Scontro Pd Spoleto, Loretoni “ispirato da Livorno, nessun plagio”

Scontro Pd Spoleto, Loretoni “ispirato da Livorno, nessun plagio”

Il candidato alla segreteria replica a Toniolatti “orgoglioso se accusa viene da uno come lui”

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Sale la tensione in casa del piddì di Spoleto, convocato domani sera dalla presidente Wilma Fiata ad eleggere (o meno) il nuovo segretario cittadino, per la cui poltrona si sono candidati Matteo Cardini e Roberto Loretoni. Più che un confronto tra le opposte fazioni, il partito sta dando vita all’ennesimo scontro che fin qui ha decretato diversi ‘danni’, a cominciare dalla storica sconfitta alle ultime elezioni. Una diatriba dove non mancano anche i colpi bassi. Da una parte le accuse mosse a Cardini, considerato troppo giovane e con scarsi risultati per la sua attività pregressa; dall’altra quelle a Loretoni “reo” di aver copiato buona parte della propria mozione da quelle scritte quattro anni orsono da De Filicaia e Di     , candidati (4 anni fa) alla segreteria territoriale di Livorno. Un attacco che i più hanno tenuto sottovoce ma dalla quale si è distinto Bruno Toniolatti che, a reti unificate, ha puntato l’indice contro l’ex assessore alle Grandi opere accusandolo di ‘plagio’ (clicca qui, nei Commenti).

Accusa che Loretoni respinge al mittente mettendoci il carico sopra. Ecco il testo della nota diramata in queste ore: “Colgo l’occasione per rispondere alle accuse di Bruno Toniolatti che, nella sua militanza nel Pd spoletino, si è sempre distinto per demonizzare sempre tutto e tutti, senza mai apportare un contributo costruttivo alla causa del nostro Partito. Ed ora tocca davvero il surreale – scrive ancora Loretoni – quando mi accusa di plagiare i programmi di due candidati non certo del Pdl veronese, come scrive in un commento su “Tuttoggi”, ma del Pd toscano ispirandomi a modelli che si sono rivelati certamente più produttivi del nostro, come dimostrano gli ultimi risultati delle elezioni comunali. Questo perché, con tutta umiltà, ritengo che sia proficuo andare oltre il nostro limitato recinto e guardare ad ambiti che hanno portato all’affermazione del nostro Partito in territori più importanti e che vantano uno sviluppo sociale ed economico di gran lunga superiore al nostro. Mi meraviglio come sia stato usato questo messaggio per demolire il contenuto della mia lettera ai responsabili degli organismi del Partito. Questa spettacolarizzazione, in realtà, è soltanto fine a se stessa, non offrendo nessun terreno di confronto democratico e che sia foriero di proposte alternative non solo per i nostri iscritti, ma per i cittadini spoletini. La mia proposta è e rimane quella che ho illustrato nelle recenti assemblee degli iscritti dei tre circoli cittadini del Partito e che, in sintesi, si basano su queste riflessioni, le quali sono il frutto di una sintesi di proposte raccolte non solo nel ristretto contesto del Pd spoletino ma che guardano al futuro non certo “rottamando” i migliori contenuti che appartengono al passato. Ribadisco che sono le idee sbagliate a dover essere rottamate, e non le persone. Non trovo certo che sia un plagio ispirarsi a modelli ben più avanzati del nostro e che hanno portato a risultati tangibili nei contesti in cui si sono affermati. Personalmente sono per evitare ad ogni costo il commissariamento del Pd spoletino. Il primo passo, una volta superato questo primo gradino, sarà quello di tornare a fare politica “con e per” il popolo delle primarie: quei quattromila “azionisti” del nostro Pd che devono tornare ad essere il nostro punto di riferimento. Dobbiamo trasformare il Pd spoletino in un partito comunità, aperto al contributo di tutti. Per questo, il secondo passo da fare insieme ai nostri elettori e simpatizzanti, è quello di organizzare una serie di conferenze programmatiche sui temi cittadini più importanti ed attuali.

Contemporaneamente, credo che sia fondamentale ricostituire i circoli tematici della Sanità e del lavoro, aprendoli al contributo di idee di tutti gli operatori, al di là della loro appartenenza sindacale, e dei lavoratori. Ad iniziare da quelli della ex Pozzi e della ex Nuova Panetto & Petrelli.  L’apertura alle idee di tutti è il “pane” della politica e dovrà essere il nostro “pane” quotidiano.

E vengo alle accuse di Toniolatti. Caro Bruno, il copia e incolla è nel tuo atteggiamento pervicace di demolire sempre qualcuno o qualcosa!! A questo gioco, se mi permetti, dico :“basta!!!”. Io non ci sono stato e non ci starò. Mai!. Ribadisco che la mia era una semplice lettera, e non certo una esposizione del mio programma, inviata ai responsabili degli organismi territoriali del Partito Democratico per informarli della mia candidatura. Quanto al programma, come ho ribadito nelle assemblee dei tre circoli cittadini, lo vorrò costruire insieme agli iscritti ed al Popolo delle Primarie.

Se plagiare significa guardare oltre i ristretti confini cittadini, aprirsi ed ispirarsi a modelli di Partito che hanno portato lo stesso Pd ad essere la “stella polare” della politica italiana, a diventare ovunque il primo partito, allora, caro Toniolatti, continua ad accusarmi di plagio: se a farlo è uno come te, non c’è che da esserne orgogliosi!!”

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