Popolare Spoleto, Visco indagato | Caos su vicenda commissariamento - Tuttoggi

Popolare Spoleto, Visco indagato | Caos su vicenda commissariamento

Carlo Vantaggioli

Popolare Spoleto, Visco indagato | Caos su vicenda commissariamento

Giornata convulsa per la Procura di Spoleto | Tornano alla ribalta ASpoCredit e Nit Holding
Mer, 21/10/2015 - 00:08

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Popolare Spoleto, Visco indagato | Caos su vicenda commissariamento

E’ stata una lunga giornata per la città di Spoleto. In un sol colpo il nome della città del Festival è di nuovo tornato alla ribalta nazionale per una vicenda di cui la stessa avrebbe fatto volentieri a meno. La Banca Popolare di Spoleto, che sembrava aver trovato finalmente un po’ di pace e soprattutto un percorso condiviso con tutte le istituzioni e il territorio, è di nuovo al centro di una vicenda giudiziaria di rilevanza assoluta. I fatti sono ormai noti per chi ha avuto la pazienza di seguire gli aggiornamenti costanti nella giornata di oggi.

Il Governatore della Banca D’Italia, Ignazio Visco è risultato indagato dalla Procura della Repubblica di Spoleto, insieme ad altre 7 persone, per la gestione commissariale dell’Istituto di credito spoletino e per la sua successiva cessione al Gruppo Banco Desio. Le accuse, come si è potuto apprendere, sono pesanti:  “truffa”, “corruzione per atto contrario al dovere d’ ufficio”, “abuso d’ufficio”, “infedeltà a seguito di dazione o promessa di utilità”.
Con Visco finiscono negli atti della inchiesta , Giovanni Boccolini, Gianluca Brancadoro e Nicola Stabile, come ex commissari incaricati da Bankit e i componenti del Comitato di Sorveglianza, Silvano Corbella, Giovanni Domenichini e Giuliana Scognamiglio. A chiudere la lista degli indagati, a quanto riportato dal Fatto Quotidiano che per primo ha lanciato la notizia nella giornata di oggi, anche il presidente di Bps Gruppo Banco Desio, Stefano Lado.

Il terremoto che sta toccando il vertice di Banca D’Italia, si fonda sull’inchiesta scaturita da un esposto firmato dal Presidente della ASpoCredit, Carlo Ugolini, associazione che riunisce una parte degli ex-soci della Spoleto Credito e Servizi e della Banca Popolare, che lamentano un danno economico rilevante a seguito del commissariamento della Popolare e della Scs, atto che ha poi portato alla cessione dell’intero pacchetto azionario di controllo della banca spoletina al Gruppo Banca Desio. Ed è proprio sulla operazione di cessione che l’ASpoCredit sente di dover dire di più, ricordando come i commissari, abbiano di fatto ignorato l’offerta di acquisto della banca proposto da parte della Nit Holding di Honk Kong, tramite la sua fiduciaria italiana Nit Italia. L’esposto della ASpoCredit è stato presentato nel mese di luglio di quest’anno e poco dopo i primi di settembre ci sono state le iscrizioni al registro degli indagati. La ASpoCredit nel primo pomeriggio di oggi, ha fatto pervenire alle redazioni il seguente comunicato, che annuncia per domani una conferenza stampa con i dettagli della vicenda:
“Dopo 4 anni, finalmente, la verità. Il presidente di A.Spo.Credit Carlo Ugolini con l’avvocato Riziero Angeletti invitano a partecipare alla conferenza stampa che si terrà domani presso la Sala Falcone-Borsellino – Palazzo della Provincia di Perugia – P.zza Italia alle ore 11.30
Il presidente di A.Spo.Credit, insieme all’avvocato Angeletti, autore materiale dell’esposto presentato in Procura contro Bankitalia e i suoi vertici, illustreranno, nel dettaglio, la notizia anticipata questa mattina da Il Fatto Quotidiano.
L’iscrizione nel registro degli indagati di Ignazio Visco è confermata da atti della procura di Spoleto. Da un certificato di “comunicazione d’iscrizione a registro” di una parte offesa e dove emerge che il presidente Visco è indagato dal 28 gennaio 2015 per concorso in corruzione, abuso d’ufficio e truffa, e “infedeltà a seguito dazione o promessa di utilità”.
Sono complessivamente otto gli indagati nell’inchiesta aperta dalla procura umbra, tutti per le stesse ipotesi di reato contestate a Visco. Oltre al governatore, gli iscritti sono Giovanni Boccolini,Gianluca Brancadoro, Silvano Corbella, Giovanni Domenichini, Stefano Lado, Giuliana Scognamiglio e Nicola Stabile. L’esposto che ha portato all’apertura del fascicolo è stato presentato da un centinaio di vecchi soci della Popolare di Spoleto, secondo i quali ci sarebbero state una serie di condotte irregolari nel passaggio a Banca Desio. In particolare, sempre secondo l’esposto dei vecchi soci, ci fu un’offerta di una società di Hong Kong, la ‘Nit Holding’, superiore di100 milioni di euro rispetto a quella avanzata da Banca Desio. Offerta alla quale, dicono oggi i vecchi soci della Popolare, i commissari di Bankitalia rifiutarono senza fornire alcuna motivazione chiara”.

