Sanitopoli spacca la Cgil umbra

Sanitopoli spacca la Cgil umbra

Un gruppo di autoconvocati: “Basta subalternità al Pd” | Chiesto l’intervento del nazionale e assemblee di categoria

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Il caso Sanitopoli, l’inchiesta condotta dalla Procura di Perugia su concorsi ed appalti pilotati nell’Azienda ospedaliera del capoluogo umbro spacca la Cgil. “Numerosi iscritti” – così si quantificano gli stessi promotori della contestazione – si sono autoconvocati, insieme ad alcuni lavoratori presenti, ed hanno discusso “della grave situazione politico sindacale venutasi a creare a seguito dell’inchiesta giudiziaria“. Una riunione nella quale è stata espressa preoccupazione “per come la Cgil sta affrontando la situazione“.

La Cgil aveva in realtà da subito espresso un “severo giudizio” su quanto stava emergendo nell’inchiesta. Nelle cui carte compare – ma non è indagato – il segretario della Fp Scatena, che si è autosospeso dopo la diffusione delle immagini filmate dalla telecamera nascosta piazzata nell’ufficio di Emilio Duca. Secondo gli inquirenti, Scatena era lì per segnalare dei nomi di candidati da favorire in un concorso a Duca.


La Cgil: “Il compagno Scatena si è autosospeso” 


La Fp Cgil aveva però lamentato il rischio paralisi della sanità umbra.

Ma per alcuni questa posizione non basta. E così gli iscritti autoconvocati ribadiscono che “la più  grande organizzazione sindacale non può essere subalterna al sistema politico e istituzionale guidato, in Umbria, dal Partito Democratico. La Cgil è  degli iscritti e deve essere indipendente“.

 Per questo chiedono che vengano convocate tutte le assemblee generali di categoria, così  da chiarire la posizione con le iscritte i gli iscritti e con le lavoratrice e i lavoratori. E addirittura si chiede l’intervento della Cgil nazionale “per salvaguardare l’immagine, la storia e il lavoro politico dell’organizzazione nella nostra regione”.

Ribadiamo con le compagne ed i compagni che si sono qui riuniti – conclude la nota – per il bene della Cgil e per la passione sindacale che ci muove, che è con questi sentimenti che andremo avanti nel confrontarci e nello spronare,  la Cgil tutta, a riscoprire i valori fondativi che l’hanno fatta grande“.

(modificato alle ore 18 del 29 aprile)

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