Valtopina, opposizione all'attacco: "Il piano di riequilibrio non c'è"

Valtopina, opposizione all’attacco: “Il piano di riequilibrio non c’è”

Redazione

Valtopina, opposizione all’attacco: “Il piano di riequilibrio non c’è”

Gio, 01/12/2022 - 15:59

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Attacco dopo l'ultimo consiglio comunale

Opposizione all’attacco a Valtopina, dopo la risposta del sindaco Coccia all’interrogazione relativa al piano di riequilibrio su Giove. “Rispetto alla questione della sentenza Giove, al circa 1 milione di euro da pagare e al rischio dissesto per il Comune di Valtopina, in queste settimane siamo rimasti in silenzio. Abbiamo cercato di non disturbare il lavoro della maggioranza, che avrebbe dovuto cercare soluzioni concrete a un problema cruciale. Ci saremmo aspettati un momento di confronto, per contribuire a trovare insieme una soluzione utile al paese. Ma così, purtroppo, non è stato“, dice il gruppo di minoranza.

Le difficoltà

Abbiamo, quindi, dovuto aspettare il Consiglio comunale del 28 novembre scorso e presentare un’interpellanza per sapere come il Sindaco e la Giunta stessero gestendo la situazione e quali soluzioni avessero trovato per evitare il rischio default del Comune – prosegue la nota della minoranza – La risposta del Sindaco, di fronte a una questione delicatissima per il futuro di Valtopina, è stata la seguente: il Piano di riequilibrio dei conti non c’è, abbiamo fatto delle simulazioni e al momento non esiste, perché non è supportabile dal bilancio del nostro Comune, quindi stiamo verificando altre strade. Quali? Abbiamo chiesto. Che cosa si sta facendo? Cosa devono aspettarsi i cittadini? Risposta: stiamo facendo quello che stiamo facendo. Quindi non è dato sapersi cosa sta facendo la maggioranza e quale sarà il futuro di Valtopina”.

La minoranza chiede un confronto pubblico

In che mani siamo? Si può non rispondere, nell’unica sede in cui possiamo confrontarci, a una domanda che stanno facendo tutti i cittadini? Si può, in un paese democratico, oscurare la realtà dei fatti ad una minoranza che rappresenta quasi la metà dei cittadini del paese? Visto che a un problema così grave, come il rischio fallimento del nostro Comune, non abbiamo trovato risposte neanche nelle sedi preposte, ovvero il Consiglio comunale che è la massima assise del confronto istituzionale e politico, chiederemo un confronto pubblico. Un’assemblea pubblica in cui il Sindaco dovrà spiegare direttamente ai cittadini lo stato dei fatti, le ricette messe in campo e cosa dovremo aspettarci. Vedremo se continueranno a parlare da soli, nel palazzo comunale, o se finalmente informeranno il paese con la necessaria completezza e trasparenza“.

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