Restauro, cultura e scuola, Simona Santarelli 35 anni di passione e dedizione - Tuttoggi

Restauro, cultura e scuola, Simona Santarelli 35 anni di passione e dedizione

Redazione

Restauro, cultura e scuola, Simona Santarelli 35 anni di passione e dedizione

Lun, 26/12/2022 - 12:14

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L'ultimo laboratorio di Simona si è sviluppato proprio in questo mese di dicembre grazie al progetto Business Voices

“La cultura non è la ciliegina sulla torta, la cultura è la torta”, così recitava il Prof. Dipak Raj, illustre antropologo ed economista di origine nepalese, in una sua celebre citazione. Parole che, da quel lontano 16 marzo 1988, hanno dipinto di colori e ispirato di cultura e storia, la vita professionale di Simona Santarelli.

Simona ricorda quella giornata fredda ma piena di sole, come se fosse passato un solo giorno quando accettò, dopo un colloquio di lavoro, l’incarico di restauratrice del nostro patrimonio storico artistico,.

Nata nel centro storico di Spoleto nel 1968, da mamma Maria Antonietta e papà Benedetto, Simona è la prima di 3 fratelli, Andrea e Roberta. Oggi, anche felicemente zia di 4 nipoti.

Sin da ragazza, la sua passione è sempre stata quella per i bambini. Si diploma, infatti, nel 1988 all’istituto magistrale sognando di sedere dietro ad una scrivania. Ma il destino aveva scritto qualcosa di diverso e affascinante nella vita di Simona.

Per motivi di salute non ha potuto proseguire i suoi studi all’università. Temendo un lavoro statico all’interno di una fabbrica e non volendo pesare sulle spalle della famiglia, Simona decide di mettersi alla ricerca di un lavoro.

Amore a prima vista

A cambiare la sua vita, la proposta dello zio, socio fondatore della cooperativa Coo.be.C, il quale le propone un’esperienza personale all’interno della stessa.

“E’ stato amore a prima vista. Mi sono totalmente innamorata di quello che mi stavano proponendo. Era perfetto per me. Io non amo lavorare in un ufficio ma all’aperto. Ho sempre temuto dover lavorare in una fabbrica.” Con queste parole Simona, esprime tutto il suo entusiasmo.

“Mi hanno fatto visitare la Rocca. Quello sarebbe stato il mio luogo di lavoro. Da subito mi hanno messo in mano quelli che da quel momento in poi, sarebbero stati i miei strumenti di lavoro. Pensa che il mio primo strumento è stato un bisturi, ed io ho la fobia delle lame.” Simona ricorda quel giorno con grande emozione, come se lo avesse vissuto da poco.

Da quel ricordo sono trascorsi ormai 35 anni e quella sensazione di euforia e passione, non si è mai spenta nel cuore e nell’anima di Simona che ogni giorno si arricchisce di cultura, emozione e gioia per il suo lavoro.

“Appena diciannovenne uscivo da una casa con un papà severo e quel lavoro per me è stata come prendere una boccata d’aria fresca. Ma non era l’unico motivo che mi ha distolto da quello che, fino a quel momento, pensavo fosse il mio più grande sogno: insegnare. Lavoravo con persone a me coetanee e in poco tempo si è creato grande affiatamento e lavoro di squadra.” Continua Simona con euforia. “Mettere le mani su quelle opere è stato come cupido che lancia la sua freccia. La cosa che più apprezzo è il fatto di aver potuto vedere, attraverso i cantieri, diverse città d’italia. E come se tutte le volte fossi una turista. Conosco sempre gente nuova, mi confronto a collaborare con persone del posto. Il confronto è arricchimento, non solo professionale ma anche personale. Ogni giorno mi arricchisco di cose e conoscenze nuove che mi fanno amare sempre di più il lavoro che svolgo”.

Una vita piena di stimoli

Ecco con quali parole Simona descrive l’emozione che prova tutte le volte che si dedica alla sua passione quella di restauratrice di opere del patrimonio storico e culturale del nostro territorio.

Simona Santarelli definisce la sua vita, adattabile, plasmabile alle situazioni.

Lei una donna tenace e determinata. È passata da una vita altalenante, fatta di alti e bassi a una vita piana di colori e sfumature. Una vita che in questo momento definisce colma di leggerezza.

