Sanità, Umbria sesta in Italia per performance. Pastorelli trionfalista ma il Pd: "Venga con noi negli ospedali" - Tuttoggi.info

Sanità, Umbria sesta in Italia per performance. Pastorelli trionfalista ma il Pd: “Venga con noi negli ospedali”

Redazione

Sanità, Umbria sesta in Italia per performance. Pastorelli trionfalista ma il Pd: “Venga con noi negli ospedali”

Mar, 19/07/2022 - 12:49

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Sanità in Umbria al centro del botta e risposta tra Pastorelli (Lega) e Pd: "Dati dal 2017, per la situazione attuale venga negli ospedali"

Buone performance per la sanità in Umbria, nella classifica medio alta delle regioni d’Italia secondo lo studio “Crea Sanità” del 2022. Il cuore verde d’Italia, infatti, si piazza al sesto posto per indice di performance regionale, calcolato analizzando numerosi parametri.

Il progetto “Performance Regionali” del Crea (Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità), giunto nel 2022 alla sua decima annualità, – si legge nello stesso rapporto – si pone l’obiettivo di fornire una valutazione del livello regionale di tutela di cui dispongono i cittadini, grazie all’assistenza sanitaria e sociale erogata. La valutazione vuole rappresentare una occasione di riflessione sulle opportunità di tutela, in primis della salute, ma più in generale socio-sanitaria, della popolazione residente nelle diverse Regioni, considerando gli effetti generati da una congerie di fattori, quali i servizi pubblici disponibili, ma anche, ad esempio, il contesto ambientale e socio-economico di vita.

Sanità, performance Umbria superiore al 40%

Secondo le valutazioni del Panel, anche le migliori Performance regionali risultano però ancora significativamente distanti da una Performance ottimale. Il divario fra la prima (il Veneto) e l’ultima (la Calabria) Regione del ranking è rilevante: quasi un terzo delle Regioni non arriva neppure ad un livello pari al 30% del massimo ottenibile.

Quattro Regioni sembrano avere livelli complessivi di tutela significativamente migliori dalle altre: Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Lombardia. Di queste due hanno livelli di Performance che superano la soglia del 50% (rispettivamente Veneto ed Emilia Romagna, con il 54% ed il 52%). Toscana e Lombardia si posizionano a ridosso delle prime, con una valutazione al 48% e al 44%. Nel secondo gruppo, troviamo quattro Regioni, con livelli dell’indice di Performance superiori al 40%: provincia autonoma di Trento, Umbria, Friuli Venezia Giulia e provincia autonoma di Bolzano. Nel terzo gruppo troviamo Sardegna, Piemonte, Valle d’Aosta, Marche, Liguria e Lazio e Basilicata, con livelli di Performance abbastanza omogenei, ma inferiori, compresi nel range 30-40%. Infine, 6 Regioni, Sicilia, Puglia, Molise, Abruzzo, Campania e Calabria, hanno livelli di Performance che risultano inferiori al 30%.

Pastorelli (Lega): “Report mette a tacere speculazioni”

II buon piazzamento della sanità dell’Umbria nel rapporto del Crea registra la presa di posizione soddisfatta del consigliere regionale della Lega Stefano Pastorelli.  “La sanità dell’Umbria – evidenzia – si conferma ai primi posti in Italia. Lo testimonia l’esito del Rapporto annuale ‘C.R.E.A. Sanità’ sulle performance dei sistemi sanitari regionali elaborato con il contributo di 107 esperti”.

“Ancora una volta – prosegue Pastorelli – il catastrofismo e le bugie della sinistra si scontrano con la realtà dei dati. Senza dubbio la pandemia ha messo sotto pressione la sanità umbra, come tra l’altro è accaduto in maniera ancora più evidente nel resto del Paese, ma sicuramente non siamo la ‘maglia nera’ d’Italia come qualcuno vuole far credere per un proprio tornaconto politico. Il quadro delineato dal C.R.E.A., il Centro per la ricerca economica applicata in sanità dell’Università di Tor Vergata, mette a tacere una volta per tutte le speculazioni sulla risposta umbra al covid e più in generale sullo stato di salute della nostra sanità, ponendo la nostra regione al sesto posto in Italia, vale a dire tra le realtà più performanti. Le strategie della governatrice Donatella Tesei e dell’assessore Luca Coletto, in sinergia con i direttori sanitari, si sono dimostrate determinanti nell’elaborare un quadro di interventi necessario per contrastare l’emergenza e risolvere le carenze ereditate dal precedente governo di sinistra che si sono rivelate in tutta la loro criticità proprio durante la pandemia. L’impegno della nuova amministrazione regionale ha consentito all’Umbria di rispondere prontamente alle fasi di recrudescenza del virus, risultando tra le Regioni migliori nella somministrazione del vaccino e tra le realtà per più tempo in zona bianca. Il rapporto annuale C.R.E.A. è una ulteriore conferma della validità del lavoro svolto, che prosegue ancora oggi più intensamente: siamo impegnati per migliorare la qualità dei servizi sul territorio e per risolvere le criticità esistenti al fine di garantire la migliore assistenza ai cittadini umbri”.

