Crisi del lavoro a Spoleto, Paparelli “Decidete il vostro modello di sviluppo”

Crisi del lavoro a Spoleto, Paparelli “Decidete il vostro modello di sviluppo”

L’assessore regionale parla chiaro alla Conferenza dei capigruppo | Ex-Pozzi in bilico, Maran al tavolo del Mise

Affollata Conferenza dei capigruppo riunita nell’aula del Consiglio comunale, quella odierna per discutere il tema del lavoro e fare il punto sulle numerose problematiche del territorio. Tavoli aperti, vertenze e situazioni in divenire che destano molto più che una semplice preoccupazione su cui concentrarsi.

Il Consiglio comunale promuove dunque questo primo incontro, sollecitato dalla richiesta in primis del Comitato Disoccupati e Precari di Spoleto e poi da tutte le altre forze sindacali. Un incontro che avrebbe dovuto essere propedeutico e preparatorio ad un Consiglio comunale aperto in cui illustrare il da farsi per uscire dalla stagnazione attuale.
Una Conferenza dei capigruppo allargata anche a tutte le parti in causa dunque, organizzazioni sindacali e di categoria, Rsu, maestranze e dipendenti, giornalisti.

Per l’occasione ha risposto all’appello del territorio anche l’Assessore regionale, Fabio Paparelli, titolare delle deleghe sul lavoro e lo sviluppo economico, industria, turismo e molto altro ancora, accompagnato dal dirigente regionale Luigi Rossetti.

Sul tavolo della discussione, situazioni scottanti come quella della Ims ex-Pozzi che sta per arrivare ad un punto di svolta con il termine ultimo del 31 ottobre entro cui presentare manifestazioni di interesse da parte di nuovi imprenditori, dopo di che si aprirà la strada del fallimento. O come quella in divenire della Maran Service che sta per sedersi al tavolo ministeriale al Mise, certificando di fatto quindi lo stato di crisi aziendale, per non dimenticare poi la turbinosa vicenda della ex-Novelli che proprio lunedì tornerà al Ministero per affrontare la nuova crisi, dopo nemmeno pochi mesi dal passaggio di proprietà alla Alimenti Ialiani. E se non bastasse anche la ex-Informatica Umbra e la Cementir per un totale sul territorio spoletino di quasi 1000 posti di lavoro che sono pericolosamente in bilico. Qualcosa che non ha probabilmente uguali nella regione, sopratutto in termini di diffusione nel tessuto sociale che non presenta oltretutto possibilità di compensazione.

Una giornata pesante che prende subito le mosse dagli interventi dei capigruppo che, nel caso di Giampaolo Emili (Lista 2Mondi) e Aliero Dominici (Gruppo Misto) si rivolgono più volte animosamente nei confronti di Paparelli, addebitando alla Regione il mancato inserimento di Spoleto nell’Area di crisi complessa Terni-Narni.

Sopratutto Dominici, con il consueto stile oratorio senza soluzione di continuità, sordo a qualsiasi richiamo del Presidente del Consiglio Comunale, Giampiero Panfili, non si è seduto al proprio scranno senza aver detto prima tutto quello che voleva dire, ben oltre il tempo a lui consentito, incluso un generico quanto strampalato attacco alla stampa, rea di non riportare correttamente l’esatta situazione locale del lavoro. Chissà, forse il consigliere comunale si è persuaso che questa sia una possibile soluzione al problema della perdita dei posti di lavoro.

Certo è che chi lo ascoltava ha sentito solo gli strilli, più che gli argomenti, tanto che alla fine anche il buon Paparelli ha perso un pò la calma.

Senza grandi slanci anche gli altri interventi (Dante Andrea Rossi e Laura Zampa per il Pd, Alessandro Cretoni-Forza Italia) se non per cercare il bersaglio grosso, che risponde al nome di Zefferino Monini, titolare delle deleghe alla sviluppo economico della Giunta Cardarelli, oggi assente per impegni di lavoro, ma invocato a gran voce per la mancanza di risultati concreti nella sua azione territoriale.

Una sorta di regolamento di conti a cui hanno assistito impassibili ed anche un po contrariati tutti gli altri presenti a cui interessavano di più proposte concrete che non le coltellate politiche.

