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Sostanze cancerogene a due passi dal Tevere, sequestrato intero stabilimento

Redazione

Sostanze cancerogene a due passi dal Tevere, sequestrato intero stabilimento

Sab, 09/04/2022 - 09:06

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I carabinieri hanno posto i sigilli ad un impianto specializzato nella produzione di sottofondi stradali, conglomerati edilizi e recupero rifiuti speciali di Sansepolcro (Ar)

E’ stato sequestrato ieri mattina (8 aprile), a Sansepolcro (Ar), un impianto specializzato nella produzione di sottofondi stradali, conglomerati edilizi e recupero rifiuti speciali. Sul posto a mettere i sigilli, su disposizione della Procura di Arezzo, vi erano i carabinieri di Arezzo insieme ai forestali biturgensi.

La misura prevede, come detto, chiusura e contestuale sequestro di stabilimento, beni strumentali e anche di un’area golenale del fiume Tevere interessata dal ciclo produttivo della società. Tra i reati ipotizzati – riferiscono i carabinieri – ci sono illecita gestione dei rifiuti speciali, ampliamento illecito del ciclo produttivo, violazione di prescrizioni ambientali, smaltimento su suolo e acque superficiali di rifiuti liquidi pericolosi di tipo cancerogeno, emissioni diffuse incontrollate in atmosfera e getto pericoloso di polveri cancerogene.

L’indagine era partita nel 2021 con un primo esame della documentazione utilizzata dalla società per le autorizzazioni necessarie per l’esercizio dello stabilimento, i cui accertamenti avrebbero riscontrato un impianto gestito in modo diverso da quello dichiarato e anche numerose violazioni ambientali: il ciclo produttivo risultava esteso a superfici a destinazione agricola, parte dei piazzali dichiarati impermeabilizzati non risultavano pavimentati nonostante fossero a poche decine di metri dal Tevere e sugli stessi fossero stati stoccati migliaia di metri cubi di rifiuti.

Il quantitativo dei rifiuti fresati d’asfalto stoccati superava di 10 volte il consentito. E’ stato inoltre accertato lo smaltimento dei rifiuti liquidi nel sottosuolo, suolo e acque superficiali derivanti dagli stoccaggi illeciti e mancanza di contenimento delle emissioni diffuse in atmosfera. Successive analisi chimiche, su acque, superfici suolo e sottosuolo, hanno evidenziato la presenza di benzene cancerogeno e di amianto con ripercussioni sull’ambiente e sul parco del fiume.

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