Rettore Università per Stranieri di Perugia, fumata nera | Si rivota il 20 giugno

Rettore Università per Stranieri di Perugia, fumata nera | Si rivota il 20 giugno

Giornata elettorale a Palazzo Gallenga | Urne chiuse alle 18 | In corsa i professori Grego Bolli, Zaganelli e Terrinoni


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Fumata nera per il nuovo rettore dell’Università per Stranieri di Perugia che sarà in carica per il prossimo triennio 2018-2021. Oggi prima giornata elettorale a Palazzo Gallenga, ma non si è raggiunta la maggioranza per l’espressione del candidato vincente.  Sui 76 votanti, Giuliana Grego Bolli ha ottenuto 27 voti, Enrico Terrinoni 25 e Giovanna Zaganelli 23. Si va dunque a seconda tornata, il 20 giugno, sempre per maggioranza assoluta.

Il primo giorno della verità per l’Università per Stranieri di Perugia è dunque arrivato oggi, 13 giugno, dopo la decisione del rettorato di Palazzo Gallenga di rinviare la giornata elettorale del 6 giugno a seguito della improvvisa scomparsa della ricercatrice Monia Andreani, avvenuta lo scorso 29 maggio a causa di un grave malore.

La “battaglia”

Una “battaglia” tenutasi in più di un mese di campagna elettorale. Oggi, 13 giugno, urne aperte al terzo piano di Palazzo Gallenga dalle 9 alle 18. Un braccio di ferro tra tre candidati, i professori Enrico Terrinoni, giovane ordinario di Letteratura Inglese, il cui programma ha avuto come baluardo l’internazionalizzazione della didattica e dei dottorati; Giovanna Zaganelli, professoressa in Critica Letteraria e Letteratura Comparata, già direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, che ha sposato un programma votato alla ricerca e allo sviluppo dell’ateneo; e Giuliana Grego Bolli, ordinaria di Lingue e Letterature Straniere Moderne, più orientata al rilancio e alla riqualificazione dell’Unistrapg.


Unistrapg, si vota per il rettore | Tre candidati all’ermellino


A votare sono stati in 76 su 77 aventi diritto, tra docenti, personale amministrativo e rappresentanti delle diverse componenti dell’Ateneo. Per essere eletti oggi, al primo turno, sono necessari 39 voti (ossia la maggioranza assoluta degli aventi diritto con i relativi pesi e contrappesi legati al valore del voto differente tra docenti, rappresentanti e personale amministrativo). Prevista anche un’ulteriore data, quella del 26 giugno, nell’eventualità in cui neppure il 20 giugno si fosse raggiunto il risultato. Nel caso del terzo turno elettorale, risulta eletto il candidato che nella terza votazione ha ottenuto il maggior numero di voti e, in caso di parità, colui che risulti con maggiore anzianità nel ruolo.

Strategie a Palazzo Gallenga

Nel pomeriggio, i primi rumors di corridoio all’interno dell’ateneo davano in vantaggio (o almeno con buone probabilità di vittoria) il professor Enrico Terrinoni, con un retroscena importante: quello in base al quale, con una mossa strategica, alcuni voti delle altre due candidate fossero “spostati” e indirizzati a sostenerne una sola in vista del 20 giugno.

Nuove sfide

Al nuovo rettore ora non resterà che prendere le redini di Palazzo Gallenga in mano. La road map non potrà non toccare argomenti importanti per l’ateneo, come il suo rilancio nel tentativo di aumentare gli iscritti, anche in vista del nuovo bilancio.

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