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Popolare Spoleto, Cda chiede i danni agli ex amministratori | Il 7 aprile assemblea

Sara Fratepietro

Popolare Spoleto, Cda chiede i danni agli ex amministratori | Il 7 aprile assemblea

Ma l'azione di responsabilità davanti al Tribunale di Perugia dovrà passare attraverso il vaglio dei soci. Nella proposta di delibera anche la costituzione di parte civile nel processo penale
Mer, 16/03/2016 - 22:59

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Popolare Spoleto, Cda chiede i danni agli ex amministratori | Il 7 aprile assemblea

Confermare l’azione di responsabilità a carico di ex amministratori, ex sindaci revisori ed ex direttore generale della Banca Popolare di Spoleto, costituirsi parte civile nel processo penale, ma anche nominare un nuovo membro del consiglio di amministrazione. Sono questi i punti all’ordine del giorno dell’assemblea ordinaria della Bps, convocata per il 7 aprile a palazzo Pianciani per approvare il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2015.

Citazione già avviata – L’azione di responsabilità, praticamente una citazione davanti al tribunale di Perugia per la richiesta di danni, era stata già avviata dai commissari straordinari dell’istituto di credito. Ai nomi già individuati, però, se ne vogliono aggiungere anche altri. Ovviamente dovrà arrivare il nulla osta dei soci perché la proposta si concretizzi. “Con atto di citazione del 29 luglio 2014, – viene spiegato nella relazione che accompagna la convocazione dell’assemblea, a firma del presidente Stefano Lado – la Banca Popolare di Spoleto s.p.a., all’epoca assoggettata alla procedura di amministrazione straordinaria ai sensi degli artt. 70 e ss. tub, ha convenuto, dinanzi al Tribunale di Perugia, alcuni fra gli ex componenti dei propri organi gestori e di controllo, ritenuti responsabili di significative violazioni di legge, tradottesi nel progressivo depauperamento della società”. A questi nomi, una ventina, però, il Cda di Bps ne vorrebbe aggiungere altri due, di altrettanti ex membri del collegio dei sindaci.

Le motivazioni – Nella relazione vengono illustrate quindi “le condotte oggetto di censura nel giudizio pendente dinanzi al Tribunale di Perugia e in merito alle quali l’assemblea è chiamata a pronunciarsi, secondo quanto rilevato nel precedente paragrafo, ai sensi dell’art. 2393 del codice civile”. “Come a suo tempo rilevato dalla Banca d’Italia, – spiega il documento – l’assoggettamento della BPS ad amministrazione straordinaria ai sensi degli artt. 70 e ss. tub è stata conseguenza della ‘diffusa inadeguatezza di processi operativi e controlli’, di fatto agevolata dalla sostanziale ‘condizione di ingovernabilità, attestata dalla contrapposizione creatasi nell’assetto proprietario e dall’accesa conflittualità in seno agli organi’, nonché della totale carenza di un adeguato processo di valutazione del merito creditizio, tradottisi, per l’appunto, nella sistematica erogazione di finanziamenti a soggetti di dubbia solvibilità. Tali circostanze sono state rilevate, oltre che dalla Banca d’Italia, anche dalle indagini avviate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto, che hanno recentemente condotto alla richiesta di rinvio a giudizio, tra gli altri, di alcuni ex esponenti aziendali. Con il suddetto atto di citazione, la Banca Popolare di Spoleto ha convenuto in giudizio: (i) gli amministratori della BPS in carica a far data dall’esercizio 2011 (epoca a cui risalgono gli accertamenti ispettivi condotti dalla Banca d’Italia), ai sensi degli artt. 2391 e 2392 c.c.; (ii) l’ex direttore generale, Francesco Tuccari, solidalmente responsabile con gli amministratori a mente dell’art. 2396 c.c.; nonché (iii) alcuni fra gli ex componenti dell’organo di controllo, sia pure nei limiti delle operazioni la cui realizzazione è stata da costoro avallata”.

I nomi degli interessati – Nello specifico ad essere coinvolti sono Giovannino Antonini, Nazzareno D’Atanasio (e per esso, dei relativi eredi), Michelangelo Zuccari, Aldo Amoni, Valentino Conti, Marco Carbonari, Claudio Umbrico, Maurizio Leonardo Lombardi, Pietro Bernardi Fabbrani, Gabriele Chiocci, Mario Benotti, Michele Di Gianni, Gianfranco Antognoli, Leonardo Bandinelli, Michele Logi, Francesco Tuccari, Laurent Casadei, Fabio Cassi, Paola Nannucci, Michele Fesani e Marco Turchi (questi ultimi due inseriti nell’elenco dal nuovo Cda).

L’inchiesta penale – Per le stesse motivazioni la Bps vorrebbe costituirsi parte civile nel procedimento penale avviato davanti al Tribunale di Spoleto. La nota inchiesta che aveva inizialmente coinvolto 34 tra ex amministratori e imprenditori e che ruotava attorno alla figura dell’ex presidente Giovannino Antonini, poi fortemente ridimensionata, tanto che sono cadute varie accuse. Quattordici, ad oggi le persone coinvolte, con l’udienza preliminare fissata per il 22 marzo. Anche questo atto, comunque, dovrà passare al vaglio dell’assemblea dei soci.

Nuovo amministratore – L’assemblea è chiamata anche a nominare un nuovo membro del consiglio di amministrazione della Popolare di Spoleto, dopo le dimissioni del consigliere indipendente Giuseppe Listanti e la cooptazione di Francesco Quadraccia. L’incarico di quest’ultimo, infatti, scadrà il giorno dell’assemblea. Che quindi dovrà avanzare dei nomi ed indicare un nuovo membro del Cda. Non è da escludersi, comunque, che possa essere riconfermato lo stesso Quadraccia, che approdato in Bps ha lasciato tutti gli incarichi che ricopriva nella Fondazione Carit, in primis quello di vicepresidente.

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