervenire dove necessario, in merito alla sicurezza, anche sismica, e alla necessità di garantire un ottimale livello di manutenzioni. La terza direttrice sarà quella dell’assistenza ai Comuni, come stiamo già facendo. E’ un ruolo delicato e fondamentale soprattutto in un periodo in cui i tanti tagli agli enti locali stanno mettendo in grande difficoltà molti Comuni, specie quelli più piccoli. Voglio infine ringraziare tutti coloro che hanno collaborato con impegno, costanza e serietà ed hanno contributo in maniera determinante all’ottenimento di questo risultato”.

Quella di ieri è stata la seconda volta, dopo le elezioni del 2014, in cui i Sindaci e i Consiglieri comunali hanno eletto in via indiretta il Consiglio Provinciale – ha dichiarato il presidente dell’Ente Nando Mismetti -. Innanzitutto sento di dover sottolineare il dato di partecipazione al voto, con un’affluenza di circa il 70% degli aventi diritto: un risultato significativo e tutt’altro che scontato. In particolare, va senz’altro dato risalto alla partecipazione degli amministratori dei Comuni della Valnerina che, dimostrando un grande senso istituzionale, non hanno fatto mancare il proprio voto pur in una situazione decisamente difficile per il loro territorio. In merito ai risultati, esprimo la mia piena soddisfazione per la netta affermazione della lista di centrosinistra che ha eletto ben 9 consiglieri su 12: un risultato importante che permette all’amministrazione provinciale di poter contare su una larghissima maggioranza. Nel biennio che abbiamo davanti – prosegue Mismetti – ci attendono sfide difficili e delicate che dovranno essere affrontate con grande senso di responsabilità e con la massima coesione, al fine di garantire un rilancio dell’ente Provincia e la piena continuità nei servizi a vantaggio dei Comuni e dei cittadini”.

Dal centro destra – “Ottima affermazione di Fratelli d’Italia, con Enea Paladino confermato nel nuovo Consiglio”. Così Emanuele Prisco, portavoce provinciale di FdI, commenta il voto alle Elezioni provinciali di ieri. “Premesso che amiamo elezioni in cui siano i cittadini a scegliere i propri rappresentanti e non i soli Consiglieri comunali (come conseguenza della riforma del Governo Renzi…), siamo estremamente soddisfatti per la rielezione del bravo Enea Paladino in Consiglio provinciale.” “Ciò tra l’altro  – conclude Prisco –  è avvenuto con numeri che confermano il radicamento profondo del movimento in tutti i territori della Provincia (ben 57 consiglieri sui 113 di centrodestra hanno indicato Paladino, corrispondente ad un eloquente 11% per Fratelli d’Italia con il voto ponderato)”.

Non è dello stesso avviso il consigliere comunale di Perugia, Sergio De Vincenzi (Gruppo Misto). “I risultati delle elezioni provinciali di Perugia – ha dichiarato – sono un pessimo esempio di come i partiti di centrodestra intendono proporsi a rappresentare i cittadini della propria area politica. Purtroppo su questa vicenda – sostiene – Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia hanno deciso di non costituire un’alternativa politica alla sinistra, preferendo blindare una lista con soli sei nomi decisi dai partiti ed escludendo le componenti civiche nonostante abbiano un considerevole peso. Una logica scellerata che, riducendo ulteriormente il ruolo del centrodestra in Consiglio provinciale, ha di fatto escluso territori come l’eugubino, il Trasimeno, il tuderte, Spoleto e la Valnerina da importanti decisioni amministrative”.

“E’ chiaro – continua De Vincenzi – che gli esponenti umbri dei partiti del centrodestra che sui social network si rallegrano della propria elezione non hanno alcuna intenzione di governare, ma solo di mantenere la loro quota minima di poltrone, a scapito dei cittadini ormai stufi di vecchie logiche primatiste e consociativiste che non fanno altro che favorire l’antipolitica. A questo punto sono ormai stringenti i tempi perché questi partiti chiariscano le proprie intenzioni su una vera alleanza di linea e di programma con i movimenti civici. O dovranno adottare i loro orientamenti da soli”.

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Articolo aggiornato ore 16.01

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