Parlano i sindacalisti presenti, Ettore Magrini per il Comitato dei disoccupati e dei precari, Corrado Corradetti della Cgil e Riccardo Marcelli della Cisl, e con concretezza chiedono a Paparelli ma anche al sindaco Fabrizio Cardarelli di fare presto perchè non ci sono più margini di manovra, puntando lo sguardo al prossimo 31 ottobre, spartiacque definitivo per la sorte della Isotta Fraschini. Cardarelli nella sua introduzione alla riunione aveva già detto però che il Comune ha un limitato raggio di azione, anche se alcune crisi le ha sventate in completa autonomia come quella della Scuola di Polizia data in chiusura e che ha invece ricominciato a fare lezioni. O come quella della Caserma di Granatieri di Via Cerquiglia che stavano per abbandonare la città ma che invece rimarranno con lo stesso impegno di prima e forse anche qualcosa in più. Magrini per la verità da tempo aveva inviato le sue richieste al sindaco, le stesse che poi sono state anche consegnate a Paparelli, in cui si chiedeva la rimodulazione dello Sportello per l’Impiego ma sopratutto la messa a disposizione dei terreni comunali non utilizzati alle cooperative dei disoccupati, una proposta dal sapore antico ma onestamente concreta.

Portano alla conferenza la loro esperienza anche Annalisa Reali dell’Associazioni Agriturismi (nel territorio ce ne sono una 50ina) che hanno problemi nella loro dimensione familiare e con poco più di 2-3 addetti di media e Simona Gola della ex-Informatica Umbra. Sono presenti anche Tommaso Barbanera di Confcommercio e ConSpoleto e Laura Tulli per Confindustria.

Prende una strada diversa invece l’intervento di Emanuele Laureti della Rsu aziendale Cementir che nella possibile crisi dello stabilimento di Spoleto, dopo i recenti passaggi di proprietà aziendale, vede però anche una soluzione che invece la stessa Regione ha più volte dichiarato, anche con atti ufficiali, di non voler considerare. La trasformazione degli impianti in un inceneritore che tratti il CSS (Conbustibile solido secondario).

L’intervento lascia qualche bocca spalancata, tanto ormai si dava per accantonata con certezza l’ipotesi inceneritore. Immediata la risposta dalla capogruppo del M5S Elisa Bassetti che illustra invece al Laureti la bellezza di una soluzione opposta che creerebbe anche posti di lavoro, ovvero quella della corretta raccolta differenziata.

Ma nel vuoto di progettualità concreta almeno, in questo caso, si è discusso di ipotesi con un minimo di fattibilità.

Parla Fabio Paparelli: quando arriva il momento di Fabio Paparelli saranno passate due ore dall’inizio della conferenza e come fatti concreti alla fine ci sono solo le paure. E si sa la paura può essere un stimolo ma anche un freno tirato o peggio, bloccato.

Ci penserà l’assessore regionale a dare la sveglia. Le sue parole suonano come la condanna definitiva di un modus operandi tutto spoletino che non ha voce in nessun contesto. “I vostri amministratori sono disinformati. Spoleto è già area di crisi non complessa ed ha una dotazione di 7 milioni di euro che vanno coordinati con un accordo di programma”. Ecco! E prosegue, “Ma Spoleto deve anche decidere cosa vuole fare, quale tipo di sviluppo vuole abbracciare. Poi con una identità precisa noi possiamo accompagnare questo sviluppo. Ma va sciolta l’ambiguità per cui si ha un tessuto economico e produttivo che guarda verso il ternano e poi per i servizi pubblici invece ci si rivolge a Foligno e Perugia.”

Ed il nocciolo della presenza dell’amministratore regionale alla Conferenza dei capigruppo è in questa parte specifica dell’intervento che poi proseguirà come di prassi con l’elenco infinito dei provvedimenti e delle dotazioni finanziarie disponibili con l’unico enorme problema, che è quello della attivazione a fronte di investimenti. E a quanto pare ultimamente di imprenditori che vogliono investire a Spoleto, con un minimo di soldi propri (veri possibilmente e non con i bond patacca ammantati di nobiltà) pare che ce ne siano pochini davvero.

Spiega Paparelli, “Alla ex-Pozzi come sappiamo c’è una gestione commissariale ed è una situazione delicata in cui noi possiamo fare poco, se non mettere a disposizione di chi farà offerte di interesse tutti gli strumenti di aiuti e incentivazione che sono attualmente in essere. Certo se il gruppo cinese che vuole comprare lo stabilimento di Dongo volesse prendere anche Spoleto…ma al momento non sembra questa la situazione.”

Il passo successivo al 31 ottobre sarà l’attivazione della NASpI una indennità che andrà a coprire per un tempo definito l’uscita dal lavoro. Ma quella attivazione, seppure non lascerà senza respiro i lavoratori, sarà anche la dichiarazione di morte definitiva dell’azienda.

Al termine della Conferenza si stabilirà, daccordo con l’Assessore Paparelli, di programmare ancora un incontro interlocutorio in cui analizzare concretamente e senza protagonismi la situazione dei fatti. Dopo di che ci sarà il momento del Consiglio Comunale aperto per dire alla cittadinanza l’indirizzo preso.

C’è ancora un margine di ottimismo nella durissima situazione del lavoro a Spoleto.

Foto: Tuttoggi.info (Carlo Vantaggioli)