Aeroporto Perugia, neo-direttore Solimeno “Un gioiello” | Prezzo, solo 250mila euro

Aeroporto Perugia, neo-direttore Solimeno “Un gioiello” | Prezzo, solo 250mila euro

Presentazione ufficiale del nuovo manager Sase | Il Presidente Cesaretti spiega in 7 minuti la vicenda Fly Volare “Abbiamo studiato 6 mesi”


Presentato ufficialmente oggi alla stampa il nuovo Direttore e Accountable Manager Sase per l’Aeroporto dell’Umbria San Francesco d’Assisi, Umberto Solimeno. Il nuovo direttore dell’Ente di gestione dello scalo aeroportuale regionale era in compagnia del Presidente Sase, Ernesto Cesaretti.

Solimeno arriva a Perugia dopo una selezione che ha visto concorrere una ventina di altri manager. Alla fine sulla scelta del CdA di Sase sembra aver pesato più di tutto la lunga esperienza nel settore dell’aviazione presentata nel curriculum del manager.

Umberto Solimeno, 53 anni, laureato in Economia Aziendale all’Università Federico II di Napoli, ha conseguito il dottorato in Scienze turistiche, oltre a possedere un diploma in marketing strategico e operativo. Il nuovo Direttore SASE vanta un’esperienza internazionale nei settori dell’aviazione e del turismo con, tra gli altri, incarichi manageriali ricoperti in KLM, Air Littoral, Air Canada, Aeroporti del Garda (Verona e Brescia), Ora Hotels e Ciga Hotels (compagnia alberghiera di lusso). È stato inoltre Presidente di IBAR, l’Associazione dei vettori aerei presenti in Italia. Ultimo incarico per un solo anno alla direzione del parco Zoomarine.

Il manager, dopo aver ringraziato il Presidente ed il Consiglio di Amministrazione SASE, e dopo una breve introduzione dello stesso, ha dichiarato: “La crescita del traffico passeggeri registrata nel 2017 presso lo scalo umbro (+13% rispetto ad una crescita media del comparto pari al 6% circa) e un andamento dei conti assolutamente confortante rappresentano un importante base di partenza. I macro-obiettivi che ci poniamo di raggiungere nel medio termine sono relativi al continuo miglioramento della qualità dei servizi offerti ed al potenziamento del network di collegamenti. Per raggiungerli sarà determinante avere l’appoggio e la fiducia di tutti e fare sinergia con le istituzioni, gli enti e i governi del territorio. Lavoreremo inoltre per migliorare l’accessibilità da e verso lo scalo, cercando di creare le condizioni per una maggiore intermodalità, in linea con gli standard europei. Questo ci consentirebbe di crescere ulteriormente valorizzando e sfruttando a pieno la posizione geografica che lo scalo occupa strategicamente nel centro Italia”.

Una dichiarazione quasi naturale, di formale cortesia, visto che Solimeno non ha ancora preso in mano le carte della gestione complessiva aeroportuale e quelle di alcuni dossier “scottanti” come il bilancio, la vicenda Fly Volare (“l’ho visto accadere anche in altre realtà“, dirà ai giornalisti) ma anche quella della chiusura dei rapporti con Fly Marche.


Tutta la recente storia dell’Aeroporto di Perugia


In un momento non ufficiale, precedente alla conferenza stampa odierna, Solimeno attorniato da un nugolo di giornalisti aveva anche detto di conoscere bene la situazione dello scalo perugino e al contempo di considerarlo “Un gioiello dal punto di vista strutturale che non ha nulla da invidiare rispetto ad altri aeroporti italiani. Sono convinto che lo scalo ha un grande potenziale e margini di crescita. Colgo la sfida, per fare qualcosa, per migliorare la situazione. Primo obiettivo realistico mantenere l’attuale numero di passeggeri (circa 250mila ndr.) e ovviamente nel breve periodo di farlo crescere”. Per il resto impegni su nuove rotte verso nord e sviluppo del turismo religioso. Ci sarà tempo per vedere meglio il piano d’azione.

Sicuramente al manager va l’incoraggiamento che si riconosce agli eroi che affrontano una avventura perigliosa, irta di difficoltà. “Tecnicamente il mio lavoro inizierà alla fine del mese e uno dei primi compiti sarà quello di occuparmi delle emergenze, capire quali sono e riferire al Consiglio di Amministrazione che dovrà prendere le decisioni finali”. Che dire al Dott. Solimeno, “In bocca al lupo”, sopratutto nel momento del confronto con il CdA attuale di Sase, poiché l’eredità Farabbi (Piervittorio Farabbi, ex Direttore Sase e da settembre alla guida della società di gestione degli aeroporti calabresi), non è certamente del peso di una piuma.

