Terremoto, nuove disposizioni su puntellamenti e demolizioni | Ingv fa il punto sulle scosse

In 4 mesi registrate oltre 40.500 scosse | La nota della protezione civile sulle opere provvisioniali ad edifici pubblici e privati ed il video dei vigili del fuoco | Calano gli sfollati assistiti, i dati dei sopralluoghi Fast

share

A quattro mesi dal terremoto del 24 agosto e a quasi due da quello del 30 ottobre l’Ingv fa il punto delle scosse registrate, più di 40.500, che hanno riguardato un’area vastissima, coinvolgendo quattro regioni. Gli esperti dell’istituto nazionale di vulcanologia e geofisica hanno compiuto un’analisi della sequenza sismica iniziata con la scossa di 6 gradi che ha distrutto Amatrice e seguita da quelle del 26 ottobre di 5.9 nella zona di Visso e quella di 6.5 gradi con epicentro a Norcia (qui il contenuto del rapporto di sintesi sul terremoto del 30 ottobre). Nel frattempo le istituzioni continuano il loro lavoro sul fronte dell’assistenza agli sfollati e sulle misure in campo per la ricostruzione leggera, in attesa dell’avvio di quella pesante (le relative ordinanze sono attese per fine gennaio). In particolare sono state rese note delle disposizioni relative a demolizioni e puntellamenti.

Oltre 10mila scosse al mese in centro Italia

La mappa della sequenza sismica in Italia Centrale dal 24 agosto ad oggi, 24 dicembre. Le stelle sono gli eventi di magnitudo uguale o maggiore di 5.0.

La mappa della sequenza sismica in Italia Centrale dal 24 agosto al 24 dicembre. Le stelle sono gli eventi di magnitudo uguale o maggiore di 5.

A 4 mesi dal terremoto del 24 agosto scorso, di magnitudo M 6.0, che alle ore 3.36 ha colpito le province di Rieti e Ascoli Piceno, la sequenza sismica in Italia centrale ha superato le 40.500 scosse, interessando un’area molto estesa tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. E’ quanto evidenzia l’Ingv nel suo ultimo bollettino, datato 24 dicembre. Alle ore 14 del 24 dicembre, sono circa 880 i terremoti di magnitudo compresa tra 3 e 4; cinquanta quelli di magnitudo compresa tra 4 e 5; cinque quelli di magnitudo maggiore o uguale a 5 localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

numero-scosse

Numero giornaliero di terremoti e cumulata del numero degli eventi sismici nell’area interessata dalla sequenza sismica iniziata il 24 agosto

I terremoti più forti, oltre quello con cui la sequenza è iniziata, sono: quello di magnitudo M 5.4, avvenuto alle ore 4:33 del 24 agosto (epicentro a Norcia); quelli del 26 ottobre delle ore 19.10 (Castelsantangelo sul Nera) e delle 21.18 italiane (tra Castelsantangelo, Visso e Ussita), rispettivamente di magnitudo 5.4 e 5.9; infine l’evento del 30 ottobre, alle 7:40 ora italiana di magnitudo M 6.5 (tra Norcia e Preci). Le analisi – spiega l’Ingv – proseguono per seguire attentamente l’andamento delle scosse, per una mappatura di dettaglio degli effetti di superficie, per realizzare dei modelli di faglie che riescano a tener conto di tutti gli elementi osservati sul terreno e dal satellite.

Nuove disposizioni per puntellamenti e demolizioni

terremoto-piediripa-demolizione-norciaIntanto il 22 dicembre il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha inviato alle Regioni e ai soggetti attuatori una nota contenente le procedure per la realizzazione delle opere provvisionali. La nota specifica che il riferimento è agli interventi di puntellamento, o similari, e di demolizione, anche realizzati nell’ambito dei beni culturali e paesaggistici immobili.

