Pressioni sui medici da no vax e aggressioni da familiari, la Regione: denunciate

Pressioni sui medici da no vax e aggressioni da familiari, la Regione: denunciate

Redazione

Pressioni sui medici da no vax e aggressioni da familiari, la Regione: denunciate

Mer, 02/02/2022 - 17:55

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Negli ultimi due anni sono stati oltre 130 le segnalazioni da parte di medici, operatori o esercenti socio-sanitari | Situazione peggiorata con il Covid

Pressioni sui medici dai no vax per avere l’esenzione anche quando non ne sussistono le condizioni. Quelli capitati a medici di famiglia di Perugia sono solo gli ultimi episodi di violenza denunciati da operatori sanitari.

Ma l’emergenza Covid ha solo esasperato una situazione che già si presentava come difficile. “Il trend delle segnalazioni – spiega l’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto – è in crescita ormai dal 2015, anche se i dati fanno intuire che comunque esiste un fenomeno di sottosegnalazione.  Ad ogni modo, grazie all’attività avviata nel biennio 2020/2021 sono pervenute 126 segnalazioni spontanee di aggressione a danno di operatore sanitario e 5 segnalazioni di eventi sentinella”.

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La Regione: denunciate aggressioni verbali o fisiche

“Prevalentemente le segnalazioni pervenute – informa Coletto – sono rappresentate da aggressioni di tipo verbale, quindi a un linguaggio offensivo da parte dei pazienti o dei familiari che, in alcuni casi, si trasforma in un comportamento violento. A prescindere dalla natura e dalla gravità gli atteggiamenti violenti vanno segnalati visto che rappresentano un indicatore di rischio e vulnerabilità nell’ambiente di lavoro”.

La Regione invita i sanitari gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie a segnalare eventuali aggressioni, verbali o fisiche, ricevute durante la loro attività.

“La Regione Umbria, che ha già redatto delle ‘Linee di indirizzo regionali per la prevenzione, la segnalazione e gestione degli episodi di violenza a danno dell’operatore sanitario’, è stata inserita con un suo referente, all’interno dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio- sanitarie che sarà attivato dal Ministero della Salute in attuazione dell’articolo 2 della legge del 14 agosto 2020, n. 113 per monitorare gli episodi di violenza ai danni degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, promuovere e monitorare studi ed analisi sul tema. Tra i componenti dell’Osservatorio vi sono 8 rappresentanti delle Regioni – spiega l’assessore – ed uno di questi è la dottoressa Laura Grasselli, che è stata designata e nominata in rappresentanza della Regione Umbria”.

“Contestualmente al percorso avviato dal Ministero, a livello regionale – aggiunge – monitoriamo annualmente l’adesione ai contenuti delle Raccomandazioni per la sicurezza delle cure, tra cui la Raccomandazione nr 8 per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari e nell’anno 2021 si è diffusa anche una Survey Regionale alle Aziende Sanitarie per valutare l’implementazione delle Linee di indirizzo regionali per la prevenzione, la segnalazione e gestione degli episodi di violenza a danno dell’operatore sanitario.

In pratica – prosegue Coletto – si monitorano i flussi riferibili ad episodi di violenza a danno degli operatori sanitari attraverso i dati delle segnalazioni di tipo volontario disponibili nel Sistema di Incident Reporting e i dati degli eventi sentinella, cioè eventi di particolare gravità, disponibili nel Sistema informativo SIMES”.

Con la pandemia situazioni ancora più delicate

“Gli operatori dei servizi sanitari – afferma l’assessore – da sempre sono particolarmente esposti al rischio di subire atti di violenza, da parte di utenti e dei familiari che accedono ai servizi. A seguito della pandemia però, si stanno trovando a gestire situazioni molto più delicate e problematiche, scaturite anche da una forma di malessere sociale, nonché di intolleranza verso le restrizioni e gli obblighi stabiliti a livello centrale per arginare la diffusione dell’infezione prodotta dal Covid. Non bisogna dimenticare comunque, che il personale sanitario è più esposto degli altri lavoratori ad episodi di violenza che, oltre ad essere a contatto diretto con il paziente, sono chiamate a gestire rapporti caratterizzati da una condizione di forte emotività da parte di soggetti che vivono uno stato di vulnerabilità e frustrazione. Il dolore, prognosi infauste, ambienti non familiari, alterazioni mentali e dell’umore legate a farmaci e alla progressione della malattia possono essere all’origine di comportamenti agitati e violenti e perdita di controllo”.

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