Il Presidente inossidabile

Se a Umberto Solimeno non si può chiedere altro sul San Francesco di Assisi, diversa è la posizione del Presidente Cesaretti. La conferenza stampa è senza dubbio una preziosa occasione per capire qualcosa di concreto di una delle vicende più tribolate e potremmo dire senza mezzi termini, “gravi” dal punto di vista della gestione di un ente a prevalente capitale pubblico della nostra regione. Ci riferiamo ovviamente al mancato accordo con la compagnia maltese Fly Volare, alla questione delle certificazioni di volo mancanti  e ai 500mila euro di avviamento pagati comunque da Sase e solo in parte restituiti. (Tutto su Fly Volare CLICCA QUI)

Poichè sull’argomento non si sente in sala volare una mosca, facciamo il primo passo e chiediamo direttamente all’ineffabile Presidente Cesaretti a che punto è la vicenda.

La risposta del presidente di Sase inizia con un classico della commedia dell’arte, ovvero l’annullamento della tensione emotiva attraverso un fatto comico. Osserva quasi senza espressioni facciali il Presidente Cesaretti, “Ogni occasione è buona per parlare di Fly Volare”, come se la vicenda fosse una pinzilacchera e nonostante questo, riuscendo nell’intento di strappare un sorriso alla platea. Senza poi scendere nel dettaglio delle “occasioni” citate che si contano sulle dita di una mano, inclusa la famosa conferenza stampa di presentazione della famigerata supercazzola delle 9 nuove rotte di Fly Volare, con tanto di aereo con base a Perugia. (CLICCA QUI)

Tuttavia Cesaretti non si fa scrupolo di dire la versione Sase dei fatti e squarcia il velo sulla gestione di certi enti pubblici o, come nel caso di specie, a capitale prevalentemente pubblico.

“Cercavamo una compagnia che volesse avere un aereo di base a Perugia. Su questo nostro interessamento ha risposto Fly Volare. L’abbiamo presa in considerazione e abbiamo quindi fatto molti incontri in un arco di 6 mesi di tempo. Fly Volare voleva però una certezza sul fatto che l’aeroporto non chiudesse e così abbiamo dato 500mila euro come garanzia. Ci siamo presi qualche rischio”. Fin qui la storia è nota, scritta e riscritta e mai smentita sia nella successione dei fatti cronologici che nella consistenza degli stessi.

Con consumata abilità Cesaretti passa anche velocemente, a volo di uccello, sulla mancanza delle certificazioni di volo di Fly Volare, così come sul prolungamento dei tempi di restituzione di metà dell’importo versato, poi fortunosamente incassato alla fine dello scorso anno, ma sopratutto non una parola sulla totale assenza di un aereo con cui volare. Il presidente cita anche con circospezione il recente arresto del dominus di Fly Volare, Fausto Chiparo, presentato ad agosto 2016 con squilli di trombe come il salvatore della Patria.  Per i cultori dell’argomento, ne rimangono tracce gloriose in rete, proprio con interviste allo stesso Presidente Cesaretti.

Chiparo, per la cronaca, è accusato di essere la mente di una associazione a delinquere che acquisiva e poi spolpava aziende di vario genere, in un giro illegale da 35 milioni di euro tra riciclaggio e bancarotte fraudolente. Il tutto a quanto riferito dalla GdF, per il mantenimento del suo alto tenore di vita “fatto di agi e lussi” come racconta una nota delle fiamme gialle.

Aggiunge quasi rassegnato il Presidente Cesaretti, “Dopo questo fatto si è tutto fermato per quanto riguarda la restituzione dei soldi ( i 250mila euro mancanti all’appello) perchè il tutto è nelle mani della magistratura, in attesa che si faccia chiarezza. Per quanto ci riguarda per noi il rapporto con Fly Volare è chiuso, anche se sembra che la compagnia non faccia parte del complesso delle indagini a carico di Chiparo”. E meno male verrebbe da dire! E siccome siamo duri di comprendonio chiediamo conferma a Cesaretti del blocco dei 250mila euro, “Sono bloccati con la speranza che ci li ridiano”. Ecco appunto, la speranza!

Rotti gli indugi, qualcuno domanda in sala, “Ma non vi era mai venuto in mente di buttare un occhio su chi fosse Chiparo, prima di procedere con Fly Volare?”.

È a questo punto che Cesaretti dimostra tutta la sua potenza e grado assoluto di inossidabilità e impermeabilità, che ne fa il presidente perfetto, “Siamo stati sei mesi a studiare le carte per andare avanti con questa azienda, se ci fosse stato qualcosa lo avremmo visto. Abbiamo fatto tutte le indagini possibili e immaginabili”. “Siamo caduti dalle nuvole”, giusto per rimanere in tema aeronautico. Alla fine, basteranno 7 minuti netti al presidentissimo per liquidare la faccenda. Sublime!

Chissà se il neo direttore Umberto Solimeno si riferisse ad un valore monetario quando  in apertura di giornata ha detto che il San Francesco di Assisi “è un gioiello”. Sicuramente una gemma preziosa dal costo attuale di 250mila euro, come dicono a Perugia “un bello sbrillocco”.

Un affarone, con lo sconto del 50%, magistratura permettendo.

Riproduzione riservata

Foto: Tuttoggi.info (Carlo Vantaggioli)

(ultima modifica h 9,56 del 6 febbraio)

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