Si apre il dibattito ad Assisi per una statua gigante alla Rocca Maggiore. E nel mondo polarizzato dei social, l’idee di un gruppo di mecenati è stata sin da subito bocciata, perché – questo il succo dei commenti riferibili – si tratta di “un’idea in contrasto con lo spirito francescano: si valorizzi e si protegga la città dall’overtourism, invece di incentivare il turismo da selfie”.
La città tra l’altro è di per sé un monumento al francescanesimo, con le sue due basiliche papali – e senza citare Rivotorto, San Damiano e l’Eremo delle Carceri, oltre a Santa Chiara, discepola del Poverello; e detto che l’Unesco ha dato il suo riconoscimento anche per la capacità di Assisi di conservare per secoli il suo paesaggio originario che la statua probabilmente stravolgerebbe, in una città dove persino il colore dei coppi e degli infissi è regolamentato, l’idea di Federico Milletti, titolare di una società di marketing digitale a Perugia e che è a capo di un gruppo di mecenati che vorrebbe realizzare una maxi statua da 21 metri con le fattezze del Poverello, da posizionare alla Rocca in un simbolico abbraccio alla città e alla valle umbra, e dunque all’Umbria, al momento incontra più “fischi “no grazie” che applausi.
Milletti, riporta in esclusiva il Corriere dell’Umbria sabato 9 agosto 2025 mattina, ha incontrato in maniera informale il sindaco Valter Stoppini; che, contattato proprio dal Corriere, ricorda come “il territorio di Assisi è fortemente vincolato: i passaggi sono tanti – tra l’altro bisogna sentire anche il consiglio comunale e credo sul tema debbano esprimersi anche i cittadini – al signor Milletti abbiamo consigliato di presentare un progetto, chiedere il parere della Soprintendenza, e – se questo sarà positivo – sicuramente con gli uffici li supporteremo dove possibile. La collocazione che vorrebbero, alla Rocca, è sicuramente improbabile, per non dire impossibile: ma si potrebbero trovare degli spazi con meno restrizioni e di pari valore”. Lo stesso Milletti, che pure spera nella Rocca Maggiore, si dice aperto ad altre possibilità: “Speriamo che questa richiesta (della Rocca, ndr) possa essere accettata, sappiamo che ci sono dei vincoli paesaggistici, ma contiamo di ottenere tutte le autorizzazioni. In caso contrario, potremmo realizzarla sul Subasio”, l’altra proposta.
Che peraltro non è nuova, come ricorda lo storico e scrittore Ezio Genovesi nel libro ““Assisi 1926 – La Nova Civitas ai tempi del podestà Arnaldo Fortini”: già cento anni fa, infatti, venne discussa (e bocciata) un’idea simile: allora il comitato nazionale creato nel 1926 per il settecentenario della morte del Poverello arrivò addirittura a lavorare su dei bozzetti, ma a mobilitarsi furono società civile e intellettuali, tra cui Gabriele D’Annunzio, che sottolinearono la possibile ompromissione che la statua avrebbe creato a quel paesaggio dove il Poverello visse e operò e la cui tutela è, nel messaggio di Francesco, fondamentale.
