Sei stata molestata? Magari con messaggini, mms o filmini dal contenuto porno? Non ti crucciare, anzi sii contenta: magari te li può aver mandati l’uomo della tua vita! Sembra assurdo ma è questa la sintesi dell'imbarazzante articolo di cronaca pubblicato oggi su un sito dell'area vasta che ha raccontato, con lo squisito gusto di un cronista masculo, il David Crockett de’ noantri, la vicenda giudiziaria vissuta da una spoletina il cui cellulare è stato raggiunto da alcuni mms che ritraevano un 66enne mentre si masturbava. La malcapitata si è così rivolta alle forze dell’ordine che hanno avviato le indagini.
E la giustizia ha cominciato a fare il suo corso per accertare eventuali colpevoli e responsabilità. D’altra parte, pare, si mormora, sembra, dicono in giro che sia ancora vigente un certo codice penale (e annesso codice di procedura). Fin qui la cronaca nuda e cruda. Quello che però ha mandato su tutte le furie alcune donne che hanno chiamato la redazione è il commento al quale si è lasciato andare il giornalista, prossimo probabilmente ad occupare la cattedra di Etica Carpiata nella università F.L.A.B.U. (Free Like A Bird University) di prossima apertura nelle campagne di Little Mouse Valley (Valtopina).
Con poche l'autore ha liquidato, distrutto, polverizzato anni di battaglie femministe; di più, la stessa dignità della signora molestata. Definendo “incredibile” la sua querela! Poteva bastare? Certo che no. Il cronista sembra quasi rammaricarsi del fatto che l’innocente vittima non abbia richiamato il suo ammiratore. Proprio così. Scrive testualmente: “Incomprensibile, sotto questo aspetto, l'atteggiamento della destinataria di tante e tali attenzioni, che invece di richiamare l'ammiratore ha preferito querelarlo…”.
Prego? Secondo il fine pensiero dell’androgino cronista, pare di capire che la vittima avrebbe dovuto richiamare il numero da cui provenivano quelle sequenze oscene. Che voglia metter su un'agenzia per cuori solitari? Difficile da dirsi.
Certo che se voleva essere un commento ironico, peraltro di pessimo gusto, lo hanno capito in pochi. Come dimostrano le due mail e le 4 telefonate arrivate in redazione di donne che ci hanno voluto segnalare il caso. E che si son dette indignate, pronte a informare della vicenda il Telefono Rosa, l’Ordine dei Giornalisti e il Centro Pari Opportunità. Ma forse hanno capito male loro, come pure alcune colleghe giornaliste di Spoleto. D'altra parte il direttore responsabile del sito è proprio una…donna.
(Carlo Ceraso)
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Aggiornamento (h 14.20 del 28.09.2009)
Ha fatto poco fa le sue scuse alla vittima e alle donne. In due articoli comparsi poco fa su altrettanti siti che avevano riportato la notizia, il giornalista al centro delle polemiche ha detto di esser stato mal interpretato e anche strumentalizzato. Ha fatto così appello alla ‘radicale ironia’ con cui aveva dato la notizia giudiziaria e che sarebbe dovuta bastare a far capire come lo stesso articolo fosse invece di netta condanna nei confronti del molestatore. Alla sue si sono aggiunte quelle di una delle due direttrici responsabili dei siti che – dopo aver ricordato di “tener conto della linea editoriale” e di “non aver mai cercato lo scontro con altre testate” – ha giustificato la defaillance del proprio collaboratore addebitandola al mancato ricorso a ‘punti, puntini e virgolette’ che avrebbero meglio aiutato il lettore a comprendere l’intento ironico. La questione dunque è chiusa.
Sperando che scuse e giustificazioni siano accettate dalla protagonista della brutta vicenda come di qualche altra donna che aveva segnalato il 'caso'.