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Umbria 10 e Lode: Asylon. L’eccellenza del Grechetto DOC in aiuto dei rifugiati

Redazione

Umbria 10 e Lode: Asylon. L’eccellenza del Grechetto DOC in aiuto dei rifugiati

Dom, 08/01/2012 - 08:33

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Alessia Chiriatti

Se è vero che “il buon giorno si vede dal mattino”, allora il 2012 conferma alcune probabili speranze: parte infatti a Todi, il progetto Asylon, il vino per i rifugiati. “Ogni anno – recita l’iniziativa – migliaia di persone chiedono asilo al nostro paese”: grazie all’appoggio della Caritas Umbria, dell’UNHCR (l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) e di Libera, l’associazione per la lotta contro le mafie, uomini e donne, giunti in Italia per fuggire da realtà difficili e da diverse parti del mondo, troveranno un punto d’approdo, un primo aiuto per provare a ricostruire il proprio futuro. Ed ecco che, in attesa che le autorità competenti si pronuncino e prendano i giusti provvedimenti per la loro sistemazione, a venire incontro ad un’emergenza tanto umanitaria quanto sociale, arriva una delle migliori eccellenze umbre: alcuni dei ben 77 ettari di vitigno dell’Istituto Agrario di Todi sono infatti dedicati alla produzione dell’esclusivo marchio “Asylon”, un Grechetto di Todi DOC, commercializzato già dall’ottobre 2011 al costo di 10euro a bottiglia, i cui proventi saranno dedicati all’attivazione di percorsi formativi per i richiedenti asilo, anche minori, selezionati in accordo con il sistema SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati). L’iniziativa nasce anche grazie all’Istituto Tecnico Agrario Augusto Ciuffelli di Todi, una scuola fondata nel 1864, con sede nell’ex monastero medievale di Montecristo, situato a ridosso delle mura urbiche della città, che eccelle già di per sé per essere il più antico istituto italiano d’agricoltura. A gennaio, saranno 8 le persone ad essere ospitate, tutte provenienti dal Niger e dal Ghana, emigrati in Libia e poi fuggiti dalla guerra, a seguire per prime un percorso formativo-professionalizzante per la gestione del verde. I corsi, infatti, saranno strutturati per percorrere due diverse strade, a seconda delle necessità: un primo step prevedrà la possibilità di frequentare le lezioni per l’istruzione media superiore e per l’ottenimento del diploma, coadiuvate da un servizio di accoglienza, che includerà il vitto e l’alloggio per tutto il periodo di studio; un altro percorso sarà più professionalizzante, teso a formare figure competenti grazie all’acquisizione di nozioni specifiche mirate all’inserimento nel mondo del lavoro. L’Istituto Ciuffelli è dunque il cuore pulsante del progetto: il complesso delle sue strutture accoglie la “Cittadella Agraria”, con lo spazio dedicato ai laboratori, al college femminile e maschile, e alle coltivazioni agricole, una vera e propria officina all’aria aperta per la produzione e la sperimentazione delle principali colture. L’azienda è inoltre una fattoria didattica sociale a conduzione imprenditoriale, corredata di serre, un caseificio, una cantina, un orto botanico e un’aula verde.
L’accoglienza a Todi – Accoglienza e integrazione sono le due caratteristiche principali di un’attività iniziata nel 2001 per volontà della Caritas di Todi: sempre attenta alle esigenze dei meno fortunati, è con il progetto “Todi – Centro Accoglienza” che l’associazione umanitaria si è impegnata ad ospitare, assistere e tutelare ben 103 uomini tra richiedenti asilo, rifugiati o persone interessate da particolari esigenze umanitarie, riuscendo anche a integrarli nel territorio tuderte grazie all’impiego nel settore edile, nella piccola industria, nel settore alberghiero e nella collaborazione domestica. Importante nel percorso l’apprendimento per gli stranieri della lingua italiana. Non sono poi da trascurare gli altri servizi erogati, dall’assistenza sanitaria fornita grazie a screening periodici, al “pocket money” di 2,50 euro al giorno accompagnato da altri emolumenti in denaro, fino al vitto, l’alloggio e all’abbigliamento. Il tutto coordinato dall’Istituto Artigianelli Crispolti, l’ente gestore del progetto. Il futuro è ancora tutto da stabilire, ma per il momento ci si aspetta di aumentare il numero degli ospiti accolti da 15 a 20, prevedendo anche l’accoglienza di donne con bambini, grazie all’incremento del numero dei mediatori culturali, a seconda della provenienza dei richiedenti, e con l’intenzione di favorire ancora di più il loro inserimento nel mondo lavorativo. “Anche se né l’Istituto Agrario, né il Servizio d’accoglienza della Caritas – ci ha spiegato Gilberto Santucci, dell’Istituto d’Istruzione Superiore Ciuffelli Einaudi di Todi – ha nella sua precipua missione quella del collocamento occupazionale, è molto importante sensibilizzare in tal senso. Ci siamo posti il problema, e l’obiettivo al quale si sta lavorando è quello di facilitare, come se la scuola fosse una sorta d’incubatore d’impresa, la nascita di una cooperativa costituita da rifugiati beneficiari di questo progetto di formazione che possa assolvere alle numerose richieste di manutenzione del verde provenienti dal territorio”. È proprio il caso di dire che chi semina, raccoglie.

Per info: vinoasylon.it

Il depliant: un progetto per i rifugiati

Su FB: Vino Asylon

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