Oggi Simona si sente libera e ricca di stimoli, quegli stessi stimoli che le hanno acceso la lampadina del suo progetto nelle scuole.

“Negli anni lavorativi ho acquisito due consapevolezze. La prima è l’importanza del lavoro che svolge un restauratore. All’inizio del mio lavoro era tutto bello e affascinante. Stare sul ponteggio e ammirare le bellezza di quelle opere, mentre i turisti vedevano l’affresco da lontano. Poi queste affascinanti emozioni si sono trasformate in valore etico e culturale. L’altra consapevolezza è l’aver visualizzato la carenza di stimoli e scarsa conoscenza che gli studenti hanno del nostro patrimonio artistico. Ho capito quanto un programma scolastico sia lontano dal far comprendere ai giovani la bellezza dell’arte che ci circonda.”

Forte di questi ragionamenti Simona ha potuto far crescere dentro di sé l’impalcatura del suo progetto che oggi è diventato realtà.

Unendo le sue due passioni: l’amore per i bambini e la passione per l’arte, Simona ha trovato il modo per educare le persone al rispetto e alla conoscenza delle opere d’arte che fanno del nostro paese uno dei più ricchi del mondo.

Il sogno di portare il restauro a scuola …

Partendo proprio dai bambini, che rappresentano il nostro futuro, ha maturato il suo progetto di far conoscere l’arte e, lo ha fatto partendo proprio dalla conoscenza del patrimonio storico e artistico del loro territorio: Spoleto.

Simona Santarelli non si definisce una storica d’arte: “non è quella la mia velleità ma, conosco bene il restauro” risponde alla domanda ma, dando a quei bambini una nuova chiave di lettura, ha immaginato il progetto in due momenti:

  • il primo formativo
  • il secondo creativo.

La scolaresca viene portata a visitare una chiesa, un’opera d’arte, un affresco. In un secondo momento, vengono create, attraverso un laboratorio didattico, le condizioni per far ricreare ai bambini la stessa opera d’arte vista durante il percorso di visita, utilizzando gli stessi strumenti che usano i restauratori. Materiali e strumenti adattati ai bambini, usando un linguaggio semplice per lasciare un ricordo indelebile nelle loro menti.

“Sono partita dalla mia esperienza nella realizzazione di questo progetto. Far ricreare ad un bambino l’opera d’arte, con le proprie mani. Questo permette di lasciare, dentro di loro, quel ricordo più impresso, rispetto ai libri scolastici. Viene dato un’imprinting raddoppiato perché non dimenticano quella giornata passata insieme con gli altri bambini. Questa esperienza diventa così un forte catalizzatore. I bambini sono curiosi per loro natura e imparare l’arte rendendoli protagonisti di quello che fanno, gli permetteranno di portarsi dentro quell’esperienza. Con la musica, l’arte, i colori i bambini acquisiscono maggiori conoscenze e capacità cognitive diverse che li fanno crescere in modo più sano. I bambini più curiosi oggi, saranno più consapevoli e rispettosi domani.”

… diventa realtà grazie a Business Voices

L’ultimo laboratorio di Simona si è sviluppato proprio in questo mese di dicembre grazie al progetto Business Voices, il progetto no-profit lanciato nel 2016 e sviluppato da BNI, la più grande organizzazione imprenditoriale e professionale al mondo. Un progetto che mira a fornire supporto alle scuole locali attraverso l’organizzazione di laboratori, donazioni di materiale, giornate orientate alla conoscenza delle professioni, attività sportive e servizi professionali gratuiti.

Due giorni in cui i bambini della scuola primaria “Le Corone” di Spoleto, hanno potuto conoscere e toccare con mano l’arte andando prima a scoprire gli affreschi alla Rocca albornoziana della propria città e poi riproducendo gli affreschi stessi nel laboratorio della scuola. Una giornata in cui i giovani studenti sono usciti con una consapevolezza e una visione nuova dell’arte e di come può diventare un lavoro e che Simona commenta “Il mio bagaglio di emozioni si è sicuramente arricchito. La gioia la meraviglia e l’entusiasmo con cui i bambini hanno vissuto questa giornata non ha prezzo”.

Articolo di Laura Caldara – ha collaborato Sara Cipriani

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