Spoleto56, magia e perdono a Tempéte di Irina Brook / Successo del 2° capitolo della Trilogie des Iles - Tuttoggi

Spoleto56, magia e perdono a Tempéte di Irina Brook / Successo del 2° capitolo della Trilogie des Iles

Redazione

Spoleto56, magia e perdono a Tempéte di Irina Brook / Successo del 2° capitolo della Trilogie des Iles

Dom, 07/07/2013 - 11:15

Condividi su:


Carlo Vantaggioli

Non si può parlare di Tempéte, secondo capitolo della Trilogie des Iles di Irina Brook, senza prima aver detto quanto sia stato indovinato ambientare questa messa in scena di Spoleto56 proprio nell'ex-chiesa di San Simone. Ha dell'incredibile l'effetto che può fare un luogo vissuto ed abbandonato come questo, sullo spettatore che si accinge ad assistere agli spettacoli della trilogia che si svolge su isole, con tutto quello che ne consegue in termini di filosofia, psicologia umana e urgenza di vivere. Il solo ingresso, prima di raggiungere la struttura in tubi delle gradinate davanti all'abside, è un pezzo dello spettacolo. Mura scrostate, piene di rattoppi e buchi di ex alloggiamenti per decori preziosi o quadri, con un senso della precarietà legata al tempo inesorabile che ne fa una nuova isola abbandonata, la quarta di questa storia.

E' l'Arte come sempre a fare la differenza a render meno “bruti”, far tornare a nuova vita, e suscitare nuovi sentimenti come il perdono, il filo conduttore di Tempéte, liberamente tratto dalla Tempesta di Shakespeare. Recita il programma di sala: “Andiamo poi a naufragare sull’isola di Prospero: un luogo all’apparenza magico, dove regnano musica e incantesimi. Ma vi si può intuire un lato oscuro: l’isola è sotto il potere di un potente tiranno: l’esoterico mago-chef Prospero. Gli unici abitanti di questo reame sono sua figlia Miranda, il mostro Calibano ed uno spirito dell’isola, Ariel, giovani che condividono, ciascuno a suo modo, un unico sogno: sfuggire al potere patriarcale di Prospero, per conquistare infine l’indipendenza e la libertà. Quest’isola suscita degli interrogativi sugli aspetti più reconditi del cuore dell’uomo: come può accettare che le persone che amiamo siano libere? Lasciare che siano sé stesse? Come si può controllare il proprio ascendente e potere per non abusare degli altri? Ed in ultimo, come riuscire a perdonare?”

Un tema affascinante quanto impervio che, nel finale studiato da Irina Brook, vede in fondo il legame tra le persone come un anello della vita che non si spezza mai definitivamente e che ricorre, magari in tempi e circostaneze diverse, dove è anche possibile vivere sprazzi di libertà assoluta. Tutto ciò incarnato nella storia vista a Spoleto dal mostro Calibano che, anche se reso libero dal suo Magister, alla fine tornerà dal suo Prospero ormai non più mago, ma uomo tra gli uomini. Tanto è semplice la voglia di vivere il finale della storia da parte di Prospero e Calibano tanto è invece prepotente l'esuberanza di tutti gli altri protagonisti che si dileguano dopo la Tempesta che li ha messi tutti in uno stato di precarietà e dipendenza nei confronti di chi, come Prospero, ha badato al benessere di tutti. Anche il peggiore dittatore accampa sempre una attenuante alle sue azioni vessatorie: è ragionevolmente convinto di fare le cose per l'interesse superiore, o del popolo o della nazione. La differenza che Tempéte propone è la via della redenzione, dell'abbandono delle “cariche” e delle “insegne” del comando per lasciare liberi tutti, anche di sbagliare. Calibano vuole uccidere il Magister Prospero, ma quando si rende conto, prima di colpirlo, che questo è ormai solo un uomo che lo guarda intensamente e lo invoca con voce rotta dalla disperazione, si libera lui stesso dalla schiavitù della vendetta.
Un pezzo di teatro fantastico in un contesto ambientale che rende tutti gli spettatori liberi o schiavi in un percorso che termina solo con un applauso liberatorio.
Delizioso il libero adattamento di Irina Brook che da una traccia shakespeariana, si inventa un Prospero chef napoletano, che fonda tutto il suo sapere sulla magia della cucina come alchimia degli ingredienti, usa termini esoterici e studia il V.I.T.R.I.O.L (Visita Interiora Terrae, Rectificando, Invenies Occultum Lapidem) rosacruciano, come percorso di sublimazione di chi è bisognoso di rinascere. Il tutto su una battigia isolana, tra bandoni di metallo e pentolame vario, qualche vestito stropicciato ed una radio che si accende e si spenge allo schioccare di dita del mago prestidigitatore Prospero.
Ma Tempéte è anche divertimento, e nel dramma della storia si intravede comunque un finale di speranza, come quella che rende solidali gli spettatori di ieri (6 luglio ndr.) a San Simone, allorquando un piccione (tra i tanti abitanti delle mura abbandonate) decide di volteggiare sopra le teste degli stessi, con “grave” rischio di incontinenza sugli umani, tanto per ribadire chi comanda li, nella quarta isola. Ma tutto finisce bene, appunto. Innegabile il fascino che provoca l'uso “folle” delle lingue per la rappresentazione, inclusa quella muta dei sottotitoli. Inglese, Francese, Italiano e Napoletano.

L'unico paragone possibile per la babele di lingue è la scena famosa del film Il Nome della Rosa, dove il monaco dulciniano Salvatore parla una lingua tutta sua, fatta di tanti pezzi di quelle del mondo.
E bravissimi gli attori tra cui svettano un Ariel (Scott Koehler) e un Calibano (Hovnatan Avedikian), superbi.

Tempete sarà ancora in scena a San Simone il 10-11-13 luglio.

Tempête !
tratto da William Shakespeare
personaggi e interpreti
Caliban -Hovnatan Avedikian
Prospero, Stefano- Renato Giuliani
Ariel -Scott Koehler
Ferdinand, Trinculo -Jeremias Nussbaum
Miranda -Ysmahane Yaquini

Riproduzione riservata


Condividi su:


Aggiungi un commento

"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Lascia i tuoi dati per essere tra i primi ad avere accesso alla Nuova Versione più Facile da Leggere con Vantaggi e Opportunità esclusivi!

true Cliccando sul pulsante dichiaro implicitamente di avere un’età non inferiore ai 16 anni, nonché di aver letto l’informativa sul trattamento dei dati personali come reperibile alla pagina Policy Privacy di questo sito.

"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Grazie per il tuo interesse.
A breve ti invieremo una mail con maggiori informazioni per avere accesso alla nuova versione più facile da leggere con vantaggi e opportunità esclusivi!