Vertice per riattivare l'ambulatorio per i malati di tumori neuroendocrini - Tuttoggi

Vertice per riattivare l’ambulatorio per i malati di tumori neuroendocrini

Redazione

Vertice per riattivare l’ambulatorio per i malati di tumori neuroendocrini

Il consigliere Valerio Mancini ha incontrato il commissario dell'Azienda ospedaliera Onnis per parlare della problematica che interessa alcuni malati
Sab, 28/12/2019 - 07:55

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Vertice per riattivare l’ambulatorio per i malati di tumori neuroendocrini

Riattivare l’ambulatorio per l’assistenza di malati di tumori neuroendocrini”. Questa la proposta che il consigliere regionale della Lega, Valerio Mancini, ha avanzato al commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Antonio Onnis, nel corso di un colloqui che l’esponente politico ha definito “proficuo e risolutivo“.

Il presidio ambulatoriale era stato chiuso lo scorso 5 ottobre. Già l’assessore alla sanità, Luca Coletto si era interessato alla vicenda appena dopo il suo insediamento.

Mancini e Coletto hanno quindi aperto un dialogo insieme ai rappresentanti di Ainet per metterlo al corrente di quanto accaduto e trovare insieme una soluzione per riattivare quanto prima il presidio all’interno dell’Azienda ospedaliera perugina. Vi era infatti grande preoccupazione da parte dell’associazione, che ripetutamente aveva cercato invano un dialogo con i dirigenti amministrativi chiedendo che il servizio venisse ripristinato perché indispensabile per la presa in carico di nuovi pazienti e per il follow-up dei pazienti già in cura, che sono oltre 200 e che necessitano di assistenza superspecialistica.

All’incontro con il commissario straordinario Antonio Onnis erano presenti anche Paride Santi, segretario regionale del sindacato Fsi Usae e Giampiero Bacianino, membro di Ainet., che ha illustrato con chiarezza le criticità riscontrate a seguito della chiusura dell’ambulatorio.

Dal 5 ottobre – ha sottolineato Mancini – i pazienti, seppur seguiti ugualmente da medici altamente qualificati, hanno iniziato a evidenziare criticità dovute a carenze organizzative, non ascrivibili al personale medico con ripercussioni nel campo della ricerca di cure sperimentali. L’Umbria vanta innumerevoli eccellenze nel settore sanitario: il centro per la diagnosi e la cura dei tumori neuroendocrini aveva ottenuto riconoscimenti anche a livello europeo e merita pertanto di essere rimesso in funzione, anche per evitare alla Regione un aggravio di spese per la mobilità passiva”.

Al termine del nostro incontro, il commissario straordinario – ha concluso il consigliere della Lega – ha manifestato la volontà di costituire una sostanziale equipe propedeutico ad un futuro dipartimento preposto all’assistenza dei malati di tumore neuroendocrino. Questa iniziativa si inserisce perfettamente nell’ottica di piena stabilizzazione delle risorse umane e della notevole capacità operativa dell’azienda ospedaliera di Perugia, che va sostenuta e stimolata”.

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