Soccorso 'doppio' per le emergenze in Umbria - Tuttoggi

Soccorso ‘doppio’ per le emergenze in Umbria

Sara Cipriani

Soccorso ‘doppio’ per le emergenze in Umbria

CISAL contesta la convenzione Regione-SASU. Scoppia la contesa sugli interventi di soccorso in ambienti impervi
Dom, 22/02/2015 - 01:31

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Soccorso ‘doppio’ per le emergenze in Umbria

Il caso del ‘contendere’ potrebbe essere questo: un’emergenza in montagna o un ferito da recuperare in una grotta. Prima chiamata, d’istinto, al 118 il soccorso sanitario. Una chiamata che innesca automaticamente il coinvolgimento, di forze dell’ordine e soccorritori. Ma per un intervento in ambiente impervio chi chiamare?

Una volta tanto, il problema che si pone non è di mancanza di ‘risorse’. Anzi, il problema sembra essere proprio l’esubero di assistenza. Dallo scorso gennaio, infatti, in virtù della firma di una convenzione tra Regione dell’Umbria e SASU (Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria) il territorio regionale può vantare ufficialmente sul pronto intervento dei volontari dell’associazione, da anni già attività con attività di supporto, che sull’intervento qualificato del corpo dei Vigili del Fuoco.

Sono proprio questi ultimi, a voce del Segretario Generale CISAL Vincenzo Filice, a denunciare questa convenzione come una “sperpero di denaro pubblico”. E se da una parte il presidente SASU Mario Guiducci descrive come fondamentale l’intervento dei propri volontari, tutti con preparazione specifica (speleologi, soccorso alpino, unità cinofile etc) e conoscenza approfondita del territorio, la CISAL rivendica l’alta specializzazione del Nucleo SAF, soccorso Speleo, Alpino e Fluviale e di tutti i mezzi di soccorso su cui i VVFF umbri possono far affidamento.

Firmata convenzione tra Regione e Soccorso Alpino e Speleologico Umbria

Un servizio convenzionato dall’ente Regione con un importo complessivo di 750 mila euro per un impegno di 5 anni che, la SASU impegnerà in strumenti, mezzi e formazione, quando lo stesso è già garantito a spese del Governo centrale e oltre tutto non coordinato negli interventi. Non un problema di risultati per il cittadino dunque, che rischia per assurdo di essere ‘ipersoccorso’, ma una questione squisitamente politica, legislativa e di gestione economico-amministrativa che la CISAL denuncia e chiede di poter risolvere con i referenti regionali, come richiesto pubblicamente con la nota che segue:

“La Regione Umbria ha sottoscritto una convenzione con il Soccorso Alpino e Speleologico Umbro (SASU) con l’obiettivo di “rendere più efficienti gli interventi di soccorso, recupero e trasporto sanitario e non sanitario in ambiente montano ed in ogni altro ambiente ostile ed impervio nel territorio regionale, in collaborazione con il 118”. Da un’attenta analisi del testo, vengono a galla gravi sconfinamenti in materia di soccorso pubblico, che per legge è espressamente riservata allo Stato. Ad esempio: la “Ricerca di Persone Disperse”, oggetto della convenzione, non è di competenza delle Regioni ma dello Stato attraverso i Vigili del Fuoco.

Ma c’è di più: la convenzione definisce come ambienti impervi non solo quelli strettamente montani ma anche boschi, laghi e addirittura ambienti confinati in casi particolari come scarpate stradali, abitazioni, ambienti urbani, zone industriali, ecc.

Nel testo si legge anche che “le prestazioni di intervento non sanitario comprendono altresì gli interventi di urgenza, soccorso e recupero, con o senza personale sanitario, di persone illese minacciate da un imminente pericolo, o in ogni caso, di persone che si trovano in qualsivoglia difficoltà…omissis…”

“Questi – dichiara il Segretario Generale della CISAL Vincenzo FILICE – sono compiti dei Vigili del Fuoco! Ma nel testo non si fa il benché minimo cenno dei VVF e del 115”.

Non va dimenticato che la qualifica di P.G. (Polizia Giudiziaria) fa capo unicamente agli enti dello Stato deputati al soccorso pubblico per gli atti connessi.

Per questi motivi, non si condivide la convenzione in quanto sul territorio umbro, così come su tutto il territorio nazionale, sono presenti i Vigili del Fuoco per il soccorso tecnico urgente con personale altamente specializzato. Inoltre, continua Vincenzo FILICE, all’interno del Corpo Nazionale dei VVF, è presente il Nucleo SAF, deputato proprio al soccorso Speleo, Alpino e Fluviale formato da personale tecnico altamente qualificato e costantemente addestrato per fronteggiare situazioni di soccorso in condizioni particolari, un servizio gratuito dello Stato. Tale convenzione pare essere solo uno spreco di denaro pubblico. Una convenzione di alto livello tecnico si sarebbe potuta realizzare sia a livello Regionale che Provinciale, così come accade in altre Regioni, con il contributo diretto del Dirigente Generale dei VVF dell’Umbria. Si fa presente che è in essere un accordo firmato tra il Servizio Sanitario Nazionale e il Corpo Nazionale VVF che prevede anche la presenza di ambulanze del 118 all’interno delle caserme Vigilfuoco.

Il Corpo Nazionale è un servizio che offre lo Stato (perciò gratuito) operativo H24, è una delle componenti fondamentali di protezione civile, con un’organizzazione terrestre, marittima ed aerea che possiede personale altamente qualificato in tutti i ruoli operativi e Ingegneri di alto livello tecnico di sicurezza formati con corsi di alta scuola tecnica europea.

Dispiace che soldi dei cittadini non vengano utilizzati per ragioni più nobili, ma purtroppo i politici, a volte, non sono coerenti nelle decisioni oppure si fanno mal consigliare da persone non esperte in materia di soccorso. Oltretutto è grave che in una Regione come l’Umbria, che esprime un politico di peso, ovvero il Sottosegretario all’Interno con delega ai Vigili del Fuoco, perduri un silenzio così assordante.

La Regione, in virtù di tale convenzione, corrisponderà alla SASU euro 750mila in 5 anni – euro 150mila/anno – di soldi pubblici per le attività di soccorso, molte delle quali di esclusiva pertinenza dei VVF. Infatti, si va a finanziare un organismo che va a sostituire la già presente organizzazione SAF dei VVF operante su tutto il territorio regionale con personale abilitato al soccorso in acqua, in montagna e in grotta con tecniche operative appropriate e attrezzature specifiche già collaudate. Il Sindacato è certamente a difesa dei Lavoratori – prosegue FILICE – ma deve anche garantire alla collettività trasparenza nelle decisioni senza vincolo politico. Pertanto, per quanto sopra esposto, la scrivente Unione Provinciale CISAL, chiede la sospensione della convenzione nell’attesa di una revisione nelle parti illegittime.

Qualora la Regione, conclude la CISAL, non prenda in considerazione la presente, ci vedremo costretti nostro malgrado, ad impugnarla nelle sedi giudiziarie competenti nonché a presentare un esposto alla Suprema Corte dei Conti per sperpero di denaro pubblico.”

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