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TERREMOTO DEL '79 DIMENTICATO, RICOSTRUZIONE DA COMPLETARE

Redazione

TERREMOTO DEL '79 DIMENTICATO, RICOSTRUZIONE DA COMPLETARE

Gio, 04/10/2007 - 10:41

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In occasione del 28° Anniversario del terremoto del 1979 in Valnerina (19 settembre) il consigliere provinciale del Gruppo misto Lorenzo Delle Grotti ha fatto pervenire una lettera ad una serie di autorità tra cui i Presidenti della Repubblica, del Consiglio dei Ministri, della Regione dell'Umbria e della Provincia di Perugia in cui si fa notare come “il terremoto del 1997, oltre a creare nuovi e gravi danni, strutturali ed economici, soprattutto nella parte occidentale della Valnerina, Sellano, Preci e Cerreto, abbia fatto cadere nell'oblio il sisma precedente”. “Il mancato rifinanziamento della Legge 115 del 1980, e il mancato inserimento delle vecchie pratiche nel quadro dei nuovi interventi finanziati con le leggi ad hoc per il sisma del 1997 – scrive Delle Grotti – hanno di fatto bloccato l'ultimazione dell'opera di ricostruzione in gran parte della Valnerina, con il risultato di aver creato situazioni di disparità sia tra i comuni che tra i cittadini”. Per il consigliere provinciale il caso più eclatante è sicuramente quello della mancata erogazione dei contributi ai cittadini che hanno ricostruito le proprie abitazioni a proprie spese ai sensi dell'art. 18 della Legge 26 del 1982, sicuri del rimborso delle somme anticipate. “Ad oggi – riferisce Delle Grotti – soltanto i cittadini di 6 comuni hanno ricevuto il rimborso dovuto, mentre i cittadini dei comuni di Norcia, Monteleone, Preci e Cerreto a causa della mancanza di fondi sulla vecchia legge, sono ancora in attesa che lo Stato o la Regione rimborsi loro le somme anticipate. Questa situazione di stallo ha poi lasciato aperto alcune ferite che attendono ancora di essere sanate, come nel caso di San Marco di Norcia, il paese che in occasione del sisma del 1979 ha registrato il più alto numero di vittime, e che in gran parte deve ancora essere ricostruito, compresa la chiesa del cimitero, lasciando questo antico Castello in uno stato spettrale che sicuramente ha contribuito a far spopolare questo raro esempio di architettura medioevale. Altri antichi castelli sono ancora interamente da ricostruire come Belforte di Preci, Biselli di Norcia, Postigano di Sellano, Umbriano di Ferentillo, Roccagelli di Vallo di Nera etc.”. Tuttavia, è sempre il pensiero del consigliere provinciale, i ritardi maggiori si riscontrano nella ricostruzione, ristrutturazione e salvaguardia dei beni culturali, storici e religiosi. “A causa di scelte discutibili – recita la lettera – ma anche per il disinteresse delle autorità competenti, un cospicuo patrimonio artistico e architettonico è andato perduto o si trova in pessimo stato di conservazione (come si può evincere dal volume fotografico allegato alla presente). Ancora oggi infatti decine e decine di chiese e luoghi di culto sono da ristrutturare o stanno cadendo in rovina nell'indifferenza più totale, basti ricordare il tempio bramantesco della Madonna della Neve a Castel S. Maria di Cascia (visitato dal Papa nel 1980), S. Claudio di Serravalle di Norcia, S. Giovanni e la Madonna della Quercia a Valcaldara di Norcia, la Chiesa di Montesanto e Villamagina di Sellano, alcune chiese di Campi e di San Marco di Norcia, la chiesa di Piandoli di Cascia che, danneggiata dal sisma del 1962, attende ancora di essere ricostruita. Tutto ciò mentre si ristrutturano chiese poste lontano dalla zona dell'epicentro, e che comunque non hanno subito per ben tre volte la violenza del sisma come in Valnerina. Analoga situazione si verifica anche per alcuni monasteri e conventi e per tutto il sistema fortificato medievale, fatto di numerosi torri e castelli, che vanno dalle Rocche di Ferentillo, fin nel cuore dei Monti Sibillini. Ma anche per palazzi blasonati come la Castellina del Vignola a Norcia, sede del Museo Civico-Diocesano che dopo 28 anni dal sisma attende ancora l'ultimazione dei lavori di ristrutturazione, o la ex Villa del Seminario, dove i lavori invece non sono mai iniziati”. Nella lettera Delle Grotti auspica che le Istituzioni interessate “vorranno verificare le problematiche in campo, e soprattutto vogliano attivarsi per dare soluzioni adeguate al completamento dell'opera di ricostruzione in Valnerina, andando, in particolare, a rivedere alcuni degli aspetti legislativi che regolamentano questa materia: rifinanziamento della Legge 115/80 o, in alternativa, consentire ai cittadini che hanno fatto domanda per le concessioni contributive sulla L.R.50/80, la possibilità di trasferire ad oggi la propria domanda nella L.R. 30/98 per usufruire dei benefici del nuovo sisma; rifinanziamento delle vecchie leggi del sisma 1979, o di un fondo speciale nella nuova Finanziaria 2008, o in alternativa la costituzione di un fondo specifico nella L.R. 30/98 al fine di concedere il contributo ai cittadini che hanno ricostruito, con i propri soldi, in tutto o in parte la propria abitazione ai sensi dell'Art.18 della L.R. 26 del 1982; rifinanziamento delle leggi comprendenti provvidenze per il risanamento del patrimonio storico, artistico e religioso danneggiato dai terremoti del 1962, del 1979 e 1997, al fine di salvare dal degrado i numerosi Beni Culturali della Valnerina, ma anche del resto dell'Umbria, ancora da ristrutturare, dando priorità alle opere strutturali e al completamento delle opere già iniziate”. Delle Grotti si dice infine certo che verrà confermato, anche nelle situazioni sopra descritte della Valnerina, l'encomiabile impegno dimostrato dallo Stato, dalla Regione e dalle Istituzioni Locali, per la ricostruzione delle zone terremotate del resto dell'Umbria.


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