Ricostruzione, opere pubbliche per 1 miliardo | 160 milioni per l’Umbria, ecco il piano

Ricostruzione, opere pubbliche per 1 miliardo | 160 milioni per l’Umbria, ecco il piano

Commissario De Micheli e presidenti Regioni approvano ordinanza 49 | Tutti gli edifici finanziati in Umbria, dentro e fuori il cratere. C’è anche l’ex ospedale di Città di Castello e le Terme di Nocera

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Un miliardo e 35 milioni di euro, di cui circa 122 milioni per l’Umbria, oltre ad altri 35 per le chiese. È quanto mette in campo il nuovo piano di ricostruzione delle opere pubbliche e delle chiese post sisma. Il programma, contenuto nell’ordinanza 49 del commissario straordinario per la ricostruzione Paola De Micheli, è stato approvato da quest’ultima durante la cabina di regia con i presidenti delle 4 Regioni interessate (Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo) che si è svolta oggi a  Pieve Torina. Un incontro a cui è seguita una conferenza stampa in cui si è fatto il punto anche sulle novità istituite dall’ordinanza 46 pubblicata nei giorni scorsi.

L’ordinanza 49 approvata questa mattina prevede nuove procedure di gara alla luce delle modifiche normative intervenute. Gli allegati comprendono circa 1,035 miliardi di euro destinati alla ricostruzione delle opere pubbliche distrutte dal sisma: scuole, case comunali, caserme, edilizia popolare.

In particolare, alla regione Marche sono stati assegnati oltre 605 milioni di euro così impegnati: 160 milioni per la ricostruzione di 82 scuole e istituti scolastici; 114,53 milioni per 50 case comunali; 190,52 milioni per 164 opere pubbliche; 65 milioni per l’edilizia popolare; circa 75,47 milioni di euro per 20 caserme. Alla regione Abruzzo 156,86 milioni di euro così impegnati: 28,57 per 7 scuole; 20,66 milioni per 9 case comunali, 23,17 milioni per altre opere pubbliche; 82 milioni per l’edilizia popolare e infine 2,43 milioni per opere di consolidamento a causa del dissesto idrogeologico. Assegnati alla regione Lazio 149,53 milioni di euro così distribuiti: 35,98 milioni per 9 scuole; 71,95 milioni per altre opere, 27,05 milioni per opere di consolidamento a causa del dissesto idrogeologico; 14,53 milioni per 5 caserme. Alla regione Umbria 122,51 milioni così distribuiti: 52 milioni per 32 scuole; 12,39 milioni per 7 case comunali; 33,13 milioni per altre 42 opere pubbliche; 16,27 milioni per l’edilizia popolare; 6,72 milioni per opere di consolidamento a causa del dissesto idrogeologico e, infine, 1,97 milioni per le caserme.

Avvenuta anche una prima approvazione degli elenchi degli interventi sulle chiese (ancora provvisori) di Lazio, Umbria, Abruzzo e per le diocesi di Macerata, Camerino e Fabriano. Gli elenchi definitivi verranno approvati successivamente in un’ordinanza che prevede anche le procedure di gara per i soggetti attuatori chiese.

Il comitato ha anche approvato il cronoprogramma per arrivare entro la fine di febbraio alla definizione del Piano di intervento sul dissesto idrogeologico nelle zone terremotate.

Ricostruzione, le novità dell’ordinanza 46

Durante l’incontro, al quale era presente anche il capo dipartimento della protezione civile Borrelli, sono stati illustrati i dati aggiornati sulla ricostruzione privata per i quali è stato registrato un notevole incremento nelle domande e un significativo aumento delle autorizzazioni, anche a seguito dell’entrata in vigore dell’ordinanza 46 sulla ricostruzione privata. Oltre al Piano per le opere pubbliche, è stato illustrato in pillole il contenuto dell’ordinanza 46 (qui l’articolo con le novità introdotte)

Nuovi termini per le domande – I professionisti possono presentare le schede per la ricostruzione dei danni lievi (riparazione di abitazioni e strutture produttive temporaneamente inagibili) fino al 30 aprile. Per i danni pesanti (ripristino con miglioramento sismico o ricostruzione immobili distrutti) il termine ultimo è stato fissato al 31 ottobre 2018.

