Spoleto64, Angelin Preljocaj e Flora Détraz protagonisti nella Danza dell’ultimo Weekend - Tuttoggi

Spoleto64, Angelin Preljocaj e Flora Détraz protagonisti nella Danza dell’ultimo Weekend

Redazione

Spoleto64, Angelin Preljocaj e Flora Détraz protagonisti nella Danza dell’ultimo Weekend

Mer, 07/07/2021 - 17:56

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L'8 luglio l’Accademia di Santa Cecilia: il Coro, diretto da Alvise Casellati, è impegnato in musiche di Gustav Holst, Giya Kancheli e Leonard Bernstein

Sono in scena da venerdì 9 luglio gli spettacoli di danza dell’ultimo weekend del Festival dei Due Mondi. Alle ore 16 al Teatro Caio Melisso Spazio Carla Fendi (con una seconda recita il giorno successivo) debutta Muyte Maker della giovane coreografa franco-portoghese Flora Détraz: Mathilde Bonicel, Inês Campos, Agnès Potié e la stessa Détraz costruiscono una rappresentazione della donna nella società patriarcale attraverso una serie di episodi divertenti e scabrosi.

«Muyte Maker deriva dall’antica lingua fiamminga – spiega Détraz. Significa “ammutinamento”, ma anche “gabbia per uccelli”. Questo doppio senso, che evoca sia la libertà che l’intrappolamento, credo si adatti molto bene al pezzo. E poi mi piace molto anche la sonorità di queste due parole combinate. Nessuno sa davvero come pronunciarle bene e questo conferisce loro un potenziale per significati immaginari. Alla fine, mi interessava il fatto che questo concetto avesse un forte significato sotterraneo e che provenisse da una lingua ancestrale, quasi criptata».

Alle ore 20:30 al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti è in programma l’attesa produzione di Le Lac des cygnes firmata del coreografo Angelin Preljocaj, che presenta il capolavoro musicale di Pëtr Il’ič Čajkovskij, affiancandogli arrangiamenti contemporanei del collettivo 79D. Pur restando fedele alla struttura drammaturgica del celebre balletto, Preljocaj porta in scena la sua versione del mito del danzatore-cigno focalizzandosi sugli impulsi di ciascun personaggio con uno sguardo all’ecologia e al futuro.

Una metropoli industriale, l’acqua che sparisce a causa del riscaldamento globale, il cigno nero in via d’estinzione, come racconta il coreografo: «sulle rive di un lago, Rothbart vuole sfruttare un giacimento di energia fossile. Una giovane ragazza, Odette, sembra sventare i suoi piani, lui la trasformerà in un cigno. Altrove, a una festa, Siegfried va ad opporsi al padre che vuole unire le forze con Rothbart per costruire una fabbrica sulle rive del Lago dei Cigni», racconta.

Domani sera alle ore 20.30 in Piazza Duomo è in programma il primo appuntamento del weekend con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia: il Coro, diretto da Alvise Casellati, è impegnato in musiche di Gustav Holst, Giya Kancheli e Leonard Bernstein con un ridotto organico strumentale e le voci soliste di Daniela Petrini, Daniela Salvo, Andrea D’Amelio, Francesco Toma, la voce bianca di Manfredi Proietti Toppi e il quartetto di sassofoni Bros Quartet.

Grazie alla collaborazione con Confcommercio Umbria mandamento Spoleto, gli spettatori potranno usufruire di un pacchetto che comprende l’ingresso allo spettacolo e la cena dopo lo spettacolo.

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