di Sergio Grifoni (*)
Ho cercato di analizzare i recenti risultati elettorali della nostra città, con occhi il più possibile neutrali e distaccati, per poter esprimere un giudizio oggettivo.
La deduzione più naturale è che, come spoletini, abbiamo ormai l'abitudine di farci male da soli, perché quello che è successo in tale frangente ha il sapore del paradossale e dell'incredibile. Nel merito.
Nelle consultazioni regionali del 2005, eravamo riusciti a piazzare in quel di Perugia ben tre candidati nostrani (Cintioli, Zaffini e Tracchegiani), due di minoranza e, cosa importante, uno di maggioranza.
Non voglio entrare nel merito del loro giusto operare o meno, ma tale risultato faceva comunque presupporre che il territorio, anche questa volta, avesse la forza propositiva per eleggere lo stesso numero di rappresentanti.
Visto l'ampio divario riportato nei vari sondaggi, era ormai scontato che la coalizione di centro sinistra avrebbe riconfermato la presidenza regionale.
La “lotta” rimaneva limitata quindi solo alle preferenze, per decidere chi, al di fuori del listino, poteva guadagnare lo scranno di palazzo Cesaroni.
Era ugualmente logico e scontato che l'avrebbero spuntata solo coloro che, fatto il pieno in casa propria, sarebbero poi riusciti a racimolare voti al di fuori del proprio territorio di origine. E' stato logico per tutti, meno che per noi!
Trasversalismi ormai consolidati, beghe interne ai partiti, dissapori fra vari rappresentanti, ricerca di egemonie perdute, ripicche generalizzate, personalismi esagerati, hanno fatto lievitare la politica del “tanto peggio, tanto meglio”.
Infatti, a dimostrazione di ciò, parlano i risultati finali:
19.000 circa sono stati i voti validi complessivi espressi dagli spoletini nei seggi del nostro Comune; solo il 55% ha assegnato preferenze ai candidati delle varie liste, ovvero poco più di 10.000
Bene, di queste preferenze, già di per se poche, solo il 70% è andato ai nostri rappresentanti, mentre i candidati degli altri territori hanno intascato in totale più di 3.000 preferenze. Assurdo e deleterio!
Se non si voleva votare questo o quel candidato nostrano, sarebbe bastato votare la sola lista, senza esprimere preferenze per i diretti concorrenti del medesimo. Morale della favola: un solo eletto, Zaffini, e per di più di minoranza.
Fortunatamente è arrivato primo (non certo grazie agli spoletini) ed auguriamoci che possa diventare almeno il capo gruppo del PDL in Regione.
Ora per noi diventerà tutto più difficile: non abbiamo consiglieri di maggioranza in Regione, figuriamoci se possiamo chiederne assessori; non abbiamo assessori in Provincia; non abbiamo figure di “peso”nei vari esecutivi regionali dei partiti. Siamo praticamente isolati!
Dovremo raccomandarci a questo o quell'eletto che, ovviamente, prima o poi ci presenterà il conto comprensivo di interessi.
Mai come adesso siamo diventati terra di conquista! Cosa fare, allora?
Dobbiamo innanzitutto avere la forza di reagire, lasciando da parte la rassegnazione e l'apatia, classica di noi spoletini, al fine di riconquistare l'autorevolezza necessaria nel contesto regionale.
I partiti dovranno, da subito, trovare i modi e le persone giuste per ricucire le lacere maglie dei propri apparati strategici ed operativi.
Le forze istituzionali, sia di maggioranza che di opposizione, dovranno avere la forza di trovare, nel confronto aperto e nel dialogo, la capacità di pensare, progettare, pianificare e realizzare il futuro di questa città, senza precostituite chiusure e senza protagonismi.
Le realtà socio economiche del territorio, avranno il precipuo compito di stimolare e sostenere questo sforzo che, tutti insieme, dovremmo compiere, facendo ognuno un passo indietro..
Il contrario di ciò, sarebbe il lento, ma inesorabile, declino. Non possiamo permettercelo, perché è l'auspicio di chi vorrebbe isolarci!