SUCCESSO DEL CONVEGNO AVIS SU PARKINSON E ALZHEIMER. TANTE CONFERME E FLEBILI SPERANZE (foto) - Tuttoggi.info

SUCCESSO DEL CONVEGNO AVIS SU PARKINSON E ALZHEIMER. TANTE CONFERME E FLEBILI SPERANZE (foto)

Redazione

SUCCESSO DEL CONVEGNO AVIS SU PARKINSON E ALZHEIMER. TANTE CONFERME E FLEBILI SPERANZE (foto)

Lun, 15/02/2010 - 11:51

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Tantissima gente, tanto da non trovare posti a sedere, al Convegno medico-scientifico organizzato, sabato 13 febbraio scorso, dall'Avis Spoleto sulle problematiche legate alle malattie del Parkinson e dell'Alzheimer. Gente comune, medici, infermieri, personale delle cooperative sociali, autorità civili. Tra quest'ultimi il presidente del Consiglio Comunale, Stefano Lisci; il consigliere regionale, Luigi Masci; quelli provinciali, Giampiero Panfili e Laura Zampa, molti consiglieri comunali, l'ex sindaco, Massimo Brunini; il segretario della Fondazione Carispo, Sergio Zinni. Il saluto ai presenti, come da programma, è stato portato dal presidente dell'Avis, Sergio Grifoni, che ha voluto soprattutto motivare l'iniziativa del Convegno ed ha colto l'occasione per informare l'attenta platea, sia sui risultati lusinghieri conseguiti in questo ultimo anno dall'Associazione, che sui propositi per il 2010, anno che sarà dedicato soprattutto ai giovani. Il sindaco, Daniele Benedetti, oltre a portare il saluto della città, ha voluto soffermarsi sull'importanza che occorre riservare alla patologia delle malattie in discussione, auspicando la messa in campo di tutte le forze strategiche ed operative che il territorio dispone, per creare sane sinergie a favore dei malati e dei loro famigliari. La parentesi dedicata ai saluti, si è conclusa con l'intervento della dott.ssa Goretta Morini, presidente regionale Ammalati di Alzheimer, che ha auspicato la creazione di nuovi punti di ascolto, in modo che in tutta la Regione si possa parlare lo stesso linguaggio, soprattutto nei confronti dei famigliari dei malati. L'auspicio si è esteso anche per la messa in cantiere di nuovi ambulatori per la diagnosi precoce, nonché per strutture in grado di ospitare ricoveri di sollievo. La relazione ufficiale è stata affidata al prof. Paolo Calabresi, direttore della clinica neurologica dell'Università di Perugia. Con apprezzabile chiarezza, il noto ricercatore (come ha amato definirsi) ha messo a nudo le criticità legate alla specifica patologia, nonché i traguardi sino ad ora raggiunti per curarla. 300 sono, per esempio, i ricoveri che, ogni anno, registra la clinica neurologica perugina, e di questi pazienti malati di Parkinson, almeno il 10% hanno un'età inferiore ai 50 anni. I fattori di rischio sono vari, compresi quelli genetici ed ambientali, che comunque portano all'impazzimento di alcune cellule del cervello che moriranno velocemente. Il cervello stesso diminuirà così di peso, aumenteranno le cavità cerebrali ed appariranno le classiche placche. Le cure e la ricerca sono proprio focalizzate sull'evitare la formazione di queste placche. Oggi come oggi, comunque, la malattia può essere gestita anche per un periodo di venti anni. La cosa comunque di per se strana, è che il malato non si rende conto della stessa, fino a quando il 90% delle cellule non è degenerato. Il prof. Calabresi ha concluso il suo intervento precisando che nella ricerca, ancora oggi, non c'è alcuna evidenza scientifica che i trapianti di cellule staminali possano apportare dei benefici. Dal canto suo la clinica perugina, ha in animo la promozione di una piattaforma di neuroscienza, nella quale assemblare le esperienze maturate nei vari comparti, come quello biochimico, farmacologico, anatomico, utili per fare qualche passo in avanti nella ricerca. Anche il dott. Francesco Pezzella, neurologo spoletino, si è soffermato sulla patologia del Parkinson, definita dallo stesso come malattia cronica con peggioramento progressivo. Vengono colpite 180 persone ogni 100.000; il 5% ha meno di 40 anni; l'80% dei malati ha una forma di gravità medio/lieve, il 20% grave. La diagnosi non può essere precoce, ma deve maturare in almeno sei mesi di adeguati controlli e test farmacologici. L'importante è che il malato non venga trattato prima di aver esperito tutti gli esami necessari che, generalmente, sono: spect, pet, risonanza, doppler, tac. Il problema principale dei malati di Parkinson, secondo Pezzella, non è il tremore, ma la difficoltà nella comunicazione e nel portare a termine un ragionamento. Avvertono il bisogno di ricevere maggiori informazioni ed un'assistenza multi-disciplinare. E' toccato infine alla dott.ssa Anna Laura Spinelli, geriatra del locale Nosocomio, parlare di Alzheimer, ed ha esordito con un plauso ai tanti volontari impegnati nella gestione della malattia. L'Alzheimer, ha ribadito la Spinelli, è la malattia della complessità, che compromette la corteccia cerebrale dell'individuo, che non sa dove avverte dolore, ma stenta a riconoscere, compie gesti banali, palesa disturbi comportamentali, prova allucinazioni, diventa apatico. Colpisce principalmente le persone anziane ma, viste le aspettative di vita, sarà la malattia che nei prossimi decenni subirà la maggiore impennata, a differenza di tante altre patologie che, invece, si stabiliscono in valori ripetuti. In Italia ogni anno si ammalano di Alzheimer 200.000 persone (il 40% degli ultra-ottantenni). La demenza causata dalla malattia, ci sarà solo quando il soggetto sarà incapace di svolgere la normale vita quotidiana, anche se la diagnosi sarà sempre probabile, poiché quella certa al 100% potrà essere tratta solo dall'autopsia. La proteina colpevole dell'Alzheimer, è l'amiloide, che va a depositarsi ed accumularsi nel cervello. Anche per l'Alzheimer incidono tanti fattori, come la predisposizione familiare (cromosoma APO E Epsilon4), quella ambientale, il fumo etc. L'alta scolarità, ovvero la creazione di una riserva cerebrale maggiore e migliori stili di vita, potrebbero, per esempio, ritardare il sopraggiungere della malattia. Un problema è anche per i famigliari che devono assistere senza pausa il malato. Il 66% di loro deve abbandonare il proprio lavoro; il 10% chiede il part-time. Dopo un lungo dibattito con il pubblico presente, è stata la Direttrice Generale dell'ASL 3, ha informato sulle iniziative che l'Azienda Sanitaria sta mettendo in campo in proposito, garantendo nel contempo l'impegno affinché tutte le componenti ospedaliere si mettano insieme per poter offrire un servizio adeguato, sia ai malati che ai loro familiari.


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