Da Spoleto a Milano passando per Roma. Maya Sabbatini espone ad Artistar

Da Spoleto a Milano passando per Roma. Maya Sabbatini espone ad Artistar

Tra arte e oreficeria, la storia di una giovane creativa umbra – photogallery

Mi arriva un messaggio su Facebook da Maya Sabbatini. Quanto tempo – penso – chissà cosa vorrà dirmi? Mi contatta per raccontarmi dell’edizione 2014 di Artistar cui parteciperà con le sue creazioni. Non vuole farsi pubblicità né essere invadente ma “solo informarmi” e io prendo la palla al balzo perché da sempre guardo con orgoglio e ammirazione chi, partito dalla cittadina di Provincia con una valigia carica di speranze e ambizioni, riesce, dopo tanta fatica, in quello in cui crede di più: realizzare un sogno. E Maya ci sta riuscendo.

Ricordo quando gestiva il bar in Piazza a Spoleto, sempre attiva e corteggiatissima, ma era chiaro che qualcosa le andasse stretto e così, un giorno, offre un aperitivo ad amici e clienti e saluta tutti per seguire un corso di gioielleria ed oreficeria nell’Accademia delle Arti Orafe di Roma. D’altronde, l’Italia ha una lunga tradizione di orafi: una buona parte dell’oro indossato in tutto il mondo è prodotto nel Belpaese e gli orafi nostrani sono richiestissimi dappertutto vista la loro preparazione tecnica e l’estro creativo.

Ebbene, da quell’aperitivo di arrivederci sono passati più di 3 anni nel corso dei quali la passione di Maya per questo mestiere non è mai scemata, neanche quando, al termine degli studi romani, grazie ai quali ha acquisito le tecniche fondamentali dell’arte orafa, dalla preparazione delle leghe alla laminazione, dalla trafilatura alle saldature fino alla fusione con la forgia, si è dovuta improvvisare iniziando un percorso da autodidatta.

E’ nel corso di questi anni che si specializza nella tecnica della fusione a cera persa per poi focalizzarsi sull’impiego di materiali organici, alimentari e tessili. La sua seconda casa diventa Famo Cose, un open space nel cuore del Pigneto dove i creativi possono sbizzarrirsi con le attrezzature che il laboratorio mette a disposizione. E così Maya trova la sua dimensione nella gioielleria contemporanea. Lei me la descrive come “un gioco di innesti e fusione di materiali diversi” che le ha regalato una visione molto più ampia del gioiello dandole maggiori possibilità di espressione.  “Ogni gioiello che realizzo ha un significato ben preciso – mi racconta – nulla nasce per caso: ogni oggetto è il ricordo e la rappresentazione di uno stato d’animo e di un sentimento.”

Le sue capacità non passano inosservate e Maya viene scelta tra i designer europei più talentuosi per partecipare alla seconda edizione di Artistar, la mostra milanese che raccoglie una selezione di gioielli particolari e unici provenienti da tutta Europa.

Tra metalli preziosi, pietre dure ed elementi materici alternativi, provenienti dal riciclo di oggetti di uso quotidiano, la giovane spoletina si fa largo nel cuore di Porta Genova dove i creativi del contemporary jewel si sono riuniti dal 17 al 21 Dicembre. Le sue realizzazioni saranno pubblicate nel volume Artistar Jewels 2015 e lo shop on line www.artistarjewels.com permetterà di acquistarle, per 12 mesi, in tutto il mondo.

“Le superfici ruvide ed imperfette del metallo, le linee taglienti ed ispide che si appoggiano alla pelle, i materiali alimentari usati, che sono completamente decontestualizzati dal loro significato ed uso comune, fanno sì che ogni mia opera rappresenti me stessa in vari frammenti della mia vita.”

Questa oggi è Maya Sabbatini.