Dall’ingegno tutto umbro la Cappella Sistina itinerante

Dall’ingegno tutto umbro la Cappella Sistina itinerante

E Belardi ricorda le repliche delle opere realizzate per la Cina: “Con questa operazione l’Accademia di Belle Arti salvò se stessa”


Il saper ed il saper fare umbro a difesa dell’arte e per la sua valorizzazione. Imprese private (Archimede Arte e Tecla) ed istituzioni culturali umbre (l’Università degli Studi di Perugia e l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”) protagoniste ai Musei Vaticani, uno degli scrigni artistici più famosi al mondo.

Per un doppio progetto. Uno, già in avanzato stato di esecuzione, relativo al minuzioso lavoro di rilievo laser e fotogrammatico commissionato dai Musei Vaticani all’azienda umbra Archimede Arte, che vi sta lavorando dal 2014 e che consentirà la catalogazione e la fruibilità in 3D dell’enorme patrimonio contenuto all’interno dei Musei e degli spazi che sono essi stessi opere d’arte, tra cui la Cappella Sistina.

Come ha spiegato il direttore dei Musei Vaticani, Barbara Jatta, avere una mappatura digitale ad altissima risoluzione non soltanto consentirà di mettere a disposizione del mondo il catalogo digitale delle opere esposte (e presto anche di quell’80 per cento di opere contenute nei depositi e non esposte), ma rappresenta un fondamentale alleato per la conservazione di quei beni, come ha mostrato l’esperienza del terremoto. I rilevamenti ad altissimo livello di dettaglio possono essere utilizzati per consentire affascinanti tour virtuali a 360 gradi dei Musei Vaticani, ma anche per monitorare eventuali danneggiamenti sulle stesse opere.

Ma da questo certosino ed importante lavoro è nata poi una proposta sperimentale, in sinergia con un’équipe interdisciplinare che, a fianco ad Archimede Arte, vede impegnati il Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale dell’Università degli Studi di Perugia, l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”, l’azienda Tecla srl di Gubbio. Il progetto è innovativo e ambizioso: realizzare una replica itinerante, in legno e in scala 1:1, della Cappella Sistina, i cui meravigliosi cicli pittorici saranno riprodotti ad altissima risoluzione, in 3D, proprio grazie al lavoro svolto per la catalogazione dei Musei Vaticani.

Il concept, a cui è stato dato l’intrigante nome di “Sistina Experience”, è stato illustrato dal professor Paolo Belardi, che ha spiegato anche delle ragioni culturali del più vasto percorso di ricerca, che ha preso le mosse dal progetto “Michelangelo viene in Cina”, commissionato nel 2011 da un museo privato di Shanghai all’Accademia “Vannucci”. Un intervento nel quale Belardi, con onestà intellettuale, ha parlato delle opportuità, anche economiche, che si sono aperte grazie a questo canale aperto con la Cina. Un paese immenso che ha un’immensa fame di arte e di cultura occidentale. Ed è pronto a comprarla o, almeno, a replicarla, come dimostrano le esperienze di intere piazze e monumenti, anche italiani, ricostruiti in Asia. Del resto, ha ricordato Belardi, di fronte alla prospettiva di doversi privare di alcune delle importanti opere custodite nella propria gipsoteca per continuare ad esistere, l’Accademia di Belle Arti, nel recente passato, ha salvato se stessa con operazioni che hanno portato alla realizzazione ed alla vendita di repliche di queste opere d’arte, come le statue di Michelangelo realizzate in bronzo ed ora esposte in un parco in Cina.

Da qui, l’idea di realizzare una Cappella Sistina virtuale itinerante, come spazio multifunzionale di formazione e di celebrazione dell’arte italiana. Realizzata con tecnologie tutte italiane (anzi, solo umbre, in questo caso). Piuttosto che vedere i cinesi, o i russi, o gli arabi, realizzare copie delle nostre opere, neanche troppo ben riuscite.

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