“Preistruttoria” veloce per la ricostruzione pesante – Per tutte le domande di contributo diverse da quelle per danni lievi viene introdotta una preistruttoria, in modo da dare ai professionisti indicazioni precise e definitive sul livello del danno (decisivo ai fini del calcolo del contributo) prima di presentare il progetto vero e proprio.

Contributo per la ricostruzione determinato più rapidamente – Con le nuove linee guida sarà possibile per i professionisti indicare l’importo del contributo presumibile già alla presentazione della domanda, che sarà verificato e approvato dall’Ufficio Speciale Regionale con una procedura più snella e veloce.

Rimborsi per magazzini e cantine – E’ previsto il rimborso dei lavori per il ripristino di porzioni di edifici, come cantine, stalle e magazzini, in precedenza esclusi da contributo (purchè non si tratti di pertinenze già ora rimborsate fino al 70 %)

Comune referente unico per regolarizzazione abusi sanabili – L’istruttoria urbanistica ed edilizia sarà sempre curata dal Comune entro 60 giorni dalla presentazione della domanda. Il Comune potrà invitare alla regolarizzazione di eventuali abusi dell’edificio preesistente, qualora siano sanabili e di modesta entità. Il contributo non potrà essere concesso se gli abusi non verranno previamente regolarizzati.

Subito il rimborso delle spese del progetto – Sarà erogato all’avvio dei lavori (cosiddetto saldo zero) l’80 per cento del contributo per le spese di progettazione e il 100 per cento di quello per le indagini preliminari svolte da ditte esterne.

La ditta incaricata dei lavori può essere indicata dopo l’approvazione del progetto – La ditta incaricata dell’esecuzione dei lavori di ricostruzione potrà essere indicata dopo l’approvazione il progetto da parte degli Uffici Speciali Regionali e la comunicazione dell’importo del contributo.

In l’Umbria fondi per 127 interventi, non solo nel cratere

Con l’approvazione di oggi dei piani di ricostruzione delle opere pubbliche si avvia una fase importante per la ricostruzione pubblica che potrà svolgersi parallelamente a quella privata”. E’ quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini. “Ad oggi, la dotazione finanziaria a disposizione dell’Umbria – ha aggiunto la presidente – per la sola ricostruzione pubblica è di oltre 250 milioni di euro. Dunque, abbiamo non solo certezze per le risorse finanziarie, ma anche un quadro normativo definito ed anche più agevole, grazie agli aggiustamenti che sono stati effettuati. La Regione Umbria, inoltre, ha anche pre-adottato il disegno di legge che regolamenterà l’opera di ricostruzione da un punto di vista urbanistico, edilizio e anche per la ripresa dell’economia, in tutta l’area interessata dal terremoto. Legge che contiamo di approvare in Assemblea legislativa entro il mese di marzo, dopo una ampia fase di partecipazione che svolgeremo nelle prossime settimane”.

 “Il nostro obiettivo – ha proseguito la governatrice Marini – è quello di realizzare una ricostruzione di qualità e sicura, con una tempistica che abbiamo definito e che potremo rispettare grazie proprio a queste certezze, per le quali sento il dovere di ringraziare il Governo ed il Commissario per la grande attenzione e la concretezza che hanno sino ad oggi dimostrato verso i territori colpiti dal sisma”.    Il piano per le opere pubbliche approvato oggi prevede per la sola Umbria una dotazione finanziaria di oltre 122 milioni di euro grazie ai quali potranno essere finanziati 127 interventi (86 dei quali nei comuni ricompresi nel cratere e 41 in altri comuni della regione) di ricostruzione di scuole, Municipi, opere pubbliche di altro genere, cimiteri, luoghi di culto, edifici di edilizia residenziale pubblica ed interventi relativi a dissesti idrogeologici. Nella giornata di ieri, inoltre, in sede di riunione del Comitato istituzionale dell’Umbria è stato anche dato parere favorevole al secondo piano per la ricostruzione delle Chiese, per un totale di 35 milioni di euro.