Titolare del fascicolo il Sostituto Procuratore, Dott. Gennaro Iannarone, il quale nell’intera giornata di oggi ha mantenuto il più stretto riserbo sulla vicenda che ha fatto il giro delle redazioni nazionali ed estere. Dello stesso tenore anche l’assoluto silenzio con i giornalisti, presenti a Palazzo di Giustizia fin dalle prime ore di questa mattina, del Procuratore Capo, il Dott, Alessandro Cannevale.

In questa fase è difficile ipotizzare come possa sviluppare l’inchiesta, che presenta davvero un ginepraio di posizioni diverse.  Nel frattempo si registrano anche le prime dichiarazioni della politica e delle persone coinvolte.

Già dalla prima mattinata, con un comunicato ufficiale, Banca D’Italia fa sapere, “Con riferimento alla notizia comparsa oggi sulla stampa relativa alla vicenda della Banca Popolare di Spoleto, la Banca d’Italia non e’ a conoscenza di alcuna iniziativa dell’autorità giudiziaria”.

Poco dopo il Dott. Stefano Lado, presidente di Bps Gruppo Banco Desio, anche lui iscritto nel registro degli indagati della Procura, raggiunto dalla redazione di Tuttoggi.info ha dichiarato, “sono a completa disposizione per qualsiasi chiarimento che la magistratura ritenga di dovermi chiedere. Non mi tiro indietro su niente, ma obiettivamente abbiamo appreso la notizia questa mattina dall’articolo del Fatto Quotidiano. Io non ho avuto nessuna comunicazione ufficiale per cui non conosco neanche l’entità dell’eventuale denuncia che è stata fatta e se l’indagato sia veramente io.”

Nel primo pomeriggio è anche la volta della politica con Maurizio Ronconi, leader del Movimento per l’Umbria che dichiara “La Regione Umbria non può essere solo spettatrice nella grave ed inquietante vicenda della Banca Popolare di Spoleto. Quella dalla BPS appare sempre più come un “affaire” che ha solo come vittime gli azionisti della Banca e i soci della Credito e Servizi oltre, in generale, l’economia di tutta la regione che ha duramente pagato i travagli dell’Istituto bancario. E’ ormai evidente che all’ombra della BPS si è  battagliato tra poteri forti e in qualche modo anche oscuri.
La Regione dell’Umbria deve acquisire un ruolo a difesa degli interessi di chi, prevalentemente umbri, ha riportato  grave danno  da una vicenda che ormai vede tra gli inquisiti nomi eccellentissimi. La Regione non può scartare l’ipotesi, dopo  la fase istruttoria, di proporsi parte civile a difesa di tutta la società regionale. “

Sempre nel primo pomeriggio si fa viva anche la Asso-consum, che introduce un elemento di novità nella vicenda. Si scopre infatti che in realtà gli esposti presentati per la questione commissariamento PopSpoleto sono più di uno. “L’Asso-consum, associazione per la difesa dei consumatori, degli utenti e dei cittadini, componente Cncu, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Spoleto alla luce dell’inchiesta per corruzione e truffa in merito al commissariamento della Banca Popolare di Spoleto (Bps) e la successiva vendita a Banca Desio.
Inoltre l’Asso-consum si pone alla difesa dei 29.000 soci cooperatori della Banca Popolare di Spoleto, che per altro si sono visti ridurre del 90% i capitali investiti.
Il presidente Aldo Perrota, pertanto, invita i soci dell’istituto di credito umbro, che si sono visti azzerare il valore della loro partecipazione, a contattare l’associazione.”

