Polizia provinciale, Regione rinvia "scadenza" personale | Lavoratori inseriti su portale - Tuttoggi

Polizia provinciale, Regione rinvia “scadenza” personale | Lavoratori inseriti su portale

Alessia Chiriatti

Polizia provinciale, Regione rinvia “scadenza” personale | Lavoratori inseriti su portale

Paura e incertezza tra i dipendenti | "Chi vigilerà su Lago Trasimeno e su 3000km di strade?" | I dettagli dell'assemblea a Perugia
Ven, 20/11/2015 - 18:18

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Sembra esserci uno spiraglio per alcuni dei 132 lavoratori della polizia provinciale di Perugia e Terni. L’apertura arriva dopo l’incontro di ieri tra la giunta regionale e i rappresentanti dei sindacati, durante il quale si è discusso del collocamento dei dipendenti della polizia che a oggi, e nello specifico entro l’1 novembre, non hanno scelto la via della mobilità volontaria, decidendo così di essere riallocati in altri enti. Al tavolo era presente anche l’assessore Antonio Bartolini, impegnato ormai da mesi da Palazzo Donini sulla riorganizzazione del personale delle province, come da applicazione della legge Delrio. I lavoratori sono stati automaticamente inseriti sul portale, in base all’indicazione dell’ex ministro Lupi, in attesa che gli enti compiano un “match”: spetta ora allo stesso portale stilare una graduatoria, mediante un algoritmo interno, e collocare i dipendenti della polizia provinciale, sulla base del meccanismo residenziale, una volta che ci sia una richiesta da parte di un comune o di un ente di area vasta. A Terni proprio oggi è stata definita solo una precauzione il fatto che i dipendenti della polizia provinciale siano stati inseriti sul portale della mobilità nazionale. I dipendenti della Polizia Provinciale di Terni possono dormire tra due cuscini a giudizio del presidente e del vice presidente della Provincia di Terni che assicurano che la collocazione di 15 agenti della Provinciale sul portale della mobilità nazionale sia stata solo una manovra provvisoria.

TUTTA LA VICENDA SUL RIORDINO DELLE PROVINCE

La vicenda dei dipendenti delle province di Perugia e Terni sembrava essere stata risolta, almeno in parte, proprio attraverso i provvedimenti regionali, che, il più delle volte, non facevano che assorbire la legge nazionale. A preoccupare i sindacati però c’è adesso la polizia provinciale, la cui convenzione sarebbe in scadenza il prossimo 1 dicembre. Tradotto, per le loro specifiche competenze, come ad esempio la caccia e la pesca, o la vigilanza sul Lago Trasimeno e sulle strade, i poliziotti provinciali non avrebbero alcun “potere”. “Se faremo un verbale, a chi andremmo a recapitarlo?“: questa una delle domande che gli stessi poliziotti hanno posto ai sindacati questa mattina, durante l’assemblea tenutasi nella Sala del Consiglio Provinciale di Perugia. Ecco che il tavolo di ieri con l’assessore Bartolini ha provato a mettere una toppa, facendo sì che la scadenza della convenzione sia ritardata di un mese, portandola al 31 dicembre. Non solo: la Regione Umbria si è detta disponibile a mantenere un servizio di vigilanza anche per la sua istituzione, che si aggiungerà a quello effettuato per caccia e pesca.

Resta il fatto che “al 31 ottobre soltanto 7 comuni umbri si sono dichiarati disponibili al trasferimento di personale dalla Polizia Provinciale, per un totale di 18 unità sui 132 dipendenti che attualmente sono in carico alle province di Perugia e Terni”, come precisato anche da Bartolini. Molto verrà deciso con l’approvazione del bilancio provinciale, che per Perugia è in discussione oggi (20 novembre), perchè è dalle finanze dell’ente che dipende la pianta organica, fanno sapere i sindacati. E se nessuno, dalla Regione, parla di esuberi e sovrannumero, la rabbia dei lavoratori si è fatta sentire oggi in assemblea: “non possiamo essere trattati come numeri. Abbiamo delle funzioni che nessun’altro per competenza può assumere”. E tra chi minaccia di incrociare le braccia e chi vuole presenziare alle prossime assemblee con l’amministrazione al fianco delle Rsu, un’altra via da perseguire sembra essere quella di chiedere direttamente al presidente dell’Anci una soluzione, essendo anche in capo ai comuni l’assorbimento del personale. Per i sindacati la situazione continua a essere poco chiara, in parte per l’incertezza normativa, in parte perchè, dicono, sono gli stessi Comuni insieme alla Region Umbria a non essere stati in grado di individuare un percorso. Cosa che invece non vale per la Toscana, che ha chiesto al Governo un rinvio per il trasferimento personale, mantenendo di fatto il corpo di polizia.

Lunedì intanto verrà confezionata da parte dei sindacati una nuova lettera, da recapitare a tutte le istituzioni coinvolte. Martedì invece Montecitorio, dopo l’ok di oggi del Senato, dovrebbe approvare la Legge di Stabilità, e i relativi emendamenti della Conferenza Stato-Regione, in attesa del 26 novembre, giorno in cui ci sarà un nuovo incontro con l’amministrazione regionale. Tutto questo in attesa che l’1 gennaio 2017 scatti la mobilità per tutti coloro i quali non hanno ancora trovato la loro nuova posizione lavorativa.

Intanto, oltre ai lavoratori della polizia provinciale, anche i professionisti dell’Alta Valle del Tevere, architetti, geometri e ingegneri, tramite le loro associazioni territoriali, manifestano “preoccupazione per la paventata chiusura dello Sportello Decentrato della Provincia di Perugia presso la Casa verde di Via Martiri della Libertà in Città di Castello“. A loro avviso – sostengono in una nota – la chiusura costituirebbe infatti “un ulteriore aggravio di costi e tempi nell’evasione delle pratiche di deposito dei progetti edilizi ai fini dell’autorizzazione sismica, delle autorizzazioni stradali e servizi in genere, che andrebbero a carico dei cittadini in questo periodo di forte crisi economica“.

©Riproduzione riservata

Ultimo aggiornamento ore 19.16

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