Un pensiero affettuoso – ha infine detto la presidente – lo voglio rivolgere a tutte le famiglie delle vittime dell’Hotel Rigopiano e soprattutto alla signora Antonella Riccetti, madre di Alessandro, il giovane di Terni che lavorava alla reception dell’albergo, anche lui morto in quella tragica circostanza”.

Il piano per le scuole: 14 nel cratere e 18 all’esterno

Dei 52 milioni di euro in campo per le scuole, 21 milioni fanno riferimento ai 15 comuni inseriti nel cratere sismico e quasi 31 al resto dell’Umbria. In 5 casi si tratta di miglioramento sismico, mentre in altri due di nuovi edifici; per il resto saranno interventi di adeguamento sismico.

Questo l’elenco all’interno del cratere: palestra istituto omnicomprensivo “Beato Simone Fidati” Cascia 330.000 euro; Ipsia Cascia 960.000; scuola elementare e media “Dante Alighieri” Cerreto di Spoleto 2,1 milioni; scuola materna ed elementare “Fanciulli” Montefranco, 770mila euro; scuola media “Lombrici” Norcia 1,2 milioni + 1.030.000 per la palestra; istituto superiore “Battaglia”, corpo principale, Norcia (nuova costruzione con delocalizzazione) 4,5 milioni; palestra comunale Preci 575.000; scuola primaria “Toscano” Spoleto 1,9 milioni; scuola materna San Giovanni di Baiano, Spoleto, 355.000; istituto magistrale “Elladio” Spoleto (edificio vincolato) 2,5 milioni; liceo scientifico “A. Volta” Spoleto 3,5 milioni; palestra scuola media Vallo di Nera 575.000 euro.

Fuori cratere: scuola primaria Sant’Antonio, Assisi (edificio vincolato) 900.000 euro; ex Icap Assisi, sede universitaria, 2,7 milioni; Ipalb Assisi 1.350.000; Iis “Franchetti – Saviani” edificio originario Città di Castello 3,7 milioni; palestra scuola primaria “San Filippo” Città di Castello (edificio vincolato) 500.000; scuola secondaria primo grado Collazzone 550.000; scuola media “Carducci” (porzioni in calcestruzzo) Foligno 1 milione; scuola infanzia e primaria “Santa Caterina” edificio principale (vincolato) 3,5 milioni + 910.000 euro edificio mensa e palestra; liceo scientifico – artistico Foligno sede principale 3,5 milioni + 3,9 per nuova costruzione (con delocalizzazione) per la sede distaccata; scuola infanzia Castel dell’Acquila Montecastrilli 550.000; palestra Itis – Ipsia “Sigismondi” Nocera Umbra 640.000; laboratori Itis “A. Volta” Perugia 2,5 milioni; Casa dello Studente (padiglione 4) Perugia 2,5 milioni; scuola primaria “G. Tofi” Perugia 750.000; scuola primaria “S. Prassede” Todi (edificio vincolato) 720.000; palestra scolastica Valtopina 575.000 euro.

Municipi, cimiteri ed altre opere pubbliche

Ci sono poi 12,4 milioni per palazzi comunali, tra cui quello di Gualdo Cattaneo per quanto riguarda l’area esterna al cratere, ed altri 33 milioni per interventi di opere pubbliche varie, tra cui cimiteri, mura, spazi museali e similari. Fuori dal cratere, tra gli interventi più onerosi l’intervento sull’ex ospedale di Città di Castello e quello sul complesso termale del Centino a Nocera Umbra.

Per i municipi sono 7 interventi di miglioramento sismico, nel dettaglio: palazzo comunale di Monteleone di Spoleto 956.000 euro; palazzo comunale Norcia 6 milioni; palazzo Finocchioli Preci 1.414.000; magazzino comunale Preci 1 milione; palazzo della Genga Spoleto 876.000; palazzo Ancaiano Spoleto 1,5 milioni; palazzo comunale Gualdo Tadino 648.000.