“Presupposto incoraggiante per continuare a lavorare sulla qualità della sanità in Umbria”

“Il ranking emerso dall’elaborazione dei dati – aggiunge Stefano Pastorelli – è frutto di una metodologia di valutazione multidimensionale e multiprospettica, basata sulle preferenze di stakeholder del sistema appartenenti alle diverse categorie (utenti, istituzioni, professioni sanitarie, management aziendale e industria medicale) rispetto a sei dimensioni del sistema sanitario: appropriatezza, economico-finanziaria, equità di accesso, esiti, innovazione e sociale. Tra gli indicatori risultano, ad esempio, il tasso di ospedalizzazione per patologie croniche; il tasso di screening cervicale, mammografico e colonrettale; l’incidenza dei consumi sanitari privati delle famiglie sui consumi totali; la quota di persone che rinuncia a sostenere spese sanitarie; l’aspettativa di vita in buona salute alla nascita; la quota di interventi eseguiti con tecniche mininvasive; il tasso di pazienti adulti seguiti a domicilio con intensità assistenziale base; la quota di persone disabili e/o anziani, che ricevono assistenza domiciliare integrata con servizi sanitari. Quest’anno, il rapporto è stato elaborato con il contributo di un panel composto da 107 esperti del settore, tra cui, appunto, cittadini e rappresentanti delle professioni sanitarie di comprovata esperienza e di rilevanza nazionale. L’Umbria – conclude il consigliere di maggioranza – in particolare risulta tra le regioni più performanti con indice superiore al 40% e al sesto posto in Italia. Un presupposto incoraggiante per continuare a lavorare sulla qualità dell’offerta sanitaria umbra e nella risoluzione delle problematiche esistenti”.

La replica del Pd: “Venga con noi negli ospedali”

“Catastrofismo del centrosinistra o incapacità di leggere i dati da parte della Lega? Questo quello che ci chiediamo, leggendo la trionfalistica presa di posizione del capogruppo leghista, Stefano Pastorelli in merito a quanto emerso dal rapporto Crea Sanità – X edizione, che certifica l’andamento della sanità umbra che sta intorno al 40% come indicatore delle performance”. Così il gruppo regionale del Partito democratico. 

Non vorremmo rovinare la giornata del capogruppo Pastorelli – dicono i consiglieri del gruppo Pd – ma anche noi abbiamo letto e apprezzato il rapporto Crea sulla sanità, alla luce del fatto che non si riferisce solo allo stato della sanità umbra nella legislatura Tesei ma fotografa il sistema a partire dal 2017, fino al 2021. Tre anni di amministrazione di centrosinistra, due di gestione di destra. Dati e parametri dunque parziali, che parecchio si riferiscono al triennio di centrosinistra e poco al centrodestra. Per lo stato attuale, infatti, basta farsi un giro tra gli ospedali e i cittadini per capire lo stato dell’arte”.  

“Quanto al Rapporto, siamo dunque lieti di leggere che tutto quello che Pastorelli e i suoi colleghi si sono trovati a gestire non è così negativo – continuano i consiglieri dem – mentre invitiamo il consigliere Pastorelli, per conoscere la situazione attuale della sanità, a venire con noi negli ospedali, nei Cup e nei consultori per toccare con mano la situazione del sistema sanitario umbro, le condizioni in cui si trova a lavorare il personale e le liste d’attesa lunghissime per esami specialistici. Questo bagno di umiltà potrebbe così limitare i toni trionfalistici che, alla luce dei fatti, appaiono fuori luogo”. 

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