Muzi Betti, nuova organizzazione e 400mila euro del Lascito Mariani al Centro Alzheimer - Tuttoggi

Muzi Betti, nuova organizzazione e 400mila euro del Lascito Mariani al Centro Alzheimer

Redazione

Muzi Betti, nuova organizzazione e 400mila euro del Lascito Mariani al Centro Alzheimer

Il nuovo assetto entrerà a regime insieme ad un nuovo direttore sanitario, la dott.ssa Annunziata Marinelli
Sab, 30/04/2016 - 19:36

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Dal prossimo giugno cambia l’assistenza sanitaria per gli anziani dell’Opera Pia Muzi Betti di Città di Castello. La notizia è stata data nel corso di una conferenza stampa a a cui hanno partecipato il sindaco tifernate Luciano Bacchetta, l’assessore alle Politiche sociali Andreina Ciubini, il presidente della struttura Marco Savelli e i membri del Cda: la vicepresidente Letizia Dori, Antonio Fiorucci, Agnese Dini e Loriana Grasselli.

13096001_10207310862702912_875607588670428882_nL’accreditamento regionale e la certificazione sono stati i primi passi per una profonda riorganizzazione della Muzi Betti che, in linea con la sua storia, deve stare al passo con i tempi e dare il migliore servizio possibile ai suoi ospiti, la cui fisionomia, per età e patologie, è diversa da quella di qualche anno fa. “Con la consulenza dell’esperto di organizzazione sanitaria Gianluca Acquaviva, – ha dichiarato Savelli – abbiamo ripensato la geografia e le prestazioni, in primo luogo abolendo la divisione, ormai non più funzionale, dei reparti, che attualmente accolgono donne e uomini separatamente. Il nuovo criterio sarà il livello di assistenza, secondo tre gradi: basso, medio ed alto. Così ci sarà una soglia di massima attenzione per le situazioni più precarie e una modulazione più leggera per le persone che, pur essendo non autosufficienti, hanno un quadro meno critico“.

Il presidente ha poi spiegato che le camere saranno a due posti, come ora, e ogni spostamento sarà comunicato in anticipo e spiegato nel dettaglio ai parenti degli ospiti in un’apposita riunione. Inoltre sarà il computer, sulla base di un programma specifico, a definire tutti gli aspetti dell’organizzazione quotidiana del personale, indicando turnazioni, avvicendamenti e le migliori soluzioni per garantire prestazioni efficaci in ogni momento della lunga giornata lavorativa. Attualmente gli ospiti di Muzi Betti sono 90 anziani non autosufficienti e 7 giovani disabili della Comunità alloggio. Vengono gestiti da 45 dipendenti e 20 unità della cooperativa La Rondine, tra infermieri professionali ed operatori socio-sanitari, che coprono il servizio 24 ore su 24. Il nuovo assetto entrerà a regime insieme ad un nuovo direttore sanitario, la dottoressa Annunziata Marinelli, che ha sostituito il dottor Riccardo Ruggeri. L’organigramma è completato dai 18 medici di base, che hanno in carico i singoli pazienti.

Le eccellenze sono tali quando si mantengono nel tempo, non avendo paura di cambiare se stesse – ha detto il sindaco Luciano Bacchetta, unitamente all’assessore alle Politiche sociali Andreina Ciubini – Una società si qualifica per come tratta gli anziani ed i bambini che sono gli anelli deboli. Per questo il ruolo di Muzi Betti si è accresciuto con l’innalzamento dell’aspettativa di vita e i nuovi traguardi che essa si è posta sono in linea con alcuni progetti molto avanzati dell’Amministrazione, tra cui il raddoppio del Centro Alzheimer, che finanzieremo per circa 400mila euro con il lascito Mariani. Come già annunciato, parte delle risorse verranno destinate alla Cittadella della Salute presso l’ex ospedale di Città di Castello ma parte andranno a potenziare la struttura già esistente, che per l’incidenza di questa sindrome, non è sufficiente alla richiesta delle famiglie”.

Il presidente Savelli ha poi anticipato alcuni aspetti del progetto del Centro Alzheimer, nato su impulso dell’Amministrazione comunale e insieme all’Ama: rispetto all’attuale sede, il Centro sarà trasferito nel reparto Manciardi, nel corpo del complesso della Muzi Betti. Al primo piano, su circa 250 mq, troverà spazio il diurno e al secondo piano saranno realizzati 12 posti letto per malati gravi. “E’ questa la vera innovazione – ha concluso Savelli – perché in Umbria non esistono servizi simili se non in un caso”.

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