Altre opere pubbliche nel cratere (23 interventi per 21 milioni): sala polivalente via Prosperi Cascia 416.000 euro; cimitero Cascia capoluogo 416.000; chiesa San Francesco, torre campanaria Cascia 494.000; chiesa museo sant’Antonio Cascia 549.000; cimitero Borgo Cerreto 135.000; centro salute Asl Cerreto 135.000; spogliatoi a servizio del campo sportivo Ferentillo 392.000; ex complesso San Francesco Monteleone di Spoleto 1,5 milioni; edificio Porta Romana ex Coc (demolizione e ricostruzione) 2,3 milioni; mura urbiche tra Porta Romana e Porta Orientale Norcia 2,5 milioni; cimiteri Norcia e frazioni 7,5 milioni; edificio polivalente via IV Novembre Polino 38.000; chiesa Eremo Sant’Antonio Polino 39.000; cimitero Abeto, Preci 188.000; mura e arco medievale Caso, Sant’Anatolia di Narco 356.000; porta ingresso e mura urbiche Civitella, Scheggino 199.000; torre civica Scheggino 262.000; mura di contenimento lungo il fiume Nera Scheggino 537.000; strada di Valcasana, barriere laterali 194.000; cimitero Ceselli Scheggino 191.000; ostello ed ex oratorio Sellano 476.000; basilica di San Salvatore Spoleto 1.255.000; chiesa dell’Eremita Piedipaterno, Vallo di Nera 800.000.

Fuori dal cratere: museo città di Bettona 400.000; mura castellane Castelbuono, Bevagna 120.000; porta e mura urbiche Bevagna 60.000; cimitero Bevagna 427.000; oratorio e sagrestia chiesa San Filippo Bevagna 747.000; canonica chiesa della Madonna della Bianca, Campello 193.000; chiesa di San Donato Cannara 175.000; ex ospedale San Florido Città di Castello 3 milioni; Torre dei Cinque cantoni Foligno 200.000 euro; cimitero Montecchio, Giano dell’Umbria 102.000; chiesa – magazzino cimitero di Montecchio 50.000; cimitero civico San Facondino, Gualdo Tadino 858.000; spogliatoi ciclodromo Colpetrazzo Massa Martana 118.000; uffici del mattatoio comunale Massa Martana 176.000; chiesa del cimitero e tratti mura urbiche Montefalco 524.000; complesso termale del Centino Nocera Umbra 2,7 milioni; cimitero vecchio urbano Todi 1.005.000; ex scuola Bovara Trevi 1.126.000; mura di sostegno Valtopina 145.000 euro.

Fondi anche per ex ferrovia

Ben 21 interventi di miglioramento sismico sono previsti su edifici Ater ed edilizia residenziale pubblica, per un totale di quasi 16 milioni di euro all’interno del cratere, a cui se ne aggiunge un altro (420.700 euro) a Gualdo Cattaneo. Fondi in campo per dissesti idrogeologici e sistemazioni di versanti, in tutto quasi 6,8 milioni di euro per 18 interventi a Cascia, Ferentillo, Norcia, Preci, Sant’Anatolia, Scheggino, Spoleto, Vallo di Nera e Valtopina. L’intervento più oneroso è pari a 1,5 milioni e riguarda le frane lungo il tracciato dell’ex ferrovia Spoleto – Norcia. Altri 1,9 milioni riguardano opere del Demanio, tra cui caserme dei carabinieri.

Il piano per le chiese, 750mila euro per Sant’Eutizio

Oltre agli interventi già approvati dal commissario straordinario nei mesi scorsi, sono previsti altri 35 milioni (ma dovrà essere approvata un’altra ordinanza) per 78 chiese dell’Umbria, 69 delle quali all’interno dell’Archidiocesi di Spoleto – Norcia.

