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L’ultimo saluto ad Anna Maria, folla commossa ai funerali

Davide Baccarini

L’ultimo saluto ad Anna Maria, folla commossa ai funerali

Vescovo Cancian "Non potevamo fare proprio nulla per prevenire simile tragedia?" | Polemiche sulla mancata proclamazione del lutto cittadino
Mer, 06/01/2016 - 16:58

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L’ultimo saluto ad Anna Maria, folla commossa ai funerali

In un’atmosfera quasi surreale, a sottolineare una tragedia più grande della città stessa, questo pomeriggio è stata salutata, per l’ultima volta, la 55enne Anna Maria Cenciarini, uccisa a coltellate lo scorso 28 dicembre nel suo casolare di Varesina (sperduto vocabolo sulle colline di Città di Castello). Vicino alla salma della donna, arrivata in mattinata dall’ospedale di Perugia, dove nei giorni scorsi è stata effettuata l’autopsia, rivelatasi poi fondamentale per l’emissione dell’ordinanza cautelare in carcere a carico di Federico (tuttora detenuto nel carcere di Capanne), c’erano tutti i parenti più stretti: visibilmente distrutti e provati il marito Antonio, il figlio Christian con la moglie Jessica e i fratelli della donna.

Tantissime le persone intervenute nella piccola chiesa di San Pio X, rione in cui la donna aveva vissuto la sua gioventù e aveva deciso di risiedere con suo marito e i suoi figli prima di trasferirsi nelle campagne tifernati. A presiedere la funzione è stato il vescovo monsignor Domenico Cancian, che ha concelebrato la messa insieme a don Samuele Biondini (parroco del quartiere), padre Rosati e padre Biscarini (quest’ultimi due dei frati del Santuario di Belvedere, a pochi passi proprio dal casolare dove è avvenuto il delitto).

Con la voce più volte rotta dalla commozione il Vescovo Cancian ha cominciato la sua omelia cominciando a fare il seguente ritratto di Anna Maria: “Era una donna serena e sorridente, la cui vita era fatta di affetti veri, soprattutto la famiglia e il nipote Thomas. Una donna che ha tribolato sofferenze fisiche fin dall’età di 16 anni (problemi alla schiena che l’hanno costretta prima al busto e poi ad un’operazione). Si è sempre donata agli altri, specialmente alla sua famiglia e a Federico che aveva, ed ha, seri problemi. E lei andava avanti senza accusare impazienza e senza portare rancore, anzi chiedendo scusa se non poteva fare di più. Era anche una donna di fede: pregava soprattutto la sera e diceva agli altri di fare altrettanto. Lei stessa voleva le sue esequie a San Pio“.

A me e a tutti vorrei chiedere un sussulto di attenzione e responsabilità personale, familiare e sociale: ma proprio non potevamo fare nulla per prevenire una simile tragedia? E guardando il domani, quali impegni mi prendo perchè questi fattacci davvero inaccettabili, e guarda caso ancora a spese delle donne, non abbiano a ripetersi?

Cancian ha infine invitato tutti, in primis i parenti, a “non lasciarsi andare alla disperazione ma a seguire, sull’esempio dei re Magi, in un momento di oscurità come questo, a seguire una luce che indichi un’altra via

Alla fine della messa è stata letta anche la commovente lettera della nuora Jessica (moglie del figlio più grande Christian): “Ciao Anna, hai lasciato un vuoto immenso dentro di me. Aiutami da lassù in ricordo delle nostre risate. Ti sento sempre vicino, in ogni cosa che faccio ci sei. Sei stata la suocera che ho sempre voluto“. Il feretro di Anna Maria è quindi uscito fra gli applausi dei presenti. Il corpo verrà ora tumulato nel cimitero monumentale.

Polemiche – In questi giorni, dopo l’annuncio dei funerali di Anna Maria, hanno tenuto banco anche le polemiche, rimbalzate dalla piazza ai social, riguardanti la mancata proclamazione del lutto cittadino, come invece accadde per la tragedia di Lamberto, il 16enne tifernate morto a Riccione dopo aver assunto una dose mortale di ecstasy al Cocoricò. Molti cittadini e politici, infatti, hanno dimostrato il loro sdegno facendo presente che, nel giorno dei funerali della donna, oggi si sarebbe tenuta anche la festa della Befana in piazza Gabriotti.

Punto sulle indagini – Dopo l’interrogatorio di garanzia, in cui si è avvalso della facoltà di non rispondere, Federico ha incontrato il padre (nessuno sa cosa si siano detti), come da lui richiesto e a seguito della concessione del Gip Carla Giangamboni. Intanto i legali del 21enne, in attesa di valutare tutte le carte e per fugare gli ultimi dubbi su alcuni punti dell’ordinanza, hanno depositato il ricorso al Riesame, che nei prossimi giorni fisserà l’udienza. Federico, ancora “molto scosso e poco lucido” (come riferito dall’avvocato Bochicchio, anch’esso presente ai funerali), nei prossimi giorni potrebbe essere visitato da uno psichiatra. I carabinieri presto torneranno anche nel casolare sequestrato, dove solo la prova del luminol potrebbe fornire ulteriori e preziosi dettagli in quello che appare un luogo del delitto, stranamente, troppo “pulito”.

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