Che ci sia un certo affollamento di esposti risulterà poi definitivamente chiaro con le dichiarazioni dell’Avv. Riziero Angeletti che nel prosieguo di una giornata tumultuosa confermerà “Non so se il nostro è l’esposto da cui è scaturita l’indagine venuta alla luce oggi.  Io so che sono stati presentati vari esposti, immagino che siano stati riuniti”.

Anche l’Adusbef non si tira indietro e rilancia con il suo presidente Elio Lannutti una tesi a dir poco fragorosa “La vicenda della Banca Popolare di Spoleto, con l’apertura di un’indagine anche nei confronti del Governatore della Banca d’Italia e di alcuni alti funzionari dell’istituto, ha provocato “gravi danni ai risparmiatori” e deve indurre il premier Matteo Renzi ad una immediata destituzione del Governatore Ignazio Visco, per il grave pericolo che corrono dal 1 gennaio 2016 azionisti, obbligazionisti e depositanti con il meccanismo del bail-in, con Bankitalia inidonea a tutelare il pubblico risparmio”.

Dello stesso tenore l’intervento dei deputati di Alternativa Libera che preannunciano un intervento al Question Time della Camera sulla vicenda, “Il ministro dell’Economia, Piercarlo Padoan, dovrebbe convocare immediatamente il Comitato Interministeriale per il Credito e Risparmio (CICR) per chiarire i contorni della vicenda che vede il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, indagato, insieme ad altre sette persone, dalla Procura di Spoleto per corruzione e truffa in merito alla cessione del BPS – Banco Popolare di Spoleto al Banco di Desio e Brianza, autorizzata nel 2014 dai commissari nominati da palazzo Koch.
Visto che la cessione dell’istituto di credito sembra aver generato un grave danno economico per i soci della cooperativa e, secondo quanto denunciato da Carlo Ugolini, presidente diAspocredit (l’associazione di azionisti della banca), sia avvenuta ignorando la ben più vantaggiosa offerta pervenuta dalla NIT Holding Limited di Hong Kong, presentata sul tavolo degli azionisti prima dell’offerta di Banco di Desio.
Ferme restando le prerogative dei magistrati della Procura di Spoleto, che conducono l’indagine, il CICR, in qualità di organismo con  compiti di alta vigilanza in materia di credito e di tutela del risparmio, dovrebbe far luce sugli aspetti legati a quella che si configura quantomeno come una grave mancanza da parte di Banca d’Italia in termini di vigilanza”.

Ovviamente tutta la vicenda della Banca Popolare di Spoleto non può esaurirsi nelle poche battute a caldo dopo un fatto eclatante come l’iscrizione al registro degli indagati del Governatore della Banca D’Italia. Le radici della malattia sono molto antiche e alcune posizioni e fatti ricorrenti stanno a testimoniare che la ferita, come abbiamo già detto in precedenza, e di là dal guarirsi definitivamente.

Per quanto ci è possibile fare, senza per questo tediare i lettori, appena sotto all’articolo potrete trovare una serie di link di articoli della nostra testata in ordine cronologico decrescente (dal più recente al più vecchio per intenderci) con i quali pensiamo di poter riassumere, in questi ultimi 5 anni di storia della Popolare Spoleto, la vicenda che dal commissariamento ha poi portato alla cessione definitiva dell’Istituto di credito spoletino al Banco Desio. All’interno degli stessi articoli troverete ulteriori link che potranno essere utili per allargare ancora di più la conoscenza dei fatti. Anche se già da ora sappiamo che molto altro inchiostro scorrerà prima che si possa riprendere un percorso virtuoso.

TUTTA LA STORIA DEL COMMISSARIAMENTO:

PopSpoleto/Scs, Mef sana commissariamento dopo sentenza CdS / Il decreto,ft

Inchiesta Bps: Procura e Mef sotto attacco / “Inviate Ispettori Giustizia” / Scs, respinti ricorsi degli ex

Consiglio Stato “difetto istruttoria Mef su Commissariamento Bps” / La sentenza

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