Questo l’elenco: Sacro Cuore Spoleto 1 milione; chiesa di Sant’Anatolia 455.000 euro; Santa Maria della Pietà Preci 890.000; San Michele Savelli di Norcia 682.000; San Pietro Bazzano Superiore Spoleto 350.000; Sant’Andrea Campi di Norcia 650.000; Santa Maria Assunta Ponte di Cerreto 290.000; San Vito Agriano di Norcia 520.000; San Nicola Roccatamburo di Poggiodomo 200.000; San Nicola Monteleone di Spoleto 620.000; Sant’Ippolito Fogliano di Cascia 670.000; Santo Stefano Precetto di Ferentillo 590.000; San Domenico Spoleto 950.000; Santa Caterina Triponzo di Cerreto 425.000; Santa Maria della Peschiera Preci 610.000; San Giovanni Battista Castelvecchio di Preci 650.000; San Silvestro Villamagina di Sellano 250.000; Sant’Ansano Spoleto 560.000; San Cristoforo Poreta di Spoleto 325.000; San Giovanni Norcia 840.000; Sant’Agostino Norcia 560.000; Madonna Addolorata Ruscio di Monteleone 260.000; San Lorenzo Norcia 540.000; San Rocco Casale di Sellano 110.000; San Valentino Casteldilago di Arrone 310.000; Sant’Antonio Castiglioni di Arrone 125.000; San Gregorio Cascia 240.00; Santo Stefano Buda di Cascia 340.000; San Giorgio Cascia 410.000; La Concezione Cascia 465.000; San Sisto Onelli di Cascia 610.000; San Benedetto Cerasola di Cascia 170.000; Santa Maria Assunta Colforcella Cascia 285.000; San Felice Colle Avendita di Cascia 400.000; San Martino Maltignano di Cascia 980.000; Santa Maria Ocosce di Cascia 530.000; Madonna della Misericordia Serviglio di Cascia 200.000; Santa Maria del Verde Rocchetta di Cerreto 160.000; San Giacomo Rocchetta di Cerreto 140.000; Santa Maria di Costantinopoli Cerreto 850.000; San Gilberto Monteleone 375.000; Sant’Eutizio Ocricchio di Norcia 240.000; Sant’Antonio Forsivo di Norcia 90.000; San Lorenzo Ospedaletto di Norcia 220.000; San Pietro Popoli di Norcia 355.000; Santa Maria Valcadara di Norcia 545.000; Sant’Eutizio Aliena di Norcia 375.000; San Bartolomeo Mucciafora di Poggiodomo 170.000; San Martino Abeto di Preci 600.000; Abbazia di Sant’Eutizio Preci 750.000; San Giovanni Piedivalle di Preci 200.000; Ss Annunziata Poggio di Croce di Preci 40.000; Sacro Cuore Saccovescio di Preci 300.000; Santa Maria Assunta Montaglioni di Preci 200.000; San Pietro Grotti di Sant’Anatolia 440.000; San Michele Gavelli di Sant’Anatolia 520.000; San Michele Monte San Vito di Scheggino 160.000; San Rocco Beroide di Spoleto 400.000; San Rocco Spoleto 930.000; Santa Lucia Spoleto 80.000; Sant’Antonio Macenano di Ferentillo 120.000; San Sebastiano Pupaggi di Sellano 110.000; San Giusto Paterno di Vallo di Nera 255.000; San Rocco Vallo di Nera 80.000; San Giovanni Protte di Spoleto 160.616; San Giuseppe Camporoppolo di Spoleto 210.000; San Michele Giano dell’Umbria 220.000; San Michele Pomonte di Gualdo Cattaneo 170.000; San Luca Montefalco 260.000.

Inoltre, richieste da altri enti: San Salvatore di Norcia 1.350.000; campanile della basilica di Santa Maria degli Angeli di Assisi 1,5 milioni; chiesa di San Bartolomeo Foligno 1.095.000; chiesa di Montesanto Todi 1,1 milioni; chiesa di San Michele Stroncone 500.000; chiesa di San Filippo e San Giacomo Monte Castello di Vibio 200.000; cattedrale di Gubbio 1 milione; chiesa Madonna di Greppalto Citerna 107.384; chiesa di Santa Maria Annunziata in Colombella, Perugia 340.000 euro.

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