Sentenza choc 8 anni a giudice che voleva “sistemare” ex PopSpoleto - Tuttoggi

Sentenza choc 8 anni a giudice che voleva “sistemare” ex PopSpoleto

Carlo Ceraso

Sentenza choc 8 anni a giudice che voleva “sistemare” ex PopSpoleto

Il Tribunale di Roma ha aumentato di 1 anno la richiesta dei Pm | E' l’inchiesta che vede indagato Giovannino Antonini
Dom, 24/07/2016 - 10:10

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Sentenza choc 8 anni a giudice che voleva “sistemare” ex PopSpoleto

Una sentenza choc quella emessa dalla IX Sezione del  Tribunale di Roma, presieduta dal giudice Caterina Brindisi, che, aumentando la richiesta dei pm Stefano Pesci e Nello Rossi, ha condannato a 8 anni di reclusione l’ex giudice del Tar Lazio, Franco Angelo Maria De Bernardi per corruzione in atti giudiziari. La procura aveva chiesto 7 anni. All’ex togato è stata inflitta inoltre la confisca di beni per 115 mila euro, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e dovrà risarcire in sede civile la Presidenza del Consiglio dei ministri che si era costituita parte civile nel processo.  A quanto anticipato dal CorSera, la sentenza ha anche registrato la condanna a 3 anni e 8 mesi per il faccendiere Giorgio Cerruti (i pm in questo caso avevano chiesto 4 anni e 10 mesi).

L’inchiesta – giunge così a 3 anni esatti un’altra sentenza relativa alla maxi-inchiesta coordinata dal Capitano Ultimo (il Colonnello Sergio De Caprio), dopo il patteggiamento a 3 anni e 6 mesi dell’avvocato Matilde De Paola, la professionista che si prodigava di ‘sistemare’ i processi amministrativi grazie ai “buoni uffici” con il giudice De Bernardi. Era il 20 luglio del 2013 quando i carabinieri del Noe di Roma consegnarono 7 ordini di carcerazione; 3 in carcere (De Bernardi, De Paola e Cerruti), 4 ai domiciliari, tra cui l’ex presidente della Banca Popolare di Spoleto che, secondo pm e gip, avrebbe tentato di ‘aggiustare’ il ricorso pendente al Tar Lazio per ribaltare il decreto di commissariamento disposto dal Ministero dell’economia nei confronti della Popolare Spoleto (istituto transitato poi sotto il controllo di Banco Desio). Il prezzo pattuito, secondo le carte dell’inchiesta, sarebbe stato fissato in 50mila euro. Singolari i contenuti delle telefonate, intercettate dai carabinieri, tra il giudice e l’avvocatessa.

Al via processo – fin qui la posizione di Antonini, come pure quella di altri 3 presunti corruttori, era rimasta “congelata” da parte della Procura che attendeva di conoscere l’esito della parte più importante del processo, quella appunto nei confronti dell’ex giudice del Tar. L’ex dominus di piazza Pianciani – che per questa vicenda rimase ai domiciliari per circa tre mesi, cui seguì il provvedimento dell’obbligo di dimora per altri 3 mesi – è infatti ancora nella posizione di indagato, come conferma a Tuttoggi.info il suo legale, Manlio Morcella: “ad oggi non ci è stato notificato l’avviso di conclusione indagini per cui non saprei cosa aggiungere” dice l’avvocato Morcella che ricorda come Antonini si fosse rivolto all’avvocatessa De Paola per la necessità di integrare il collegio difensivo presieduto dal professor Tedeschini nella causa pendente al Tar di Roma. La sentenza choc di venerdì scorso di fatto corrisponde a un disco verde per la Procura chiamata ora a valutare le posizioni degli altri indagati.

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