Le opere provvisionali finalizzate alla salvaguardia della pubblica incolumità che interessano edifici. Se si tratta di puntellamenti, o similari, il sindaco è tenuto a darne immediata comunicazione al proprietario. In caso di demolizioni, il sindaco dispone l’intervento con propria ordinanza, avvalendosi , se necessario, della valutazione di un Gruppo tecnico di sostegno (Gts). Per quanto riguarda la realizzazione, il sindaco può richiedere che il puntellamento o la demolizione sia svolta dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco; se ciò non è possibile, si fa ricorso a una ditta privata. In relazione alle spese connesse a questa tipologia di attività, la copertura è assicurata dai fondi stanziati per l’emergenza, gestiti mediante le contabilità speciali istituite presso le quattro Regioni. In particolare, il Comune può procedere direttamente per importi inferiori ai 40mila euro, mentre per importi superiori deve acquisire preventivamente il nulla-osta della direzione di protezione civile della Regione, che è tenuta a esprimersi entro tre giorni.

Le opere provvisionali finalizzate alla salvaguardia della pubblica incolumità che interessano i beni culturali e paesaggistici immobili. Il Comune può procedere con puntellamenti o demolizioni solo se il bene non figura nell’elenco di quelli per cui l’Amministrazione dei Beni Culturali si è riservata l’intervento. In tutti gli altri casi, se si tratta di puntellamenti o similari, il Comune è tenuto a darne comunicazione al Segretariato Regionale del Mibact-Ministero dei beni, delle attività culturali e del turismo e alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio territorialmente competente. Se invece l’intervento consiste in una demolizione, totale o parziale, il Comune richiede l’autorizzazione preventiva alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio territorialmente competente. Per quanto riguarda gli oneri finanziari, la copertura di spesa è assicurata dai fondi stanziati per l’emergenza, con la possibilità per il Comune di procedere direttamente per importi inferiori ai 40mila euro o di chiedere il nulla-osta alla Regione per importi superiori.

Le opere provvisionali finalizzate a evitare ulteriori danni ai beni culturali immobili. Gli interventi che riguardano i beni culturali immobili che non rientrano negli elenchi definiti dal Soggetto Attuatore e che non sono finalizzati alla salvaguardia della pubblica incolumità ma a evitare ulteriori danni alle strutture, possono essere realizzati dal proprietario, possessore o detentore del bene, sia pubblico che privato. Se l’intervento consiste in un puntellamento, o similare, è necessario darne comunicazione al Segretariato Regionale Mibact e alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio territorialmente competente. Se si tratta di una demolizione, totale o parziale, è necessario richiedere preventivamente l’autorizzazione della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio territorialmente competente. Per quanto riguarda i soggetti pubblici, la realizzazione di questi interventi può procedere direttamente per importi inferiori ai 40mila euro o con il nulla-osta della Regione per importi superiori. Gli oneri finanziari sono a carico dei fondi stanziati per l’emergenza, gestiti mediante le contabilità speciali istituite presso le quattro Regioni. I soggetti pubblici possono anche richiedere che i puntellamenti e le demolizioni siano realizzati dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, dopo averne verificato le possibilità con il Soggetto Attuatore. Se il proprietario del bene è un soggetto privato, l’intervento di puntellamento o demolizione è realizzato a propria cura e a proprie spese.

Le opere provvisionali finalizzate a evitare ulteriori danni ai beni paesaggistici immobili. Gli interventi che riguardano i beni paesaggistici immobili che non sono finalizzati alla salvaguardia della pubblica incolumità ma a evitare ulteriori danni alle strutture, possono essere realizzati dal proprietario, possessore o detentore del bene, sia pubblico che privato. In entrambi i casi il proprietario, che realizza gli interventi a propria cura e a proprie spese, è tenuto a informare il Comune dell’intenzione di procedere autonomamente. In caso di puntellamento o intervento simile, il proprietario è tenuto a darne comunicazione al Segretariato Regionale Mibact e alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio territorialmente competente. Se invece l’intervento consiste in una demolizione, totale o parziale, il proprietario richiede l’autorizzazione preventiva alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio territorialmente competente.

Diminuiscono ancora gli sfollati assistiti, sparite le tende sparse in Umbria

 

Sul fronte dell’assistenza alla popolazione, diminuiscono ancora gli sfollati assistiti dal sistema nazionale di protezione civile, a fronte di quelli che hanno provveduto all’autonoma sistemazione. Alla data del 24 agosto, risultano assistite meno di 12.600 persone. In particolare, sono circa 2.960 gli assistiti in palazzetti, centri polivalenti e strutture allestite ad hoc nel proprio comune e meno di 3.300 le persone in strutture ricettive distribuite sul territorio locale, mentre poco più di 6.330 sono ospitate presso gli alberghi lungo la costa adriatica e sul lago Trasimeno. In Umbria non risulta più nessuno assistito in tende sparse.

