Terni ‘non è un paese per giovani’ | Figuraccia del sindaco sui ‘vandali ternani’

Terni ‘non è un paese per giovani’ | Figuraccia del sindaco sui ‘vandali ternani’

Il caso della panchina rotta a San Francesco | E’ stato un anziano alla guida della propria auto

share

La panchina di San Francesco è stata danneggiata involontariamente da un anziano alla guida della propria auto; è quanto ricostruito dalla Polizia Municipale di Terni, dopo l’incidente del 2 gennaio che aveva indotto il sindaco Leonardo Latini a prendersela con ”atti vandalici dei giovani”, con tanto di paternale “non tollero questi atti vandalici ha scritto su Facebook il sindaco leghista intervenire nelle scuole, parlare con i giovani dell’importanza delle regole, del vivere civile, del rispetto degli altri e della città in cui si vive”.

Un post troppo frettoloso con il quale si è ricercato il colpevole nel ‘giovane sbandato’, per giustificare, forse, decisioni politiche che stanno rendendo la città non proprio a misura dei giovani stessi. Non che la precedente giunta abbia brillato in fatto di politiche giovanili, ma il tanto sbandierato cambio di passo è diventato un passo indietro.

Aspettare almeno che gli agenti della Polizia locale potessero visionare i filmati registrati dalle telecamere presenti in zona sarebbe stato sicuramente più prudente; ma è stata più forte la spinta a ‘giustificare’ il bisogno di sicurezza a tutti i costi, cavallo di battaglia della Lega che, appunto, ha invece organizzato un corso l’uso dello spray al peperoncino. Una brutta figura che, ai tempi dei social, rimane impressa e contribuisce a creare nei ‘giovani’ (termine troppo generico e ‘vuoto’, ma funzionale a indicare una precisa categoria di cittadini) un senso di ‘oppressione’ e scarsa considerazione.

Si ricordi ‘l’ordinanza decoro’ contro skate e parkour, attività praticate tipicamente dai giovani, che il sindaco è stato ‘costretto’ a ritirare vista la veemente protesta dei cittadini. Con intelligenza, Latini si è reso conto che il testo proposto era troppo coercitivo e non in linea con le aspettative dei cittadini, ma permangono segni e segnali di scarsa attenzione nei confronti del mondo giovanile. Come la decisione di ‘chiudere’, dopo 13 anni, il Centro di Palmetta (gestito dall’associazione Demetra) per mancanza di norme di sicurezza e fondi, come giustificato dall’assessore Elena Proietti, argomento sul quale è intervenuto il consigliere di Senso Civico, Alessandro Gentiletti “L’assessore non ha spiegato quali siano questi impianti non a norma e quanto serva per adeguarli? Si deve fare immediatamente chiarezza. La decisione ha l’odore dell’ennesimo atto di persecuzione nei confronti dei giovani e della creatività”.

share

Commenti

Stampa