Nella Regione Marche sono poco più di 8.200 gli assistiti: circa 1.550 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale, oltre 1.950 in strutture ricettive sul territorio e poco più di 4.700 negli alberghi della costa. In Umbria gli assistiti sono quasi 2.800: circa 1.200 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale, quasi 500 in strutture ricettive sul territorio, poco più di 1.100 negli alberghi individuati in altre aree nella stessa Regione e sul lago Trasimeno. Per quanto riguarda invece i cittadini del Lazio, gli assistiti sono quasi 600: circa 480 hanno trovato alloggio negli alberghi della costa adriatica e oltre 100 presso gli alloggi del piano CASE e MAP messi a disposizione in Abruzzo. Infine, nella Regione Abruzzo gli assistiti sono poco più di 960: meno di 220 presso gli alloggi del piano CASE e MAP e poco meno di 750 in strutture ricettive sul territorio.

Proseguono le verifiche Fast, poi entro 30 giorni le perizie giurate

terremoto-eggi-tecnici-dicomacLe squadre di tecnici ed esperti abilitati per le verifiche di agibilità con procedura FAST (Fabbricati per l’Agibilità Sintetica post-Terremoto) sugli edifici privati, attivata dopo gli eventi sismici del 26 e del 30 ottobre nelle Regioni Umbria, Abruzzo, Marche e Lazio hanno effettuato secondo i dati forniti dalle Regioni alla Dicomac, aggiornati al 23 dicembre, complessivamente 44.598 verifiche su edifici privati: 20.699 nelle Marche, 14.182 in Umbria, 8.273 in Abruzzo e 1.444 nel Lazio. Gli edifici risultati agibili sono complessivamente 20.030, mentre sono 13.290 gli esiti di “non utilizzabilità” per temporanea, parziale o totale inagibilità, oltre a un 1.252 edifici che, pur non essendo danneggiati, risultano “non utilizzabili” per solo rischio esterno. A questi si aggiungono 10.026 edifici per i quali le squadre non hanno avuto la possibilità di accedere agli immobili e, pertanto, sono necessari ulteriori sopralluoghi. Ovviamente ai sopralluoghi Fast si aggiungono quelli Aedes già effettuati nei mesi passati.

In particolare, nella Regione Marche su 20.699 verifiche effettuate sono 16.766 gli esiti attribuiti: risultano 8.010 edifici agibili (quasi il 48% degli esiti), 647 che, pur non essendo danneggiati, risultano “non utilizzabili” per solo rischio esterno e 8.109 “non utilizzabili” perché danneggiati. Sono quasi 4mila, invece, le verifiche per le quali non è stato possibile attribuire un esito. Nella Regione Umbria su 14.182 verifiche effettuate sono 10.300 gli esiti attribuiti: risultano 6.918 edifici agibili (il 67% degli esiti) e 338 “non utilizzabili” per solo rischio esterno, mentre sono 3.044 gli esiti di “non utilizzabilità”. Sono infine circa 3.882 i sopralluoghi che risultano senza esito. Nella Regione Abruzzo su 8.273 verifiche effettuate sono 6.573 gli esiti attribuiti: sono risultati 4.334 edifici agibili (quasi il 66% degli esiti), 237 “non utilizzabili” per solo rischio esterno e 2.002 “non utilizzabili”. Sono invece 1.700 gli esiti non attribuiti. Nel Lazio, su 1.444 verifiche effettuate, sono 933 gli esiti attribuiti: risultano 768 gli edifici agibili (oltre l’82% degli esiti), 30 “non utilizzabili” per solo rischio esterno e 135 “non utilizzabili”. Sono invece 511 le verifiche per le quali non è stato possibile attribuire un esito.

Le verifiche Fast proseguiranno a tappetto in tutto il territorio. Per quelle il cui esito è di non utilizzabilità, i proprietari devono entro 30 giorni provvedere ad incaricare un tecnico privato che, attraverso una perizia giurata, compilerà una scheda Aedes (qui tutte le disposizioni su ricostruzione, sopralluoghi e contributi).

share

Commenti

Stampa